Umbria, silenzio della Regione dopo l’accordo sui vaccini in farmacia di inizio maggio

Umbria, silenzio della Regione dopo l’accordo sui vaccini in farmacia di inizio maggio

Roma, 26 maggio – Sono ormai trascorse alcune settimane da quando le farmacie dell’Umbria hanno sottoscritto con la Regione l’accordo per  la somministrazione del vaccino anti Covid nelle farmacie pubbliche e private aderenti su base volontaria nel territorio regionale, con l’inoculazione del farmaco da parte degli stessi farmacisti opportunamente formati attraverso l’apposito corso dell’Istituto superiore di sanità.

L’accordo, poi approvato con  un’apposita delibera  la n. 424 del 5 maggio), era stato salutato con molta soddisfazione da tutte le parti:  “Il ruolo delle farmacie assumerà una valenza altissima, visto che contribuiranno, attraverso l’immunizzazione, a mettere in sicurezza la comunità umbra” aveva commentato subito dopo la firma l’assessore alla Salute della Regione Umbria, Luca Coletto, aggiungendo che “la diffusione capillare delle farmacie sul territorio regionale rappresenta un’opportunità per raggiungere i cittadini”, rafforzando “la resilienza, la prossimità e la tempestività di risposta del sistema sanitario”  e un’arma importanteper lasciarci al più presto alle spalle l’emergenza sanitaria”.

 

Da allora sono trascorse tre settimane e le sigle delle farmacie firmatarie di quell’intesa ancora attendono sviluppi dal punto di vista del coinvolgimento nella campagna vaccinale: dalla Regione non sono più arrivati segnali, né hanno sortito effetti le richieste inoltrate in Regione per sapere come proseguire operativamente e in tempi solleciti, a beneficio della popolazione umbra, nel percorso tracciato in modo condiviso con l’accordo.

“Abbiamo richiesto anche nei giorni scorsi un incontro Massimo Braganti, direttore generale  Salute e Welfare della Regione Umbria” spiega il presidente di Federfarma Umbria Augusto Luciani (nella foto)  “visto che non abbiamo avuto riscontro alle richieste dopo le interlocuzioni precedenti che avevano portato ad  immaginare un percorso condiviso. Elemento questo che avrebbe sicuramente dato un apporto rilevante alla campagna vaccinale. Questo quadro generale di incertezza si ripercuote oltre che sul nostro lavoro, anche sulla pelle dei cittadini”.

Proprio questi ultimi infatti, spesso a caccia di risposte ai propri quesiti, si rivolgono comunque alle farmacie per avere lumi in merito alle pre-adesioni, anche quando queste possono essere fatte solo via web tramite il portale regionale, e alla stampa dei moduli per le prenotazioni del vaccino.

“Ovviamente per la solita professionalità ed il grande spirito di servizio mostrato specialmente in questa fase di emergenza coronavirus”  aggiungRisultato immagine per silvia pagliacci federfarma perugiae la presidente di Federfarma Perugia Silvia Pagliacci (nella foto) “i colleghi farmacisti cercano comunque di garantire, nei limiti del possibile, il necessario supporto anche quando non sanno rispondere perché, di fatto, sono stati bypassati. Soprattutto nei casi di cittadini poco avvezzi alle procedure telematiche”.

In alcuni casi, secondo quanto riferisce una nota diramata da Federfarma Umbria, all’interno delle farmacie  si sono verificate scene di grande nervosismo: “Molti utenti appartenenti alla fascia di età 50-59 anni, hanno chiesto con veemenza la stampa dei moduli per la  prenotazione del vaccino”  racconta il segretario di Federfarma Terni Stefano Monicchi “affermando tra l’altro che alcuni medici gli hanno riferito di farlo. E anche di provvedere per loro alla pre-adesione via web, cosa che andrebbe fatta tramite il portale della Regione. Mi sembra chiaro che si debba intervenire per porre rimedio a questa grande confusione”.

Anche per questo, Federfarma Umbria, nel confermare di essere a totale disposizione, attende lumi da parte della Regione per la concreta attuazione dell’accordo. Che, si ribadisce, garantirebbe una ulteriore e fondamentale accelerata alla campagna vaccinale.

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