Test antigenici rapidi in farmacia, il Governo dispone l’obbligo di prezzo calmierato

Test antigenici rapidi in farmacia, il Governo dispone l’obbligo di prezzo calmierato

Roma, 17 settembre – Test antigenici rapidi, le farmacie che vorranno effettuarli avranno l’obbligo di aderire a quanto previsto dal protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso 5 agosto da Federfarma con il ministero della Salute e il Commissario straordinario all’emergenza. A decidere la misura – che era nell’aria: ieri ne aveva riferito il Corriere della Sera on line – è stato il Governo, con il nuovo decreto legge sul green pass approvato ieri dal Consiglio dei Ministri per estendere gli ambiti nei quali sarà obbligatoria la certificazione verde,  come rende noto un breve comunicato stampa dello stesso sindacato dei titolari.

Il rilascio del green pass, come è noto, avviene a seguito di guarigione dalla malattia, dopo avvenuta vaccinazione e, appunto, in presenza di un test negativo effettuato nelle 48 ore. Stretto  tra le pressioni di una fetta di governo (Matteo Salvini), che richiedeva a gran voce test salivari gratuiti,  e quelle dei sindacati che minacciano sfracelli se i lavoratori non verranno esentati dai costi dei tamponi (“Non si paga per lavorare”, è l’intransigente posizione del leader della Cgil Maurizio Landini),  il Governo ha pensato bene di fare un passo in direzione di quanti non vogliono o non possono vaccinarsi, imponendo l’obbligo del prezzo calmierato dei tamponi. Un prezzo “politico”, come si sarebbe detto in altri tempi, per uniformare il mercato ma – soprattutto – per non penalizzare le famiglie a basso reddito e non scoraggiare gli utenti. Il prezzo calmierato varrà ineluttabilmente, sino al 31 dicembre 2021,  anche per le farmacie. Al 15 settembre, secondo i dati del Governo, avevano aderito al protocollo agostano sui tamponi  più di 7000 farmacie, tra le quali pare non siano davvero mancate quelle che hanno continuato ad applicare prezzi superiori a quelli concordati nell’accordo tra Commissario per l’emergenza Covid, Federfarma e Assofarm (ovvero 15 euro a tampone per gli over 18 e otto euro per quelli effettuati su minorenni, con i restanti 7 che saranno corrisposti alle farmacie dal Ssn).

Qualcuno ha così voluto vedere nell’obbligo di prezzo calmierato disposto con il nuovo decreto legge una sorta di stretta punitiva originata da una presunta delusione del Governo sia per il numero di adesioni al protocollo agostano, decisamente inferiore alle attese o quantomeno a quanto sperato, sia per le “libertà” registratesi tra le farmacie in materia di tariffe. Una spiegazione che potrebbe anche avere qualche fondamento, ma che certamente risulta meno convincente di quella che riconduce l’obbligo di prezzo “politico” imposto agli esercizi con la croce verde alla necessità già prima ricordata di alleggerire gli oneri dei tamponi dopo l’estensione dell’obbligo di green pass per tutti i lavoratori.

Questo il commento del sindacato dei titolari: “Federfarma accoglie con il consueto spirito di servizio tale determinazione, che oltre a certificare il ruolo centrale riservato dal Governo alle farmacie per l’esecuzione di servizi a tutela della salute pubblica, realizza una sostanziale standardizzazione dei termini e delle condizioni per somministrare i test sull’intero territorio nazionale, come più volte auspicato proprio da Federfarma” si legge nel  comunicato il sindacato presieduto da Marco Cossolo. “Il protocollo, infatti, prevede dei prezzi calmierati per i test antigenici (prezzi che, è bene ribadirlo, in ragione dell’obbligo introdotto dal Governo, tutte le farmacie dovranno osservare, NdR),  con particolare attenzione a quelli somministrati ai minori di età compresa tra i 12 e i 18 anni”.

“Federfarma, nel ricordare che oltre 7.000 farmacie hanno già aderito al Protocollo d’intesa del 5 agosto, intende adoperarsi per la piena realizzazione dell’iniziativa” si legge ancora nel comunicato, iniziativa “che negli intenti del Governo serve a garantire i necessari parametri di sicurezza per la piena ripresa delle attività economiche”.

“In questo quadro” conclude la nota alla stampa “Federfarma ritiene, ancora una volta, che le farmacie siano al centro del sistema sanitario territoriale a servizio dei cittadini, che potranno contare sulla rete territoriale delle farmacie quali presidi sanitari di prossimità sul territorio”.

Il comunicato stampa di Federfarma non si sofferma nel ricordarlo, ma l’introduzione da parte del Governo dei prezzi calmierati per i tamponi comporterà ovviamente anche sanzioni per chi non dovesse  osservare le tariffe concordate. E (sulla base di quanto concordato lo scorso agosto)  si tratta di sanzioni consistenti: da mille a diecimila euro, fino ad arrivare alla chiusura dell’esercizio, su disposizione prefettizia, per una durata non superiore ai cinque giorni.

 

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