Aifa, presentato il primo “Atlante delle disuguaglianze sociali nell’uso dei farmaci”

Aifa, presentato il primo “Atlante delle disuguaglianze sociali nell’uso dei farmaci”

Roma, 16 settembre –   L’Agenzia italiana del farmaco ha presentato ieri a Roma il primo Atlante delle disuguaglianze sociali nell’uso dei farmaci per la cura delle principali malattie croniche.

L’obiettivo di questa nuova pubblicazione, che arricchisce la costellazione dei Rapporti OsMed, è stato valutare come nell’ambito di un sistema universalistico, come il Servizio sanitario nazionale, l’accesso al farmaco per le pVisualizza immagine di originerincipali malattie croniche sia correlato ad  alcuni fattori socioeconomici come l’istruzione, l’occupazione, la composizione del nucleo  familiare, la densità e la condizione ha affermato il direttore generale dell’agenzia regolatoria nazionale Nicola Magrini (nella foto a sinistra).


Dall’analisi, si legge in una nota dell’Aifa, emerge che il consumo dei farmaci è più elevato tra i soggetti residenti nelle aree  più svantaggiate, probabilmente a causa del peggior stato di salute, che potrebbe essere  associato a uno stile di vita non corretto. Si tratta di un fenomeno evidente per quasi tutte le  condizioni analizzate, in modo particolare per i farmaci antipertensivi, ipolipemizzanti e, nelle  donne, per gli antiosteoporotici.


Correlazioni di questo tipo invece non emergono analizzando l’aderenza e la persistenza al  trattamento, facendo supporre che una volta che il paziente abbia avuto accesso alla cura  farmaceutica la presa in carico non si modifichi al variare del livello di deprivazione.


L’Atlante risponde a un indirizzo istituzionale a livello nazionale ed europeo che da tempo raccomanda di concentrare l’attenzione su questi temi”  ha sottolineato Francesco Trottadirigente del Settore Hta ed economia del farmaco dell’agenzia (nella foto a destra). È il punto di partenza di un progetto ambizioso, condiviso con alcuni dei principali gruppi di ricerca italiani. Questa rete è adesso a disposizione per ulteriori analisi che possono informare le politiche nazionali o locali riguardo alla riduzione o alla mitigazione delle disuguaglianze.

Tra i molti dati del rapporto Aifa emerge che la continuità nell’assunzione delle terapie è migliore per l’osteoporosi mentre è molto bassa per i medicinali contro ipotiroidismo e Parkinson. I livelli medi di aderenza alle terapie farmacologiche prescritte dal medico “a livello nazionale sono in generale poco soddisfacenti” e “si osserva un gradiente decrescente Nord-Sud”.
Dai farmaci per l’ipertensione a quelli per la tiroide, “il consumo dei farmaci è più elevato tra i soggetti residenti nelle aree più svantaggiate” e “si osservano livelli di consumo complessivamente più alti al Sud e nelle isole per la maggior parte delle categorie terapeutiche. Un trend inverso, con consumi maggiori nelle aree del Nord e minori al Sud, si osserva invece per i farmaci antidepressivi; per i farmaci antidemenza, il tasso di consumo è più alto nelle province del Centro Italia”. Infine, per quasi tutti i tipi di farmaci, “le donne sono meno aderenti rispetto agli uomini”.

Alla presentazione dell’Atlantes ono intervenuti Michael Marmot (University College London), Nera Agabiti (Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio), Nicola Caranci (Assessorato Regionale Emilia Romagna), Giuseppe Costa e Nerina Dirindin (Università di Torino), Alessio Petrelli (Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della povertà), Giuseppe Traversa, Aurora Di Filippo e Serena Perna (Aifa).

Il Rapporto è consultabile sul sito dell’Aifa alla pagina
www.aifa.gov.it/atlantedisuguaglianzesocialiusofarmaci. Per approfondire si può anche accedere al video della presentazione dell’Atlane, sul canale You Tube dell’agenzia, a  questo link:  youtu.be/8gA0vjkVzPo

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