Vaccini, Regioni puntano sul territorio e chiedono di ampliare il target dei vaccinandi

Vaccini, Regioni puntano sul territorio e chiedono di ampliare il target dei vaccinandi

Roma, 25 maggio – Il territorio e i suoi capisaldi sanitari – mmg e farmacie – come driver per centrare l’obiettivo di convincere quante più persone possibile a vaccinarsi, unica strada per uscire dal tunnel della pandemia. Sembrano convincersene ogni giorno di più i presidenti delle Regioni italiane, che hanno cominciato a muoversi con decisione in questa direzione, avviando accordi e protocolli con i medici di famiglia e i farmacisti di comunità.

“Oggi nel Lazio arriveremo a 3 milioni di somministrazioni” ha annunciato ieri il presidente Nicola Zingaretti  (nella foto), parlando di  un buon risultato per una Regione che ha circa 5,7 milioni di abitanti. “Stiamo Risultato immagine per zingaretti nicolaentrando in una fase dove il numero dei richiami inizia a essere importante. Le quantità di vaccini in arrivo cominciano a essere sufficienti, viaggiamo sempre intorno alle 50mila somministrazioni quotidiane” ha aggiunto il governatore, spiegando che da ieri hanno avuto inizio “le prenotazioni per fare i vaccini nelle farmacie, saranno 450 le strutture interessate. In questo modo si moltiplicheranno le opportunità di vaccinazione”.
Notizie analoghe arrivano dalla Toscana, dove, secondo quanto dichiarato dal presidente Eugenio Giani, “l’accordo è sostanzialmente completato” sia per i medici di base che per i farmacisti. “Ho voluto arrivare all’accordo con queste categorie per avere più ‘bocche di fuoco’ nella nostra capacità vaccinale”.
Risultato immagine per fedriga friuliMassimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e del Friuli Venezia-Giulia (nella foto), prova a fare il punto della situazione, affermando che “oggi le Regioni sono in grado di superare gli obiettivi previsti dal target nazionale dal punto di vista organizzativo. Nell’ultimo periodo c’è stato un netto miglioramento dell’approvvigionamento dei vaccini e della disponibilità delle dosi”, e osserva che “sono aumentate in modo importante le necessità sul fabbisogno finanziario per il triennio 2019-2021. Su questo è necessaria una maggiore flessibilità per l’utilizzo delle risorse, molto spesso finalizzate in modo molto specifico e, rispetto alle esigenze dei servizi sanitari regionali, non è possibile spenderle all’interno di quella griglia molto stringente”.
“Abbiamo fatto un lavoro molto importante in tutte le Regioni da nord a sud, da destra a sinistra, e i numeri che oggi vediamo sono dovuti in gran parte al lavoro delle Regioni che garantiscono gli hub vaccinali, il personale per effettuare i vaccini, tutta l’organizzazione, l’apertura delle agende vaccinali, quindi un lavoro poderoso” aggiunge Fedriga, sottolineando “il raccordo quotidiano con il commissario Figliuolo” e gli ottimi rapporti con lui e la struttura commissariale. ”

È chiaro però che se in alcune Regioni in prospettiva c’è il rischio che l’agenda vaccinale non si riempia, significa che ci sono i vaccini, che c’è’ l’organizzazione per farli tutti, ma non ci sono persone da vaccinare. “Quindi – rileva Fedriga – io vedo positivamente il fatto di avere la possibilità di ampliare il target. Su questo ho parlato e continuerò a parlare con il commissario Figliuolo perché non possiamo permetterci di avere i posti e i vaccini e non avere le persone che si vaccinano”.
“Tutte le decisioni sulle proposte per le riaperture – spiega ancora Fedriga – sono state fatte all’unanimità, le Regioni hanno agito in modo responsabile e costruttivo e ringrazio il governo che le ha recepite. Abbiamo ragionato con la concretezza e non con la logica di partito. Come a maggio 2020, anche quest’anno abbiamo dato il nostro contributo e il governo ci ha ascoltato”.

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