Fnpi al governo: “Farmacie oberate dai tamponi? Facciamoli anche in parafarmacia”

Fnpi al governo: “Farmacie oberate dai tamponi? Facciamoli anche in parafarmacia”

Roma, 12 ottobre – Sui media continuano a tenere banco le difficoltà incontrate dalle farmacie italiane nella gestione dell’enorme flusso di richieste di tamponi, con prenotazioni che – raccontano gli stessi farmacisti, non pochi dei quali parlano di “situazione insostenibile” –  arrivano sino a dicembre.

UVisualizza immagine di originen alleggerimento a questa “situazione insostenibile”, secondo la Federazione nazionale delle parafarmacie italiane, la sigla presieduta da Davide Gullotta (nella foto), potrebbe subito arrivare dalle circa 5000 parafarmacie aperte nel nostro Paese, esercizi abilitati alla vendita del farmaco e gestite di farmacisti, con all’interno farmacisti e – aggiunge un comunicato Fnpi – “spessissimo con locali adeguati allo scopo o che, semplicemente, potrebbero utilizzare il sistema dei gazebi”, replicando il modello organizzativo utilizzato con successo da molte farmacie per garantire in sicurezza il servizio.

Il problema è che le parafarmacie sono escluse  “a prescindere” dall’erogazione del servizio di effettuazione dei tamponi. Una scelta che Fnpi e l’intero mondo delle parafarmacie (ma non solo) hanno già più volte contestato in passato, arrivando anche a ricorrere davanti ai giudici amministrativi. La situazione però non cambia, nonostante l’esigenza di assicurare i tamponi diventerà inevitabilmente ancora più stringente a partire dal 15 ottobre, quando scatterà l’obbligo di esibire il green pass per poter accedere al lavoro e in diverse altre strutture della vita sociale.

Purtroppo, si legge nel comunicato di Fnpi, “quello che conta non è il cittadino né tanto meno le sue esigenze e non è neppure il professionista che dovrà effettuare il servizio pubblico: ciò che conta sono sempre e solo le mura della farmacia… Mura che, in questo caso, sono spesso i teli dei gazebi”.
“Il sistema corporativistico è stato abbandonato da secoli proprio perché portava a risultati abnormi di questo genere” scrive la Fnpi, rivolgendosi al presidente del Consiglio Mario Draghi e al commissario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo per chiedere “a gran voce di permetterci di contribuire alla ripresa e al ripristino della normalità”.
“Chiediamo alla politica di porre fine a queste differenziazioni inique e insensate” conclude il comunicato “consentendo l’effettuazione dei tamponi anche in parafarmacia, a vantaggio dei cittadini prima e dei farmacisti di parafarmacia poi, che si sono prestati, sin dagli albori dell’emergenza, tanto quanto i colleghi di farmacia”.

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