Malattie reumatiche, cure precoci dimezzate da Covid, rilanciata alleanza Apmarr-farmacie

Malattie reumatiche, cure precoci dimezzate da Covid, rilanciata alleanza Apmarr-farmacie

Roma, 12 ottobre – Se è vero che la diagnosi precoce è essenziale per il successo della terapia per qualunque malattia, ciò è ancora più vero per  i malati reumatici. Per questi pazienti, infatti, intervenire entro tre mesi dall’esordio dei sintomi “è assolutamente cruciale, perché  significa arrestare l’evoluzione e indurre la remissione dell’artrite reumatoide. Negli ultimi due anni, però, a causa della pandemia Covid-19, per molti nuovi pazienti la finestra di opportunità di cura non si è mai aperta”.

A spiegare questo fondamentale concetto è stato Florenzo Iannone, consigliere delegato della Sir, la Società italiana di Reumatologia , intervenendo ieri a un convegno organizzato a Palazzo Giustiniani (nella foto del titolo un momento dei lavori) dall’Osservatorio Apmarr (Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare), nell’immediata vigilia della Giornata mondiale delle Malattie reumatiche.

A chiarire il senso di abbandono vissuto da questi pazienti durante i mesi della pandemia sono anche i dati della prima indagine sull’assistenza territoriale integrata in reumatologia promossa da Apmarr e condotta in  collaborazione con EngageMinds HUB, centro di ricerca in psicologia dei consumi e della salute dell’Università Cattolica di Milano: una persona con patologie reumatologiche su due, nell’ultimo anno, non è mai riuscita a usufruire dei servizi di cura sul territorio; una persona su tre non ha avuto accesso a un ambulatorio specialistico vicino a casa e quattro persone su 10 denunciano i lunghi tempi di attesa per poter essere visitate da uno specialista.

Risultato immagine per Apmarr antonella celanoLe visite a domicilio di Mmg e specialisti sono risultate impossibili per il 70% dei malati reumatici e nel 43% dei casi, per  loro, non è stato possibile scegliere lo specialista dal quale farsi visitare” ha evidenziato la presidente di Apmarr Antonella Celano (nella foto).L’assistenza territoriale integrata per gli oltre cinque milioni di italiani con patologie reumatologiche, di cui oltre 700.000  colpite in forma severa e invalidante oggi non esiste e ha bisogno di un robusto intervento migliorativo. Siamo stufi di essere trattati come delle palline da flipper che girano, spesso a vuoto, alla ricerca di diagnosi, assistenza e cure, cercando da soli di costruirci un personale filo rosso assistenziale. Occorre potenziare la cosiddetta ‘sanità d’iniziativa’, quella che va verso il cittadino e non lo aspetta in ospedale” ha quindi concluso la rappresentante dei malti reumatici “con nuovi processi e piattaforme codificate e omogenee per le reti reumatologiche,  usando le ingenti risorse messe a disposizione dalla Missione 6 Salute del Pnrr”.

In questa prospettiva, Apmarr rilancia la partnership strategica con Federfarma, il sindacato dei titolari di farmacia. “Un esempio di come la rete delle farmacie possa supportare le persone con patologie reumatologiche” ha detto in proposito afferma Roberto Tobia, segretario nazionale della sigla delle farmacie private – è la possibilità, attraverso la distribuzione per conto, di rendere disponibili nella farmacia più vicina al domicilio del paziente i medicinali di cui ha bisogno, evitando spostamenti per raggiungere la struttura sanitaria”.

Nel corso del convegno è stato presentato uno spot di sensibilizzazione su queste malattie, che sarà diffuso online sui principali siti dei quotidiani e dei settimanali nazionali e sui circuiti TV di 14 aeroporti italiani. L’iniziativa di comunicazione si inserisce all’interno della campagna Apmarr  di informazione e sensibilizzazione sulle patologie reumatologiche #diamoduemani21, patrocinata dalla Camera dei Deputati, dall’Istituto superiore di sanità,  dalle federazioni professionali nazionali di medici, farmacisti,  infermieri  e psicologi e da diverse società medico-scientifiche, oltre che dalla Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) e da Farmindustria ed  Egualia.

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