Roma, 4 ottobre – L’armamentario terapeutico contro Covid potrebbe presto essere arricchito da un nuovo, importante farmaco antivirale, il molnupiravir, scoperto da un’azienda biotecnologica no-profit di proprietà della Emory University e prodotto da Merck (MSD) in collaborazione con Ridgeback Biotherapeutics, che sembrerebbe in grado di evitare il 50% dei ricoveri e dei decessi causati da Covid-19. Nel dettaglio, molnupiravir impedirebbe la replicazione del virus tramite la cosiddetta “mutagenesi letale”, processo che prevede che le mutazioni accelerino, al punto tale che esso “muti fino alla morte”.
La molecola sviluppata dalla Merck è stata già messa in produzione, in attesa del rilascio dell’autorizzazione del suo utilizzo da parte della Food and Drug Administration, l’autorità regolatoria federale USA, sulla quale l’azienda americana sta esercitando pressioni per un via libera il più sollecito possibile al nuovo farmaco.
Lo studio di fase III del farmaco ha dato risultati incoraggianti, con i decessi e i ricoveri in ospedali ridotti del 50% negli adulti a rischio che presentavano sintomi del Covid-19 in forma lieve o moderata nelle fasi iniziali dell’infezione. Ma come funziona il nuovo farmaco? Molnupiravir, che fa parte di una classe di farmaci chiamati analoghi ribonucleosidici, agisce inserendosi in un filamento di Rna virale di nuova formazione, impedendogli di crescere e di replicarsi. Inoltre, i dati preclinici e clinici hanno dimostrato che il farmaco è attivo nei confronti della maggior parte delle più comuni varianti di Sars-CoV-2.
“La pandemia da Covid-19 richiede urgentemente nuovi opzioni terapeutiche e trattamenti” ha dichiarato Robert M. Davis, chief executive officer e presidente di MSD. “Il Covid-19 è ormai una delle principali cause di morte e continua ad avere un impatto significativo sui pazienti, le loro famiglie, la società in generale nonché i sistemi sanitari in tutto il mondo”.
“Con un virus che continua a circolare in modo diffuso” ha aggiunto Wendy Holman, chief executive officer di Ridgeback Biotherapeutics “le opzioni terapeutiche attualmente disponibili sono esclusivamente di tipo infusionale e richiedono l’accesso alle strutture ospedaliere. Ciò fa sì che terapie antivirali che possano essere assunte a domicilio senza una ospedalizzazione del paziente rappresentano oggi un’opzione terapeutica fondamentale”.
Le notizie su molnupiravir sono state accolte molto positivamente da Anthony Fauci, consulente scientifico della Casa Bianca, che in un’intervista alla Cnn ha definito impressionanti i risultati degli studi fin qui condotti sul nuovo antivirale Merck. “Gli Stati Uniti” ha detto l’immunologo americano “stanno voltando pagina rispetto al più recente balzo di casi di Covid”.
La notizia del possibile arrivo del farmaco Merck per la terapia domiciliare anti Covid è stata subito commentata anche nel nostro Paese: “I risultati sembrano promettenti, dobbiamo vederli per valutarli con attenzione” ha detto il direttore generale del dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza. “È chiaro che abbiamo bisogno anche di antivirali. Abbiamo vaccini e anticorpi monoclonali, mancano ancora farmaci antivirali” ma ve ne sono “diversi allo studio in fase tre”.
Anche il virologo Roberto Burioni ha salutato positivamente il nuovo antivirale, senza perdere l’occasione per una frecciata polemica all’indirizzo di quanti hanno strepitato a gran voce contro l’assenza di cure domiciliari anti Covid, lamentando un ostracismo contro l’uso di farmaci per “imporre” la monocultura del vaccino. “Se il molnupiravir verrà approvato finalmente avremo delle cure domiciliari. Che sono arrivate – guarda caso – dai ricercatori seri e non dalle nutrite e vocianti truppe di cialtroni che si autocertificano geni incompresi” scrive il virologo commentando notizia. “Merck ha appena annunciato che un suo nuovo farmaco, somministrato precocemente ai pazienti a rischio con Covid-19, dimezza il rischio di ospedalizzazione e di morte. Per la precisione tra i pazienti che hanno preso il farmaco (orale) nessuno è morto” aggiunge il virologo, evidenziando che “questo farmaco potrebbe essere attivo anche contro futuri coronavirus che avessero la cattiva idea di riprovare a saltare dagli animali all’uomo. Incrociamo le dita e aspettiamo il lavoro scientifico per un giudizio finale”.
“Aggiungo che il trattamento con questo farmaco costa 700 dollari, mentre la vaccinazione qualche decina di dollari. Per cui vi prego di non fare gli interessi di big pharma e vaccinarvi” osserva Burioni, per poi concludere con una frecciata provocatoriamente ironica nei confronti dei no vax: “Se approveranno M” scrive Burioni indicando molnupiravir con la sola iniziale “uno dei vantaggi sarà che i no-vax non potranno diventare no-molnupiravir perché è una parola troppo difficile per loro sia da scrivere sia da pronunciare”.
L’annuncio della richiesta di autorizzazione per molnupiravir ha anche avuto effetti immediati sui mercati finanziari statunitensi, dove le azioni MSD sono state protagoniste di un balzo dell’8% e, per contro, hanno registrato una decisa flessione le quoqazioni delle società produttrici di vaccini Moderna e Novavax. Più contenute, invece, le perdite di Pfizer.


