Fnpi: “Covid, rinunciare al contributo delle parafarmacie italiane spreco imperdonabile”

Fnpi: “Covid, rinunciare al contributo delle parafarmacie italiane spreco imperdonabile”

Roma, 15 settembre – Possono le istituzioni, in presenza di un’emergenza come Covid 19, mobilitare e chiamare a raccolta da oltre un anno tutte le strutture, le energie e le risorse professionali della sanità e poi, senza peraltro dare alcuna spiegazione, rinunciare a coinvolgere le migliaia di farmacisti che operano all’interno delle 5000 parafarmacie italiane? A sollevare l’interrogativo, commentando l’intervento del ministro della Salute Roberto Risultato immagine per davide gullotta parafarmacieSperanza in occasione dell’edizione 2021 di Cosmofarma tenutasi a Bologna durante lo scorso fine settimana, è Davide Gullotta (nella foto), presidente di Fnpi, la federazione nazionale delle parafarmacie italiane.

In un comunicato stampa diffuso lunedì scorso, Gullotta, pur  compiacendosi delle parole di apprezzamento del titolare del dicastero nei confronti del contributo alla lotta contro la pandemia assicurato dalle farmacie e i farmacisti del territorio, ha voluto ricordare la stridente contraddizione dell’inspiegabile e comunque inspiegato mancato coinvolgimento delle parafarmacie in una lotta che pure è assolutamente prioritario, nell’interesse del Paese e dei suoi cittadini, riuscire a vincere al più presto. Invece, osserva il presidente Fnpi, anche se “siamo in guerra contro la pandemia, il generale e chi lo consiglia stanno
tenendo armi e soldati chiusi in cantina. Perché?”. Non si riesce davvero a capire per quali arcane ragioni le parafarmacie, che pure “sono rimaste aperte durante tutta la pandemia”, e sono state  “riconosciute esercizi di pubblica utilità dal precedente governo di cui lui stesso (Speranza, NdR) faceva parte, al fianco dei colleghi di farmacia”, continuino a essere ignorate a livello istituzionale, in aperta ed evidente contraddizione con la necessità di allargare e rendere sempre più efficace la lotta a Covid, salvo essere nominate fugacemente “solo quando moriva di Covid qualche collega” operante al loro interno.

Questi esercizi,  “per un breve attimo liberi dai legacci lobbistici, liberi di essere utili” ma poi “in breve tempo usciti nuovamente dall’agenda politica”, sono di fatto privi di qualsiasi considerazione: “Niente ossigeno, niente servizi, niente farmaci da ricetta, niente generici, niente prenotazioni, niente vaccini, niente tamponi, niente green pass, niente di niente” si legge nel comunicato Fnpi. E questo nonostante le stesse farmacie si lamentino per il carico di lavoro, salvo poi guardarsi bene dal “pensare di dividerlo con i colleghi delle parafarmacie, col rischio che poi qualcuno si accorga dello spreco imperdonabile fatto finora”.
Gullotta tenta una spiegazione dell’atteggiamento schizoide delle istituzioni, avanzando l’ipotesi che, “se emergesse dal silenzio la loro utilità, il passo successivo e naturale sarebbe potenziarle e questo per qualcuno è impensabile”.
“Il Ministro dovrebbe dare una spiegazione non solo ai farmacisti delle 5000 parafarmacie italiane, ma anche a tutti quei cittadini che da loro si servono e da loro potrebbero trovare ulteriore vitale sostegno nell’affrontare questa crisi mondiale” conclude la nota Fnpi alla stampa, affermando di continuare ad aspettare, “con la poca pazienza rimasta, fatti concreti per poter svolgere la nostra professione al meglio.”
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