Sindaci, resiste a Milano l’ipotesi della candidatura di Racca per il centrodestra

Sindaci, resiste a Milano l’ipotesi della candidatura di Racca per il centrodestra

Roma, 26 maggio – Per quanto la diretta interessata (comprensibilmente) nella giornata di ieri si sia schermita, parlando della sua candidatura come di “un’ipotesi senza alcuna concretezza”, continua a tenere banco la possibilità che sia proprio quello di Annarosa Racca (nella foto) il nome sul quale la coalizione di centrodestra potrebbe puntare per andare alla conquista di Palazzo Marino, per tutti i milanesi el Marin, dal 1861 sede dell’amministrazione comunale di Milano.

La milanesissima presidente dei titolari di farmacia della Lombardia, già presidente di Federfarma nazionale, rappresenta infatti quel “profilo femminile” espressione della società civile impegnata e fattiva che il centrodestra (accantonata ormai l’idea di scommettere su un candidato proveniente dalla politica) sta cercando di individuare per lanciare la sua sfida al sindaco uscente Giuseppe Sala.

Racca – che, in ragione della sua lunga esperienza sindacale ha consuetudine di rapporti con i rappresentanti della politica e delle amministrazioni, con i quali si confronta abitualmente – è stata già “sondata” in ordine a una sua disponibilità a scendere in pista. In particolare, è stato il leader della Lega Matteo Salvini a sentirla, ottenendo – almeno per quanto ci è dato sapere – una risposta più possibilista del tranciante dichiarazione sulla “ipotesi senza alcuna concretezza”  rilasciata nel pomeriggio di ieri a agenzie e fonti di informazione.

L’ipotesi Racca, insomma, continua a restare in piedi, anche se ovviamente la delicatezza della scelta impone ai leader del centrodestra di valutare anche altre possibili candidature (nelle ultime ore sono circolati i nomi di Fabio Minoli, dirigente della casa farmaceutica Bayer e Riccardo Ruggiero, ex manager Telecom,  ma anche quelli di Simone Crolla, delegato della Camera di Commercio Americana in Italia e del docente dell’Università Bocconi Maurizio Dallocchio). Tutti “civici”, dunque, restando al momento l’ipotesi politica (il nome, nel caso, sarebbe quello di Maurizio Lupi) una subordinata. E non sfuggirà che in questo ventaglio il nome di Racca, milanese doc insignita nel 2016 dell’Ambrogino d’oro, il riconoscimento che Milano riserva ai suoi cittadini distintisi per eccellenza, spicca in modo deciso sugli altri, anche perché è l’unico di una donna. Lo stesso quotidiano la Repubblica, sulla sua edizione nazionale ha aperto ieri la sezione politica accreditando la Racca in pole position per la candidatura a Milano.

La stessa Racca, ad ogni modo,  continua a mantenere un profilo basso, anzi rasoterra, mettendo la sordina all’eventualità di una possibile “scesa in campo” e dichiarandosi già molto soddisfatta e lusingata dall’ipotesi di una sua designazione a candidata del centrodestra, che  ”rappresenta senz’altro un riconoscimento, non tanto per la mia persona, ma per le farmacie e per tutti i farmacisti della Lombardia, che in questa difficile congiuntura pandemica si sono confermati più che mai uno dei punti di riferimento imprescindibili per i cittadini e per le stesse istituzioni”.

Ma la sensazione è che la partita non sia affatto chiusa e che la residente dei titolari della Lombardia potrebbe presto essere chiamata a fare una delle scelte più importanti della sua vita.

 

 

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