Liguria uber alles: accordo con Regione, raddoppiano i punti vaccinali nelle farmacie

Liguria uber alles: accordo con Regione, raddoppiano i punti vaccinali nelle farmacie

Roma, 30 aprile – Mentre finalmente arrivano in Italia quantitativi di vaccini finalmente adeguati alle necessità nazionali (soltanto negli ultimi giorni sono arrivati cinque milioni circa di dosi), si cominciano a tirare le somme del contributo delle farmacie alla campagna vaccinale, almeno laddove questo contributo è concretamente arrivato. Un campo che, in verità, è al momento estremamente ristretto, per molte e svariate ragioni: dalla carenza dei vaccini fino alla necessità di portare a compimento la formazione dei “farmacisti vaccinatori”, passando anche per la necessità di stipulare i protocolli regionali sulla base dell’accordo quadro nazionale sottoscritto il   marzo da governo, Regioni e farmacie.

L’unica Regione dove, di fatto, le farmacie hanno conseguito risultati probanti e molto apprezzati è fin qui la Liguria, dove le dirigenze di categoria hanno scelto con molto pragmatismo una strada immediatamente praticabile, quella di arruolare le farmacie tra i punti vaccinali del territorio (Pvt), garantendo la somministrazione con la presenza di personale abilitato (infermieri, medici), senza aspettare che a inoculare il vaccino fossero gli stessi “farmacisti vaccinatori”.

Una scelta che ha pagato, tanto che le farmacie liguri sono le uniche dove si procede alla somministrazione del vaccino e dove ora  cresce d’intensità il contributo alla campagna vaccinale regionale. Da giovedì prossimo saranno infatti operativi altri 53 Pvt organizzati all’interno delle farmacie o in spazi dedicati vicini, che si andranno ad aggiungere, raddoppiandone in pratica il numero, alle prime 52 farmacie che dall’inizio di aprile operano con egregi risultati come spoke vaccinali territoriali.  Il consistente aumento consentirà di portare nell’arco di qualche giorno la capacità vaccinale delle farmacie dalle attuali 2000 alle 4000 vaccinazioni a settimana, che era poi il target  concordato da Regione Liguria e sindacati delle farmacie al momento della sottoscrizione del protocollo operativo.

Comprensibilmente soddisfatta per i risultati conseguiti finora e per il loro sviluppo  la presidente di Federfarma Liguria, Elisabetta Borachia (nella foto) “Siamo molto soddisfatti di aver ampliato gli accordi già esistenti con la Regione Liguria. Alisa e Liguria digitale, aumentando i servizi per i cittadini” afferma la presidente regionale dei titolari. “Un secondo consistente gruppo di farmacie andrà presto a incrementare il numero dei pvt in tutta la Regione, raggiungendo molte zone strategiche: il nostro impegno anche per l’effettuazione dei tamponi antigenici garantirà poi il rafforzamento delle attività di monitoraggio. Il forte gradimento espresso dalla popolazione per i servizi offerti dalla farmacia ci è di grande conforto e stimolo per continuare con decisione in questa battaglia che richiede un impegno comune”.

Borachia sottolinea che in base all’accordo firmato con la Regione, la somministrazione è effettuata da medici “arruolati” dai farmacisti (pensionati o liberi professionisti) ma retribuiti dalla Regione e si sofferma sulla retribuzione (tra le più interessanti a livello nazionale) riconosciuta alle farmacie, che ricevono 5,33 euro per iniezione più la quota dpc del vaccino (3,90 euro per ogni confezione da dieci flaconi multidose, 4,40 euro per le rurali con indennità di residenza) e la prenotazione della seduta vaccinale (3 euro).

“Anche la Regione è soddisfatta del servizio” conclude Borachia “tanto è vero che abbiamo già iniziato a discutere della possibilità di iniziare a vaccinare da fine maggio con Pfizer o Moderna. Saranno necessarie due consegne alla settimana e quindi crescerà l’impegno logistico, ma la distribuzione intermedia ha già dato la propria disponibilità”.

Ma i buoni risultati fin qui conseguiti dalla collaborazione tra farmacie e Regione aprono la strada anche a nuove declinazioni: la prossima potrebbe essere il  coinvolgimento delle farmacie di comunità nella distribuzione degli attestati vaccinali, le cosiddette green card.

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