Cosmofarma, riconoscimenti per il ruolo di farmacie e farmacisti nell’emergenza Covid

Cosmofarma, riconoscimenti per il ruolo di farmacie e farmacisti nell’emergenza Covid

Roma, 15 settembre – Reazione: come chiaramente dichiarato dalla parola chiave  scelta per l’edizione di quest’anno della manifestazione, tenutasi lo scorso fine settimana a Bologna, Cosmofarma 2021 ha declinato il suo denso programma di appuntamenti intorno a un minimo comune denominatore: la necessità di portare il sistema farmacia, con tutte le sue componenti, fuori dal lungo momento di difficoltà attraversato dal settore, esponenzialmente aggravato, nell’ultimo anno e mezzo, dall’emergenza sanitaria legata alla pandemia Covid.

Un periodo molto difficile per tutto il Paese (e non solo), particolarmente pesante – per ovvi motivi – per il sistema salute e i suoi operatori, in molti casi travolti dalle conseguenze sulle strutture sanitarie dal dilagare dei contagi, che in Italia hanno colpito a oggi 4,6 milioni di cittadini (12° Paese  al mondo e 4° in Europa per casi totali), provocando  130 mila morti (9° Paese al mondo e 2° in Europa).

Grazie all’intensa campagna vaccinale posta in essere nel nostro Paese, dove al 10 settembre sono state immunizzate 39.491.954 persone (66,6% della popolazione e 74% della popolazione oggetto della campagna vaccinale, grazie alla somministrazione di 80.293.447 singole dosi, cifra che colloca l’Italia al 13° posto nel mondo e al 3° nella Ue per numero di dosi somministrate e al  32° posto al mondo e l’8° in Europa per numero di persone completamente vaccinate), la pandemia di Covid negli ultimi mesi è stata contrastata con efficacia, rallentandone la progressione, anche se è il virus continua a circolare, soprattutto con le sue varianti, e non bisogna dunque abbassare la guardia ma, semmai, dare un’ulteriore spallata al rischio pandemico, completando la campagna vaccinale.

Proprio a Covid 19 e ai suoi riflessi e conseguenze Cosmofarma ha dedicato il convegno “Virus, vaccini, varianti: un viaggio con i farmacisti e le farmacie nella nuova normalità”, organizzato dalla Fofi e dalla Fondazione Risultato immagine per Immagini Di Pier Paolo SileriCannavò. Dall’appuntamento – al quale sono intervenuti tra gli altri il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri (nella foto a sinistra) il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro,  l’ex direttore generale dell’Ema Guido Rasi e (in rappresentanza del generale Francesco Paolo Figliuolo, responsabile della struttura commissariale anti-Covid) il capo dell’Ufficio Relazioni istituzionali della stessa struttura Antonio Battistini – è emerso il largo e concorde riconoscimento del ruolo fondamentale che farmacie di comunità e farmacisti hanno recitato durante la pandemia.

“La comunità professionale dei farmacisti,  negli ospedali e sul territorio, ha confermato il ruolo strategico della farmacia, che oggi è un vero e proprio hub vaccinale sul territorio” ha affermato il presidente della Fondazione Cannavò Luigi D’Ambrosio Lettieri nel suo intervento di apertura del convegno.  “Un presidio di prossimità declinato in termini di efficienza che ha alimentato la fiducia dei cittadini”.

Sileri ha rivendicato il ruolo del ministero nel sostenere fin da subito un ruolo attivo delle farmacie nella campagna vaccinale: “I farmacisti, come i  medici di medicina generale, sono cardini preziosi dell’assistenza di prossimità, coloro che spiegano e consigliano, i professionisti ai quali i cittadini possono fare domande e ricevere risposte” ha detto il il sottosegretario, sottolineando che l’ingresso di diritto delle farmacie nel percorso vaccinale “non si fermerà qui, ma proseguirà  con le vaccinazioni anti-influenzali”, nella cornice delle della farmacia dei servizi,  la cui attuazione “probabilmente era rimasta indietro, ma grazie all’esperienza e alla reazione messa in campo contro Covid ha subito un’accelerazione: molte cose che erano nei cassetti sono diventate realtà” ha osservato l’esponente di governo.

Sileri ha quindi concluso tornando sulla necessità di investire sulla sanità di prossimità, valorizzando e facendo perno sui professionisti della salute di più immediato riferimento dei cittadini, il medico di medicina generale e il farmacista, che  “potranno fare la differenza per arricchire la cultura della salute e trasferire quella giusta informazione purtroppo mancata negli ultimi dieci-quindici anni”.Risultato immagine per silvio brusaferro

Concetti poi ripresi e ribaditi anche da altri relatori. Brusaferro (nella foto a destra), ad esempio, nel ricordare come la pandemia abbia messo a nudo molte criticità del sistema salute, accelerando molti processi e costringendo ad aguzzare l’ingegno e ad aumentare l’impegno per trovare soluzioni e risposte all’emergenza, ha voluto evidenziare  come farmacie e farmacisti abbiano confermato di essere  uno degli attori principali di quello straordinario punto di forza del nostro Paese che è il Ssn. Il presidente dell’Iss ha quindi ricordato la grande accelerazione che Covid ha determinato anche in materia di formazione e acquisizione delle conoscenze. Un terreno, anche questo, dove i farmacisti si sono particolarmente distinti, con una larga e convinta partecipazione ai percorsi formativi per diventare vaccinatori organizzati dall’Iss in  stretta collaborazione tra con Fofi e Fondazione Cannavò.

Un pieno riconoscimento al grande lavoro svolto da farmacie e farmacisti territoriali durante la pandemia è arrivato anche da Battistini, che ha ricordato come la struttura commissariale diretta dal generale  Figliuolo abbia subito compreso l’importanza dei farmacisti e delle farmacie, rafforzando le farmacie ospedaliere con farmacisti dell’esercito e sostenendo i farmacisti di comunità nella distribuzione dei farmaci per le persone al domicilio.  “Sono presidi da tempo in evoluzione, dove si dispensa molto più dei soli farmaci, già attivi sul versante dei servizi e, con la loro capillare presenza capillare sul territorio, di rilevanza strategica, con un ruolo decisivo che dovranno giocare sempre di più” ha affermato il dirigente della struttura commissariale, supportando le sue parole con i numeri straordinari che attestano il contributo delle farmacie al contrasto della pandemia. “Nelle tremila farmacie che hanno aderito operativamente alla campagna vaccinale nazionale  sono state somministrate 350mila dosi di vaccini e nelle circa settemila farmacie che hanno aderito al protocollo sui tamponi sono stati effettuati oltre dieci milioni di tamponi antigenici, un’attività che auspichiamo si diffonda sempre di più” ha infatti aggiunto Battistini, aggiungendo che c’è bisogno di figure professionali come i farmacisti, “di cui le persone si fidano e alle quali si affidano per la loro competenza, familiarità e disponibilità al colloquio,  caratteristiche indispensabili ancora di più in un momento come questo. Molte risorse di cui il Paese era in possesso sono state fin ora poco utilizzate e alcune competenze possono essere maggiormente utilizzate e tra queste ci sono le farmacie e i farmacisti”.

“La pandemia ha accelerato il processo di sviluppo della farmacia, che ha saputo reagire all’emergenza sanitaria offrendo prontamente i servizi necessari a soddisfare le nuove esigenze di salute dei cittadini” ha affermato da parte sua il presidente di Federfarma Marco Cossolo, facendo esplicito riferimento all’effettuazione dei tamponi utili al tracciamento del virus e alla somministrazione dei vaccini anti-Covid. “La farmacia ha dimostrato ancora una volta di essere a pieno titolo il primo presidio di prossimità sul territorio, perfettamente integrato nel Ssn, come sede della presa in carico dei molti pazienti che soffrono di malattie croniche, grazie al  farmacista e alla sua capacità di instaurare con il cliente una relazione basata sulla fiducia e sulla conoscenza reciproca. Ed è proprio questa caratteristica a renderla un luogo idoneo non solo per la somministrazione dei vaccini, ma anche dove poter ricevere le giuste informazioni, le risposte ai dubbi e affrontare le paure, sotto la guida di professionisti competenti”.

A tirarRisultato immagine per andrea mandelli forza italiae le  conclusioni del convegno è stato Andrea Mandelli, presidente della Fofi (foto a sinistra), che ha ricordato come farmacie e farmacisti abbiano confermato si essere un punto fermo nella riorganizzazione del territorio, “una riorganizzazione – ha aggiunto –  che dobbiamo scrivere”. Sarà però necessario affrontare il futuro in modo diverso rispetto al passato, rimuovendo con coraggio alcuni tabù,  come quello che le vaccinazioni siano un atto medico di esclusiva competenza di altre professioni. “Nel momento dell’emergenza  abbiamo capito che alcune cose si possono fare” ha detto Mandelli. “Dobbiamo essere quindi in grado di allontanare i tabù e rinnovare il Paese. Abbiamo fatto un grande lavoro di squadra: dai farmacisti ospedalieri che hanno lavorato al fianco degli infettivologi ai farmacisti dell’esercito, ai farmacisti del territorio. Siamo stati una grande squadra in grado di dare una risposta importante al Paese. Una squadra che ha serrato i ranghi e che ora ha vuole far si che una professione con 800 anni di storia alle spalle continui svolgere ruoli importanti per guardare al futuro con ottimismo”.

Un franco riconoscimento al contributo della professione farmaceutica alla lotta contro la pandemia è arrivato anche dal titolare del ministero della Salute Roberto Speranza (nella foto a destra),  intervenuto al convegno Il nuovo ruolo del farmacista e della farmacia nell’assistenza sanitaria territoriale alla luce delle esperienze maturate nel contesto pandemico svoltosi nel corso di Cosmofarma a Bologna. “In questo difficile periodo i farmacisti ci sono sempre stati e io come ministro e come cittadino voglio ringraziarli” ha detto il responsabile del dicastero, incassando il plauso incondizionato dei farmacisti in platea..  “Non c’è stato un solo giorno in cui le istituzioni non abbiano potuto contare sulla farmacia”.

 

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