Rischio trombosi in giovani e donne, l’Ema “assolve” Vaxzevria, il vaccino Astrazeneca

Rischio trombosi in giovani e donne, l’Ema “assolve” Vaxzevria, il vaccino Astrazeneca

Roma, 20 settembre – L’imputato Vaxzevria è assolto: a conclusione dell’analisi dei dati sul rischio di trombosi con sindrome da trombocitopenia ipotizzato dopo l’uso del vaccino anti Covid di AstraZeneca, l’Ema, l’agenzia europea per i medicinali, ha concluso che le evidenze fin qui raccolte non hanno consentito di identificare particolari fattori di rischio che rendono più probabile l’insorgenza di trombosi a seguito della vaccinazione.

A comunicarlo, diramando un’apposita nota, è stata la stessa Ema.  Sebbene le segnalazioni spontanee, se messe in relazione all’esposizione, abbiano suggerito che il rischio possa essere maggiore nelle donne e negli adulti più giovani, e minore dopo la seconda dose rispetto alla prima, i limiti del modo in cui i dati vengono raccolti hanno convinto gli esperti a stabilire che “nessuna di queste differenze possano essere confermate”.

Inoltre, si legge nel comunicato dell’agenzia regolatoria Ue,  “non ci sono prove che il ritardo della seconda dose abbia alcuna influenza sul rischio di trombosi”.

Resta dunque valida, conclude la nota, “la raccomandazione dell’Ema di continuare a somministrare una seconda dose di Vaxzevria tra le 4 e le 12 settimane dopo la prima, in linea con le informazioni sul prodotto”,

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