Ssn, risparmiati tra i 5 e i 7 miliardi nel solo 2020 grazie ai farmaci generici

Ssn, risparmiati tra i 5 e i 7 miliardi nel solo 2020 grazie ai farmaci generici

Roma, 26 maggio – Secondo gli ultimi dati diffusi da Egualia, senza l’uso dei generici la spesa farmaceutica sarebbe più altra di qualcosa come 5-7 miliardi, con evidenti limiti per la possibilità di finanziare assistenza e innovazione che rendano il diritto alla salute davvero universale.

A proporre una ricognizione sullo scenario farmaceutico in Italia, molto cambiato negli ultimi anni, è stat  Doc Generici, azienda italiana con sede a Milano, che in occasione del suo 25° anniversario di attività ha tracciato un bilancio della propria esperienza nel mercato del farmaco generico nel nostro Paese, del quale riferisce un’ampia nota di PharmaKronos, il quotidiano di informazione farmaceutica di AdnKronos.

Sono passati 25 anni da quando, nel 1996, è stata promulgata in Italia la prima legge sul farmaco generico che ha introdotto la possibilità di commercializzare un medicinale che contiene la stessa quantità di principio attivo e presenta la stessa biodisponibilità di un farmaco di marca a brevetto scaduto, con un vero e proprio beneficio per la sostenibilità del Ssn.

“Oggi sono cambiate non solo la percezione del medico prescrittore e del farmacista” spiega Gualtiero Pasquarelli, presidente di Doc Generici “ma anche quella delle autorità sanitarie che non mettono più in dubbio la qualità del farmaco generico che è esattamente uguale a quella delle specialità. Ma, soprattutto, è cambiato anche l’approccio del paziente che non guarda più con sospetto al generico, associando il costo alla qualità del prodotto”.

Più fiducia ai farmaci generici – si legge in una nota dell’azienda – significa infatti comprendere che un prezzo più basso sul mercato non implica standard di produzione più bassi e che, in questo caso ad esempio, un prezzo inferiore dipende solo dall’assenza dei costi di ricerca e sviluppo che sono invece normalmente necessari per la produzione di un farmaco di specialità.

Per questo, Doc Generici ha avuto negli anni un approccio fortemente incentrato sulla qualità – riporta la nota aziendale – che ha permesso di avere operative ad oggi oltre 40 aziende farmaceutiche produttrici, tenendo oltre il 60% delle produzioni in più di 19 officine farmaceutiche operative in Italia, il 36% in Europa e solo il 4% in paesi extra-UE, seguendo dappertutto le stesse normative di riferimento a garanzia di qualità e assicurando, soprattutto, continuità terapeutica e disponibilità costante dei prodotti sul territorio nazionale.

In un periodo di crisi sanitaria ed economica come quella dell’ultimo anno, si legge ancora nella nota Doc Generici, il risparmio generato dai farmaci generici è stato considerevole, se si pensa che solo nel 2019 la spesa ospedaliera ha finanziato l’acquisto di 1,5 miliardi di unità minime frazionabili di medicinali di cui circa il 30% era rappresentato dai farmaci generici. Inoltre, durante l’anno trascorso, l’accesso agli screening e alle visite di routine è calato di circa il 20-30% e l’accessibilità ai farmaci generici ha garantito la cura non solo ai pazienti affetti da Covid-19, ma anche e soprattutto ai pazienti cronici.

“Celebriamo i 25 anni di una storia di successo, caratterizzata dai nostri pilastri fondamentali: pragmatismo, aderenza, capacità di ascolto del mercato e velocità di esecuzione. Sono 25 anni che sosteniamo questi valori insieme ai medici e ai farmacisti che ci hanno scelto”  afferma Riccardo Zagaria, Ceo dell’azienda. “A questo punto non possiamo che guardare al futuro con fiducia e ottimismo e siamo pronti a raccogliere le nuove sfide che arrivano da aree terapeutiche da consolidare, come il cardiovascolare, ma soprattutto da quelle ancora da conquistare, come ad esempio il diabete”.

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