Cavaleri: “Vaccino per i bambini e farmaci anti-Covid, Ema valuterà in autunno”

Cavaleri: “Vaccino per i bambini e farmaci anti-Covid, Ema valuterà in autunno”

Roma, 20 settembre – I vaccini non saranno efficaci al 100%, ma stanno proteggendo dal virus. E “darli a tutte le persone sopra ai 50 anni sarà la nostra diga contro la pandemia. Ma non crediamoci invincibili, perché la variante Delta del virus è estremamente contagiosa e quest’inverno rischierà di bussare a ogni porta”.

Lo ha detto in un’intervista a La Repubblica pubblicata venerdì scorso, Marco Cavaleri (nella foto), responsabile della task force per i vaccini e le terapie anti Covid dell’Ema, l’agenzia europea per i medicinali.

Su uno dei temi attualmente più dibattuti, l’efficacia della terza dose, Cavaleri ha affermato che al momento non si dispone di certezze “e vogliamo evitare di esagerare raccomandando richiami a pioggia non necessari”. Prima di prendere una posizione ufficiale, l’agenzia regolatoria europea sta esaminando e facendo ordine tra tutti i dati disponibili. “Un certo calo di efficacia lo vediamo” ha affermato Cavaleri “ma fatichiamo a distinguere fra il ruolo del tempo che passa e riduce la protezione e il ruolo della variante Delta, un cliente più difficile per i vaccini“.

Ci sono dati di Gran Bretagna, Usa e Israele che dimostrerebbero un aumento di contagi e forme lievi tra i vaccinati, ha aggiunto l’esperto Ema, ribadendo in ogni caso che “la protezione nei confronti della malattia grave resta molto alta, e questo è sempre stato il nostro obiettivo“. Solo in Israele c’è un calo sopra i 65 anni, un caso isolato ma che viene osservato con attenzione, “perché potrebbe indicare che la diga ha bisogno di essere rafforzata in alcuni punti, o con una terza dose o con un vaccino aggiornato alle varianti“.

Quel che è sicuro, ha comunque voluto ribadire Cavaleri, è che  “i vaccini ci hanno dato una protezione importante in questi mesi”. L’esperto Ema ha anche parlato anche del vaccino anti-Covid per i bambini, affermando che Pfizer fornirà i suoi dati a relativi all’impiego nei bambini tra i 6 e gli 11 anni “orientativamente a inizio ottobre. La valutazione da parte nostra prenderà tre o quattro settimane. A inizio novembre dovrebbe arrivare anche Moderna, con la stessa fascia d’età. Poi progressivamente si scenderà d’età, fino ad arrivare ai neonati“.

Cavaleri ritiene probabile che anche i bambini verranno sottoposti alla somministrazione di due dosi, anche se per loro  “potrebbe bastare una quantità più bassa di principio attivo, forse anche di molto, possibilmente anche con meno effetti collaterali“. A proposito di questi ultimi, il dirigente dell’agenzia europea ha parlato di casi molto rari di miocardite registrati tra gli adolescenti negli Stati Uniti e in Israele, con una frequenza di 60-70 casi ogni milione di vaccinati. “Nulla di grave, generalmente si risolvono in un paio di giorni” ha detto, per poi confermare che – come emerso da alcuni studi – con i vaccini a mRna c’è “un calo degli anticorpi più rapido rispetto a quelli con vettori virali. Ma è vero altresì che il livello di partenza degli anticorpi per il vaccino a Rna è di gran lunga più alto“.

Riguardo la vaccinazione eterologa, invece, il dibattito si è spento, anche perché c’è un problema di dati. “Noi valutiamo quelli che le aziende ci presentano dopo le loro sperimentazioni e le aziende in genere non fanno test con vaccini diversi dai propri“. Cavaleri ha spiegato che l’Ema comunque le incoraggia, anche alla luce dei dati molto confortanti che erano emersi.

Prosegue  invece, anche se  a rilento, il dialogo con Russia e Cina in ordine ai vaccini messi a punto in quei Paesi. Per quanto riguarda i candidati vaccini CureVac e Novavax, il primo tedesco e l’altro made in Usa, la valutazione dovrebbe terminare entro la fine dell’anno. Il primo, messo a punto da una società biotech tedesca controllata dal miliardario Dietmar Hopp, proprio nei giorni scorsi ha subito un fortissimo ribasso in Borsa, con i prezzi del titolo scesi bruscamente del 3,66% per il taglio che l’azienda ha operato sui  piani di produzione del vaccino, in risposta – ha spiegato in una nota – alla “ridotta domanda di picco a breve termine per i vaccini a seguito della prima ondata di sforzi di vaccinazione pandemica” e ai corrispondenti cambiamenti nella domanda. Cavaleri si è però soffermato su Novavax, affermando che si tratta di un vaccino “molto interessante perché usa una tecnologia più tradizionale rispetto ai vaccini approvati finora. Se ne possono produrre molte dosi anche al di fuori dell’Europa».

Inevitabile un cenno anche allo scetticismo (per usare un eufemismo) dei no vax: Cavaleri ha ricordato che i vaccini sono usati da due anni e ha fatto notare che difficilmente ricevono dossier così ampi. “Abbiamo concordato con le aziende tutti gli ingredienti. Ogni lotto di fiale viene controllato prima dai produttori, poi da un’autorità di sanità pubblica europea“. Eppure c’è chi continua a essere è convinto che l’Rna produca effetti collaterali a lungo termine, timore che Cavaleri si è subito preoccupato di smentire: “Si degrada nell’organismo nel giro di pochissimi giorni. Gli effetti collaterali nei vaccini si concentrano nei primi due mesi. (..) Non esiste a oggi alcun motivo immaginabile per cui questi vaccini possano causare problemi a lungo termine“.

In chiusura, l’esperto dell’Ema ha confermato che si sta lavorando anche a farmaci anti Covid: già a ottobre verranno approvati nuovi anticorpi monoclonali utili anche per la prevenzione in alcuni casi, oltre che dopo il contagio. “Saranno importanti per chi ha problemi al sistema immunitario e non riesce a produrre anticorpi con la vaccinazione“. Ma arriveranno presto anche i dati sui nuovi farmaci antivirali: “Ce ne sono tre allo studio, in pillola, molto facili da assumere. Se sicuri e efficaci, si potranno prendere anche a scopo profilattico, se ad esempio c’è un contagio in famiglia, a scuola o al lavoro“.

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