Sinasfa: “Occupazione, servono nuovi spazi, un esempio arriva da ospedale di Messina”

Sinasfa: “Occupazione, servono nuovi spazi, un esempio arriva da ospedale di Messina”

Roma, 26 aprile – Un bando pubblicato dall’azienda ospedaliera universitaria del Policlinico G. Martino di Messina, concernente l’assunzione con procedura speciale di professionisti per  la formazione di elenchi di personale sanitario da impiegare nelle aziende del Servizio sanitario regionale per la gestione della emergenza da Covid 19 e per il piano regionale di vaccinazione, ha fornito l’occasione a Sinasfa, e segnatamente al suo presidente FVisualizza immagine di originerancesco Imperadrice (nella foto), per una riflessione sull’allargamento degli spazi occupazionali “naturali” dei farmacisti. Che non possono essere soltanto quelli offerti dalle farmacie aperte al pubblico ma estendersi in ogni situazione in cui, nelle strutture pubbliche e private del sistema sanitario, vi sia necessità di gestire professionalmente il farmaco,

Il bando in questione (disponibile qui), che  prevede appunto anche la presenza dei laureati in farmacia o in chimica e tecnologie farmaceutiche, abilitati all’esercizio della professione di farmacista e iscritti all’Albo dell’Ordine dei Farmacisti, è ritenuto da Imperadrice “estremamente significativo”, una sorta di apripista verso scelte analoghe da parte delle amministrazioni delle strutture sanitarie,  “magari con condizioni contrattuali diverse a seconda dei casi”.

Al personale farmacista viene richiesta, in perfetta aderenza con quello che è il loro profilo di professionisti esperti del farmaco, la disponibilità allo svolgimento presso le aziende del Servizio sanitario regionale di prestazioni connesse ad attività di supporto ai Dipartimenti farmaceutici nonché alle farmacie territoriali e/o ospedaliere per la conservazione e preparazione dei vaccini. Il rapporto di lavoro è quello del conferimento di incarico libero-professionale o di collaborazione coordinata e continuativa e il compenso al quale si fa riferimento è  di 30 euro lordi all’ora.

“Per i farmacisti collaboratori che oggi percepiscono poco più di 10 euro lordi l’ora è sicuramente un compenso significativo anche sotto l’aspetto morale e professionale”  osserva al riguardo il presidente di Sinasfa, da tempo impegnato sul terreno di un adeguamento del trattamento economico dei farmacisti dipendenti, e subito pronto a sottolineare come il compenso previsto dal bando del policlinico di Messina sia la prova provata di come e quanto “la figura professionale del farmacista in farmacia sia sottostimata”.

Per Imperadrice, l’iniziativa non sarebbe una rara avis in terris se il ruolo professionale del farmacista fosse “riconosciuto e obbligato anche da un punto di vista legislativo”, condizione che certamente genererebbe tantissimi bandi come quello del Policlinico G. Messina. E, al riguardo, il presidente del sindacato dei non titolari ricorda che in Senato, fermo al palo, giace dal 2017 un disegno di legge, il n. 2717, a firma di Luigi D’Ambrosio Lettieri e Andrea Mandelli, rispettivamente vicepresidente e presidente della Fofi, all’epoca entrambi senatori, che prevede (semplificando) l’assunzione del farmacista ovunque ci sia il farmaco, ospedali, case di cura, carceri, navi da crociera eccetera.

“In questo momento di emergenza riteniamo che si possa fare concretamente qualcosa affinché questo disegno di legge venga discusso ed approvato, serve solo la volontà politica” afferma Imperadrice, spiegando che l’approvazione del provvedimento “significherebbe cambiare a 360 gradi le prospettive occupazionali e la qualità della vita per tutti noi. Noi non chiediamo nulla tranne quello che ci spetta di diritto visto che il nostro percorso di studi prevede la gestione del farmaco, sarebbe logico che ovunque ci fosse da gestirlo si applicasse questa norma.  L’occupazione in farmacia è ormai satura e poco edificante dal punto di vista professionale vista la deriva commerciale che si è intrapresa da anni a questa parte”.

Imperadrice ricorda al riguardo che ogni anno si laureano in media 4500 nuovi farmacisti, ingrossando il numero dei farmacisti sul mercato del lavoro e per conseguenza rendendo più problematica “la possibilità di poter ottenere da parte nostra sia contratti dignitosi che la certezza di un occupazione stabile e duratura”.

Per Sinasfa, dunque, non bisogna farsi sfuggire la grande occasione di far ripartire l’iter di quel provvedimento, così da  differenziare le possibilità di occupazione: “È probabile che migliorerebbe anche la qualità professionale e la retribuzione per quanto riguarda l’occupazione nelle farmacie o quanto meno non dovremmo più sottostare a condizioni che non ci soddisfano senza poter esternare a pieno il nostro malcontento per il timore di perdere il lavoro” osserva Imperadrice. “Siamo convinti che a questo bando se ne aggiungeranno  tanti altri e che la collaborazione sul campo tra i farmacisti e gli altri operatori sanitari servirà  a creare le condizioni affinché  le istituzioni ci includano in tutte le strutture dove è gestito il farmaco e dove potremmo essere d’aiuto sia per la gestione dei pazienti che per la  prevenzione. Facciamo appello ai colleghi, almeno a chi ha voglia di fare e ai più lungimiranti, di lavorare con noi in questa direzione” conclude il presidente di Sinasfa “perché serve costruire una identità di categoria  che sia forte e chiara in particolare se gli interessi che si contrappongono sono enormi”.

 

Il bando del Policlinico G. Martino di Messina

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