Tamponi rapidi, l’aumento della richiesta in farmacia spinge anche l’occupazione

Tamponi rapidi, l’aumento della richiesta in farmacia spinge anche l’occupazione

Roma, 24 settembre – La ripresa delle lezioni scolastiche in presenza e delle attività lavorative, sportive e ricreative che richiedono il green pass hanno inevitabilmente prodotto un considerevole aumento del ricorso ai tamponi, unica strada a disposizione di chi non è vaccinato per ottenere il certificato verde e accedere a tutti i luoghi in cui è obbligatorio il suo possesso. E dal momento che i per effettuare i test anti Covid oggi ci si rivolge prevalentemente alle farmacie, ne consegue che l’attività di testing di questi presidi ha registrato negli ultimi giorni un significativo balzo in avanti.

Risultato immagine per marco cossolo federfarma“È aumentato notevolmente il carico di lavoro per eseguire tamponi e continuerà ad aumentare nelle prossime settimane. Molte farmacie hanno dovuto assumere personale e riorganizzare i turni” ha confermato all’agenzia Ansa  il presidente di Federfarma Marco Cossolo (nella foto), che prevede mesi altrettanto “intensi con l’avvio della campagna vaccinale contro l’influenza e per la terza dose del vaccino anti Covid”. A partire da ottobre, infatti, anche le farmacie contribuiranno alla somministrazione dei vaccini antinfluenzali agli over 18, come previsto da un emendamento al decreto sul green pass definitivamente approvato in Senato.

La richiesta di tamponi rapidi in farmacia è in aumento ormai da inizio settembre, sostenuta in particolare  dalla riapertura delle scuole che ha spinto molte famiglie a rivolgersi alle farmacie anche per far vaccinare i figli con più di 12 anni. L’obbligo per i non vaccinati a testarsi ogni 48 ore per poter accedere a scuola, a lavoro e nei luoghi al chiuso recentemente introdotto dal Governo, insieme alla misura introdotta per calmierare il prezzo dei test, ha fatto il resto. Al riguardo, Cossolo precisa che già prima che venisse imposto il prezzo calmierato, “su circa 9.000 farmacie che eseguono i test oltre 7.500 aveva aderito al prezzo ribassato, pari a quasi il 90%. Tante, infatti, avevano sottoscritto il precedente protocollo. Ora  speriamo che il servizio di testing sia offerto da un numero sempre maggiore di farmacie”.

Il rilevante aumento dell’attività di testing in farmacia ha prodotto anche riflessi sul terreno occupazionale, con una crescita della richiesta di posti di lavoro. “In un anno” spiega il presidente del sindacato dei titolari di farmacia “abbiamo avuto un aumento di circa il 5,5% di addetti e in questo periodo è addirittura difficile trovare farmacisti”. Trend che, con l’ulteriore impegno legato all’eventuale somministrazione della terza dose contro il Sars-Cov-2 (eventualità alla quale si stanno già preparando molte Regioni, come il Lazio), è con ogni probabilità destinato a crescere.

 

 

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