Farmindustria: “Basta tetti, subito nuova governance e 1,5 mld in più all’anno”

Farmindustria: “Basta tetti, subito nuova governance e 1,5 mld in più all’anno”

Roma, 14 ottobre – Le stime di Iqvia, e in particolare la previsione di un salasso per le aziende farmaceutiche pari a oltre un miliardo (ne parliamo in questo articolo) hanno provocato l’inevitabile commento negativo di Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria (nella foto), che torna a lanciare l’appello, fin qui inascoltato, per una nuova governance del settore del farmaco, peraltro più volte prefigurata in sede politica e istituzionale, senza che però accadesse nulla.

Per il leader degli industriali, è evidente che il  sistema dei tetti sulla spesa  farmaceutica “è superato e deve essere cambiato”, come peraltro affermano gli stessi ministri della Salute e dello Sviluppo economico, Roberto Speranza e Giancarlo Giorgetti. “Sono nati  nel 2008 e il mondo nel frattempo è  cambiato” afferma Scaccabarozzi in un’intervista a Salute 24 de Il Sole 24 Ore.  “Ora si tratta di dare vita a una nuova governance che dal contenimento della spesa si concentri invece sull’accesso all’innovazione. Anche perché se consideriamo la sanità solo un costo e non un investimento poi quando ci troviamo a fronteggiare una pandemia paghiamo la grande impreparazione».

Per Scaccabarozzi dopo i tanti annunci è giunta davvero l’ora di voltare pagina,”anche perché noi in Italia l’industria l’abbiamo e siamo leader ma se continuiamo a non incentivare politiche di attrazione degli investimenti Francia e Germania ci supereranno. Visto che dopo il Covid questo è un settore strategico anche per la sicurezza nazionale”.
Le richieste sono esplicite, prima tra tutte quella di adeguare il finanziamento da anni sottostimato alla reale domanda di salute. “Ricordo alcuni numeri: dal 2013 al 2021 i fondi complessivi sono stati in media inferiori alla spesa di 1,2 miliardi l’anno” spiega Scaccabarozzi. “La spesa pubblica per farmaci in Italia è del 19% inferiore agli altri Paesi Ue e negli ultimi 5 anni è cresciuta solo dell’1% l’anno. E se nel 2008 le risorse valevano il 16,4% del fondo sanitario oggi sono il 14,85%. Nel frattempo è cambiato il mondo: dall’invecchiamento della popolazione ai pazienti oncologici che vivono di più così come per altre patologie, nel 2008 c’erano 7 farmaci orfani oggi sono 97. Se noi  riportassimo i finanziamenti che sono stati tolti al nostro settore nel passato mancherebbero all’appello circa 1,5 miliardi l’anno in più”.

Un’altra istanza (anche questa avanzata da tempo) del leader degli industriali è quella di lasciare alla farmaceutica i fondi stanziati per il settore: “Dal 2017 al 2021 ci sono stati 5,5 miliardi che non sono stati utilizzati perché la spesa convenzionta è stata sempre sovrastimata e alla fine quei fondi sono stati sottratti” ricorda Scaccabarozzi. “E il ripiano negli stessi anni chiesto alle aziende è stato di 5,7 miliardi. Serve un travaso delle risorse lì dove servono. Basta con l’allocazione sbagliata dei fondi così come la contabilizzazione di farmaci prescritti dai medici di base e contati nell’ospedaliera”.
Altra questione spinosa e da risolvere è quella relativa al pagamento del payback degli anni passati. Quello 2019 non è stato tutto ripianato. Ci sono dei ricorsi al Tar che ha fissato l’udienza al 23 ottobre. Diverse aziende aspettano dunque i giudici che rispetto al passato neanche hanno chiesto di pagare degli anticipi”  spiega il presidente di Farmindustria. “Sicuramente tutto si chiarirà e sarà chiusa questa vicenda tanto che diverse aziende stanno già pagando: perché non è vero che le aziende non vogliono pagare, ma vogliono pagare quello che è giusto”.  Magari trovando un accordo per risolvere le situazioni ancora pendenti: “Ha già funzionato. La transazione può essere in effetti la via migliore perché è difficile fare i conti giusti. Ma facciamolo a fronte di una nuova governance”.

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