Cassese: “Sanità e criticità Titolo V, per risolverle bisognerebbe guardare alla Germania”

Cassese: “Sanità e criticità Titolo V, per risolverle bisognerebbe guardare alla Germania”

Roma, 4 maggio – Difformità nei tempi e nell’efficacia delle azioni di contrasto alla pandemia, criticità, polemiche, continui rimpalli di responsabilità su “chi deve fare fare cosa”: l’emergenza Covid ha dimostrato una volta di più, che il governo della sanità “in condominio” tra Stato e Regioni, così come scaturito dalla riforma del Titolo V della Costituzione del 2001, è un’inesausta sorgente di problemi, anche in termini di tenuta del tessuto unitario della nazione. L’opinione che il Paese, almeno dal punto di vista della tutela della salute, sia diviso in 21 distinte repubbliche è infatti largamente diffusa, tanto da costituire – almeno a livello giornalistico – un vero e proprio clichè. Ma il dibattito sul problema, continuamente alimentato a livello politico più badando alla difesa di posizioni precostituite che non alla necessità di risolverlo, non ha lasciato intravvedere in questi anni  né la volontà, né le condizioni né proposte praticabili per uscire dalla situazione attuale, talché vi è chi ha finito per convincersi che si tratti di una situazione di fatto senza vie d’uscita.

Risultato immagine per sabino casseseSul tema, l’ultimo numero della newsletter dell’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ha pubblicato un’interessante intervista a Sabino Cassese (nella foto),  giudice emerito della Corte Costituzionale. Le risposte del professore, oltre ad essere un’occasione di riflessione e approfondimento scientifico in merito alla discussione sul rapporto Stato-Regioni in ambito sanitario, offrono anche qualche spunto di natura tecnico-operativa che potrebbe essere utilmente approfondito non solo per la definizione di  politiche statali e regionali di governo del sistema salute durante l’emergenza pandemica, ma anche per esplorare le direzioni verso le quali muovere – escludendo modifiche costituzionali, che abbiamo imparato essere una sorta di mission impossible –  per  un superamento dell’attuale Titolo V.

Qui di seguito, riportiamo due domande dirette sul tema – le ultime dell’intervista  – rivolte da Agenas  all’insigne costituzionalista. L’intervista integrale è disponibile qui.

 

Se le dicessero “riscriva lei, da solo, senza mediare con nessuno, il Titolo V della nostra Costituzione”, lei cosa scriverebbe?

Il riparto originario delle competenze tra Stato e Regioni risale a 50 anni fa.Quello specifico relativo alla sanità, è stato ridefinito vent’anni fa. Molta acqua è passata sotto i ponti. Abbiamo fatto molte esperienze. Sappiamo che uno dei punti deboli del Servizio sanitario nazionale è quello di aver inglobato dentro di sé il divario Nord-Sud. Il Titolo V della Costituzione, quello che riguarda le Regioni, le Province e i Comuni, richiede una nuova valutazione, nel senso che certamente alcune funzioni devono ritornare dalle Regioni allo Stato e, viceversa, alcuni compiti statali vanno ora trasferiti alle Regioni.

Quale percorso politico si dovrebbe intraprendere per mirare a una ridefinizione delle regole in sanità?

Prima del percorso politico, che riguarda prevalentemente la riforma della Costituzione, bisogna intraprendere un percorso tecnico-economico, sulla scia delle analisi che furono fatte negli anni ‘50 e negli anni ‘60 per definire quella che gli economisti chiamano la dimensione ottimale dell’erogazione dei servizi pubblici. Sull’argomento vi sono importanti contributi di un economista dell’Università cattolica di Milano, Giancarlo Mazzocchi, che andrebbero riletti e applicati per ridefinire i livelli e le dimensioni ottimali dei servizi pubblici. Non ci si può nascondere, tuttavia, che la materia della sanità costituisce due terzi della finanza delle Regioni, nonché una gran parte dell’attività politico amministrativa degli Enti Regione. Quindi, il superamento dell’attuale Titolo V può esser molto difficile, per cui conviene avere una soluzione di ripiego, che potrebbe essere quella dell’esercizio congiunto Stato-Regioni, ad opera di una specie di “Parlamento sanitario Stato-Regioni”, ispirato al modello delle Gemeinschaftsaufgaben tedesche.

 

Newsletter Agenas – Intervista  S. Cassese su  ?La riforma del Titolo V: gli effetti sulla sanità’

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