Global health summit, Draghi apre a sospensione dei brevetti sui vaccini Covid

Global health summit, Draghi apre a sospensione dei brevetti sui vaccini Covid

Roma, 25 maggio – “Dobbiamo aiutare i Paesi a basso reddito, compresa l’Africa, a produrre i propri vaccini. Probabilmente avremo bisogno di più cicli di vaccinazione in futuro, e aumentare la produzione è essenziale. Una proposta è quella di introdurre una sospensione dei brevetti sui vaccini Covid-19. L’Italia è aperta a questa idea, in modo mirato, limitato nel tempo e che non metta a repentaglio l’incentivo ad innovare per le aziende farmaceutiche”. Queste le dichiarazioni del presidente del Consiglio italiano Mario Draghi (nella foto con Ursula von der Lyen) nel suo intervento al Global Health Summit in corso a Roma.

Il primo ministro italiano ha tuttavia riconosciuto che  “questa proposta non garantisce che i Paesi a basso reddito siano effettivamente in grado di produrre i propri vaccini. Dobbiamo sostenerli finanziariamente e con competenze specializzate. L’Italia accoglie con favore l’iniziativa della Commissione europea volta a produrre vaccini e prodotti sanitari nei Paesi a basso e medio reddito. Vogliamo coinvolgere le nostre aziende farmaceutiche e i nostri centri di ricerca per sostenere la produzione, in particolare in Africa. E lo faremo insieme ad altri paesi partner, tra cui Francia e Germania”.

In ogni caso, resta l’apertura italiana a una sospensione dei brevetti sui vaccini contro il Covid-19, anche se Draghi ha voluto evidenziare la necessità di continuare a sostenere i Paesi più deboli “finanziariamente e con competenze specializzate”. Il premier italiano ha anche voluto ricordare, in serata, che le aziende farmaceutiche “si sono impegnate e hanno messo in gioco anche la loro reputazione: è un passo molto importante che cambierà il panorama. Se manteranno l’impegno, molte delle controversie sui vaccini pur rimanendo importanti assumeranno un’importanza leggermente minore”.

Si tratta comunque di un passo in avanti nella direzione chiesta dall’ampio movimento di opinione che ha dato vita alla campagna europea Right2Cure #NoprofitOnPandemic, che come più volte riferito in passato dal nostro giornale punta a una  moratoria temporanea sui brevetti dei vaccini anti Covid, che però nel documento conclusivo del Global Health Summit sembrerebbe non essere nemmeno citata: la richiesta avanzata fin dallo scorso ottobre da India e Sudafrica, sostenuta da oltre 100 Paesi, con l’appoggio della società civile, centinaia di organizzazioni e personalità a livello mondiale, secondo quanto riferisce il coordinamento italiano della campagna, è stata di fatto ignorata.

“Abbiamo la netta impressione che le nazioni ricche si siano chiuse nel proprio egoismo, senza nemmeno considerare che in tal modo mettono a rischio anche la salute dei propri cittadini” dichiara al riguardo Vittorio Agnoletto (nella foto), coordinatore nazionale di Right2Cure#NoprofitOnPandemic.

I sostenitori della moratoria si dichiarano sorpresi dal fatto che sia stato totalmente ignorato il voto del Parlamento Europeo del 19 maggio che ha approvato un emendamento in cui si richiede una sospensione temporanea dei diritti di proprietà intellettuale relativi ai vaccini, alle attrezzature e alle terapie per far fronte a Covid-19 e si  invitava la Commissione europea ad adoperarsi in questa direzione. E trovano non meno sorprendente che siano stati ignorati i passi importanti compiuti dal presidente statunitense Joe Biden e da quello francese Emmanuel Macron, anche alla luce del fatto che gli strumenti per attivare le procedure della sospensione temporanea dei brevetti ci sono e sono previsti dall’Organizzazione mondiale del commercio.

In una nota alla stampa diramata alla vigilia del Global Health Summit, il comitato di coordinamento italiano di Right2Cure#NoprofitOnPandemic bolla come “decisamente inadeguati” gli annunci di impegno ad aumentare la produzione dei vaccini e le donazioni verso il sud del mondo, “quei Paesi poveri e in via di sviluppo, dove è stato vaccinato soltanto lo 0,3% delle popolazioni, e dove la pandemia sta imperversando. Così come l’annuncio di aumentare la pressione sulle aziende farmaceutiche per ottenere qualche licenza volontaria in più, risulta una proposta del tutto inadeguata e persino velleitaria e soprattutto propone una logica inaccettabile: sostituire la giustizia e i diritti universali, come quello alla salute, con l’elemosina!”

Perentoria la conclusione di Agnoletto. “Per essere credibili, le timide aperture verso una moratoria temporanea dei brevetti, espresse dal presidente del Consiglio Draghi,  devono trasformarsi in atti politici concreti e conseguenti, in vista della posizione che l’Europa assumerà nel prossimo consiglio TRIPs del Wto il 7 e 8 giugno”.

Intanto, Pfizer, Moderna e Johnson&Johnson hanno pubblicamente assunto l’impegno di destinare  ai Paesi poveri 3,5 miliardi di dosi di vaccini anti Covid nel 2021-2022. Circa 1,3 miliardi di dosi saranno consegnate entro il 2021, il resto l’anno prossimo. Pfizer fornirà 2 miliardi di dosi, Moderna fino a 995 milioni e Johnson&Johnson fino a 500 milioni. Le dosi saranno fornite a prezzo di costo ai Paesi a basso reddito e a prezzo ridotto ai Paesi a medio reddito.

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