Veneto, Regione-farmacie, c’è l’accordo per le vaccinazioni in farmacia, domani la delibera

Veneto, Regione-farmacie, c’è l’accordo per le vaccinazioni in farmacia, domani la delibera

Roma, 26 aprile – Si è tenuto oggi, in videoconferenza, l’incontro tra i rappresentanti dell’assessorato alla Salute della Ragione Veneto e quelli delle associazioni delle farmacie private e pubbliche per definire i diversi aspetti operativi ed economici relativi al recepimento dell’accordo quadro nazionale sulle vaccinazioni in farmacia.

AVisualizza immagine di originel termine della discussione, sentite e valutate tutte le richieste e i suggerimenti emersi dalle parti, l’assessore Manuela Lanzarin (nella foto) ha ritenuto di chiudere la trattativa su queste basi: intanto, la suddivisione delle farmacie aderenti su base volontaria alla campagna vaccinale regionale in due cluster, il primo riservato ai presidi con un potenziale minimo di 50 vaccini a settimana e il secondo alle farmacie in grado si somministrarne 100 e più.  compenso omni-comprensivo di 10,50 euro a vaccino, più un contributo una tantum di 200 euro per concorrere alle spese iniziali (che però sarà riconosciuto ed erogato al raggiungimento dei 200 vaccini eseguiti); divisione in due tipologie, secondo il potenziale vaccinale (50  e 100 inoculazioni a settimana) delle farmacie che aderiranno al servizio di vaccinazione, ciò sia ai fini della razionalizzazione della fornitura dei vaccini sia per inserire una sorta di paletto selettivo. Un’altra indicazione riguarda il target dei pazienti da vaccinare in farmacia, che potranno essere quelli che non riveleranno problematiche nella scheda anamnestica.

Ancora, le modalità di tutoring per perfezionare la parte pratica del percorso formativo dovranno essere stabilite in autonomia dalle singole Asl, attraverso una sorta di  “tirocinio” negli hub vaccinali o attraverso l’affiancamento di personale sanitario già abilitato alla vaccinazione. I fondi che la Regione utilizzerà per retribuire le vaccinazioni in farmacia  troveranno capienza nel fondo disponibile per la “farmacia dei servizi20212022, che giocoforza dovrà destinare meno risorse ad altre voci del medesimo capitolo (come ad esempio gli screening). In altre parole, le attività vaccinali di farmacie e farmacisti saranno  sostenute con fondi giàRisultato immagine per Franco Gariboldi Muschietti. Dimensioni: 129 x 153. Fonte: www.panoramasanita.it destinati alla farmacia, che dalle attività “classiche” della farmacia dei servizi (alla portata di molte farmacie) vengono semplicemente spostati sulle vaccinazioni in farmacia (che invece sono alla portata di non molte farmacie, visti i paletti fissati dalla Regione). In buona sostanza (e sul punto c’è chi, come FarmacieUnite, ha espresso valutazioni molto critiche), si avvantaggiano le farmacie più strutturate utilizzando fondi destinati alla quasi totalità delle farmacie per destinarli a poche farmacie.

“Le criticità dell’accordo non sono poche” spiega il presidente di FarmacieUnite Franco Gariboldi Muschietti (nella foto), “a partire dalla decisione di riservare la partecipazione a farmacie in grado di somministrare diverse decine di vaccini a settimana, che esclude di fatto le piccole farmacie, con poco personale e in località con bassa densità abitativa e che potrebbero dedicare non più di qualche ora alla settimana per vaccinare i propri pazienti. Con questa scelta si sono avvantaggiate le farmacie di grandi dimensioni, con personale numeroso e che possono dedicare una risorsa praticamente a tempo pieno per effettuare i vaccini”.

“Resta il fatto, però, che la partecipazione alla campagna vaccinale è in ogni caso una sfida da cogliere, una volta ben valutate le potenzialità della propria farmacia, per non lasciare nulla di intentato sia per quanto riguarda la valorizzazione della nostra professione sia il servizio al cittadino” conclude il presidente del sindacato, sottolineando che“si tratta comunque di un investimento, anche per il futuro della professione, e come tale deve essere valutato”. Da qui l’invito a tutti gli associati che possono (hanno dato la loro disponibilità a partecipare alla campagna vaccinale regionale il 65% delle farmacie aderenti al sindacato) “ di accettare ancora una volta la sfida in un’ottica di valorizzazione della professione e di servizio al cittadino e per non precludere a priori possibili miglioramenti dell’accordo”.

Modalità e data di inizio delle prenotazioni delle vaccinazioni in farmacia da parte dei cittadini devono ancora essere resi noti, ma Lanzarin ha annunciato che la delibera che rende esecutivo l’accordo sarà firmata già domani, 27 aprile.

 

 

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