Wed, 27 Oct 2021
Report Gimbe: “In calo i casi di Covid, in ospedale quasi solo non vaccinati”

Report Gimbe: “In calo i casi di Covid, in ospedale quasi solo non vaccinati”

Roma, 17 settembre – I ricoveri ospedalieri causati da Covid sono ormai quasi a carico di soggetti non vaccinati: è quanto emerge dal monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe, che evidenzia anche un calo sia dei contagi sia dei ricoveri. “Continuano a diminuire i nuovi casi settimanali, sia come numeri assoluti che come media mobile dei casi giornalieri che si attesta a 4.816” spiega il presidente Nino Cartabellotta (nella foto), con riferimento ai dati della settimana 8-14 settembre, che registrano un  calo dei nuovi casi (-14,7%), dei ricoveri ordinari (-3,3%) e delle terapie intensive (-1,6%), In ospedale, evidenzia la Fondazione, al momento ci sono “quasi esclusivamente persone non vaccinate”.

Nel suo report settimanale, Gimbe sottolinea l’efficacia dei vaccini nel ridurre i decessi (96,3%), i ricoveri ordinari (93,4%) e le terapie intensive (95,7%), ma mette in guardia sugli oltre 9 milioni di non vaccinati che, con l’arrivo dell’inverno e la riapertura delle scuole, alimenteranno la circolazione del virus e l’aumento delle ospedalizzazioni. A tale proposito, sottolinea la Fondazione, “è inaccettabile la presa di posizione sulle ‘cure domiciliari’ di personaggi pubblici tra cui medici e politici che, sovvertendo il metodo scientifico, inducono le persone a rifiutare vaccini efficaci e sicuri e a fidarsi di protocolli terapeutici non autorizzati o di farmaci dannosi e controindicati”.

Resta il dato confortante del progressivo arretramento della pandemia, con le curve tutte in discesa. La quarta ondata di coronavirus è stata “contenuta e i ricoveri hanno finalmente iniziato a scendere grazie al progressivo aumento delle coperture vaccinali e l’adesione ai comportamenti individuali corretti” spiega Cartabellotta, che tuttavia esorta a non abbassare la guardia, ribadendo che “la ripresa delle scuole e l’autunno alle porte possono favorire  la ripresa della circolazione del virus”. A rischiare di più, afferma il presidente di Gimbe,  “sono i 3,9 milioni di over 50 che non hanno ancora completato il ciclo vaccinale, tre milioni dei quali non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose”.

 

Al riguardo, Gimbe evidenzia il brusco rallentamento della campagna vaccinale e lancia un warning. “Nonostante la considerevole disponibilità di dosi, il numero di prime somministrazioni, dopo tre settimane di stabilità intorno a quota 720-750mila, nell’ultima settimana è sceso a 525mila. In attesa di conoscere gli effetti dell’estensione dell’obbligo del green pass, è evidente che le attuali strategie della campagna non riescono a contrastare l’esitazione della popolazione ancora non vaccinata” spiega preoccupata la Fondazione.
Al 15 settembre, rileva Gimbe, il 74,1% della popolazione (pari a 43.924.031 cittadini) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+552.102 rispetto alla settimana precedente) e il 68% (pari  40.295.980) ha completato il ciclo vaccinale (+1.223.873). In particolare, l ‘88,9% della popolazione over 50 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, (+0,5% rispetto alla settimana precedente) con nette differenze regionali: dal 93,3% della Puglia all’83% della Calabria.
Complessivamente 3,9 milioni di over 50 (14,4%) non hanno ancora completato il ciclo vaccinale, con rilevanti differenze regionali (dal 17% della Calabria al 6,7% della Puglia): di questi, 3,03 milioni non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose. A fronte di un sostanziale appiattimento dei trend di vaccinazione in questa fascia di età, continuano a salire le curve degli under 50, in particolare delle fasce 12-19 e 20-29 anni che hanno superato le fasce 30-39 e 40-49 anni. Con le scuole già ripartite, preoccupa che nella fascia 12-19 anni, nonostante il costante incremento delle coperture, ancora 1,53 milioni di ragazzi (33,7%) non abbiano ricevuto nemmeno una dose di vaccino, con rilevanti differenze regionali.L’efficacia del vaccino da aprile ad oggi si conferma molto elevata e stabile nel ridurre i decessi (96,3%) e le forme severe di malattia che necessitano di ricovero in area medica (93,4%) e in terapia intensiva (95,7%). Nei soggetti vaccinati con ciclo completo, rispetto ai non vaccinati, si registra un netto calo dell’incidenza di diagnosi e soprattutto di malattia severa che porta ad ospedalizzazione, ricovero in terapia intensiva o decesso: nelle varie fasce di età, le diagnosi di Sars-CoV-2 si riducono infatti del 77,8-80,7%, i ricoveri ordinari dell’88,8-95,6%, quelli in terapia intensiva del 92,5-97,4% e i decessi del 93,4-100%. delle ospedalizzazioni con conseguenti limitazioni nell’assistenza ai pazienti non Covid-19.

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi

Articoli correlati

    Nessun articolo trovato.