Adf: “Criticità del sistema farmaco, servono misure di sostegno nella legge di Bilancio”

Adf: “Criticità del sistema farmaco, servono misure di sostegno nella legge di Bilancio”

Roma, 28 settembre – Il sistema-farmaco va sostenuto facendo squadra, con un impegno comune di tutti gli attori della filiera a individuare soluzioni condivise, rilanciando il tema della nuova remunerazione delle farmacie e chiedendo al Governo adeguate misure di sostegno da varare nell’ormai prossima legge di Bilancio per il 2022,

Queste le principali indicazioni scaturite in occasione dell’Assemblea di Adf, l’Associazione distributori farmaceutici, tenutasi a Roma giovedì scorso. Un appuntamento importante, nel corso del quale le componenti del settore Visualizza immagine di origineRisultato immagine per alessandro morra ornella barra hanno potuto utilmente confrontarsi nel corso di una tavola rotonda che ha visto protagonisti  Paolo Russo, deputato della Commissione Bilancio della Camera, i presidenti di Federfarma,  Sunifar e Assofarm, Marco Cossolo, Gianni Petrosillo e Venanzio Gizzi (Assofarm), i vicepresidenti di Fofi e Farmindustria Luigi D’Ambrosio Lettieri ed Emilio Stefanelli (Farmindustria), oltre ovviamente ai “padroni di casa”, ovvero il presidente e la past president di Adf Alessandro Morra e Ornella Barra (nelle foto a sinistra).  

Il confronto, moderato dalla giornalista Laura Benfenati, è stato un’occasione importante per riprendere il dialogo all’interno della filiera (con l’impegno a proseguirlo fattivamente nell’immediato futuro) e per approfondire i temi di maggior rilievo e di maggiore urgenza per il settore: finanziamento del Ssn, dinamiche di mercato, remunerazione, futura nuova sanità territoriale, con una particolare attenzione riservata al servizio di distribuzione alle farmacie rurali, ancor più da tutelare e sostenere, secondo una convinzione condivisa da tutti partecipanti al dibattito.

Ma l’appuntamento istituzionale di Adf ha offerto anche altri interessanti e spunti di riflessione, come quelli emersi dalla relazione di Francesco Maietta, responsabile dell’area Politiche sociali Censis, che ha presentato le conclusioni del rapporto sul Valore sociale della distribuzione intermedia del farmaco, che ha rilevato come il 90 per cento degli italiani reputi fondamentale il ruolo della distribuzione intermedia.

Giorgio Matteucci, del Dipartimento di Ingegneria informatica automatica e gestionale Antonio Ruberti (Diag) dell’Università Sapienza di Roma, ha invece illustrato le criticità della categoria facendo parlare i numeri scaturiti dall’analisi dei bilanci delle aziende distributrici degli ultimi dieci anni. Analisi che ha evidenziato le situazioni di difficoltà che gravano pesantemente la distribuzione intermedia, anello centrale della filiera del farmaco, penalizzandola fortemente e mettendo così a rischio un servizio pubblico essenziale per la tutela della salute gestito da aziende private che garantiscono al Ssn e ai cittadini capillarità, tecnologia all’avanguardia, competenza, professionalità, efficienza.

Cerniera indispensabile fra produzione e dispensazione finale, come i lavori dell’assemblea Adf hanno avuto modo di ribadire ancora una volta, la distribuzione intermedia assicura anche il collegamento fra Asl e farmacie. Un settore che, seppur ritenuto fondamentale, e che mai come in questo periodo storico ha confermato di essere, distribuisce in perdita i farmaci Ssn. Infatti, con l’attuale remunerazione, su ogni confezione rimborsabile consegnata si registra una perdita media di 26 centesimi. Perdita che trova le sue radici nel drastico taglio al margine dei grossisti per i farmaci di classe A imposto ex lege nel 2010: una misura che, pensata come temporanea, da oltre un decennio impatta sulle imprese con effetti non transitori bensì permanenti di sostanziale erosione della produttività. Finora i bilanci sono stati aiutati grazie ai ricavi derivanti dal mercato commerciale (Otc e parafarmaco) che tuttavia sconta la concorrenza dei grandi gruppi del commercio online.

Nonostante questo. i distributori hanno continuato ad erogare un servizio con i più alti standard di qualità ed efficienza. Ma, senza interventi urgenti di revisione della normativa vigente, la sostenibilità dei servizi, e quindi la sanità futura, rischiano di non essere garantiti.

“Cause regolatorie e di mercato presentano infatti elementi di forte criticità per il mantenimento dei livelli di servizio finora garantiti e mettono a rischio la sostenibilità delle aziende distributrici, con il pericolo di disarticolare il servizio sanitario e generare ripercussioni negative anche su industria, farmacia e pazienti” si legge nel comunicato stampa diramato da Adf. “È’ ormai improcrastinabile la necessità di intervenire per correggere gli squilibri di questa situazione con misure concrete e strutturali per il settore della distribuzione: sostenere l’anello centrale della catena di fornitura significa rafforzare il valore dell’intero comparto. Non c’è più tempo da perdere se si vuole realizzare un nuovo modello sostenibile per la futura sanità di territorio”.

“Occorre che tutti contribuiscano a consolidare oggi le fondamenta di un nuovo modello di assistenza e distribuzione farmaceutica, individuando soluzioni, strumenti e risorse necessarie in una visione d’insieme, perché tutti insieme cooperiamo al raggiungimento dell’obiettivo comune: l’efficacia del servizio sanitario a tutela della salute dei cittadini” conclude quindi la nota di Adf. “Oggi i tempi sono maturi, visto che il contesto dovuto alla pandemia e i segnali di ripresa dell’economia fanno intravedere la reale possibilità di attuare interventi legislativi straordinari. È un’occasione da non perdere”.

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