Rapporto su anziani e medicine, emerge la necessità di prescrivere meno e meglio

Rapporto su anziani e medicine, emerge la necessità di prescrivere meno e meglio

Roma, 14 ottobre -Farmaci e anziani, un rapporto che la correlazione tra l’aumento dell’età e la maggiore possibilità di ammalarsi rende inevitabilmente stretto. Interviene a confermarlo il primo rapporto L’uso dei farmaci nella popolazione anziana in Italia, realizzato dall’OsMed, l’Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali, con il coordinamento dell’Aifa e dell’Istituto superiore di sanità (Iss), presentato ieri a Roma nella Sala delle Colonne del Centro congressi Angelicum.

Il report dell’OsMed (in calce all’articolo il link per accedere al testo completo) descrive le caratteristiche della prescrizione farmaceutica negli over 65, rilevando come un terzo di loro utilizzi dieci o più farmaci contemporaneamente, con comprensibili problemi in termini di aderenza alle terapie e, comunque, di uso improprio (misuse) dei farmaci.

Tre i setting assistenziali “indagati” dal Rapporto: domicilio (prescrizione territoriale), ospedale e Residenze sanitarie assistenziali (Rsa). Sotto osservazione, in particolare, l’uso concomitante di più farmaci nei pazienti in trattamento per diverse patologie spesso concomitanti, dal diabete alla demenza, dalla Bpco al parkinsonismo, e – sempre con un occhio di riguardo per la sempre più diffusa condizione di politerapia – la valutazione di nuovi indicatori di qualità e appropriatezza prescrittiva, con particolare riferimento alle interazioni farmacologiche e all’uso di farmaci potenzialmente inappropriati.

Il rapporto analizza poi l’uso dei farmaci nelle fasce di età più avanzate, come quella dei pazienti ultranovantenni, descrive alcune esperienze nazionali di de-prescrizione farmacologica (deprescribing) e si sofferma sull’impatto della pandemia da Covid-19 sull’uso dei medicinali nella popolazione anziana nel 2020, a confronto con il 2019.

Visualizza immagine di origineÈ un nuovo capitolo della collana OsMed, che conferma e amplia la collaborazione tra Aifa e altre istituzioni nazionali e locali e ricercatori, già avviata con i precedenti volumi tematici dedicati ad antibiotici e gravidanza”  ha affermato introducendo i lavori il direttore generale dell’Agenzia regolatoria nazionale, Nicola Magrini (nella foto a sinistra). “L’analisi su flussi di dati provenienti da fonti diverse ci ha consentito di porre l’attenzione su alcuni contesti  particolari del consumo dei farmaci nella popolazione anziana, quali l’ambito ospedaliero e quello finora poco esplorato delle residenze sanitarie assistenziali, che è stato pesantemente colpito dalla pandemia da Covid-19.  Tra i principali risultati emersi – ha aggiunto Magrini – riscontriamo un sovrautilizzo della vitamina D non sostenuto da evidenze, l’uso inappropriato di antibiotici e di alcuni antiaritmici nel grande anziano, alcune possibili interazioni tra farmaci della coagulazione usati spesso in associazione, come Fans, anticoagulanti e antiaggreganti”.

Risultato immagine per silvio brusaferro“Questo nuovo Rapporto, centrato sul consumo dei farmaci negli anziani, rappresenta uno strumento prezioso per promuovere interventi e progetti mirati a migliorare la qualità e la sicurezza dell’uso del farmaco in questa popolazione”  ha detto  Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss (nella foto a destra). “Si stima, infatti, che un terzo degli over 65enni utilizzi 10 o più farmaci contemporaneamente. Questo rapporto aiuta a comprendere diversi aspetti di questo fenomeno individuando nella deprescrizione farmacologica, ovvero nella riduzione del numero dei principi attivi prescritti, una risposta mirata per garantire una maggior sicurezza e appropriatezza delle cure. Non sempre, infatti, la prescrizione di un numero elevato di farmaci corrisponde alle migliori cure o a più salute”.

Molte le indicazioni che emergono dal Rapporto,  opportunamente sintetizzate in una nota Aifa che propone gli highlights del lavoro. Ne riportiamo alcune qui di seguito.

  • Gli over 65 consumano in media tre dosi di medicinali al giorno con una spesa annua pro  capite di circa 660 euro (593 euro al Nord, 759 euro al Sud)
  • Gli uomini mostrano un consumo superiore a quello delle donne
  • Il 29% degli uomini e il 30,3% delle donne utilizzano 10 o più sostanze contemporaneamente
  • Il consumo dei farmaci aumenta con l’età fino agli 84 anni, per poi diminuire (“healthy survivor effect”)
  • I farmaci cardiovascolari, in particolare gli antipertensivi, sono i più prescritti (8 over 65 su 10 ne assumono almeno uno), seguiti dai farmaci gastrointestinali e del metabolismo, dagli  antibatterici e dai farmaci del sangue ed organi emopoietici
  • Il colecalciferolo è la molecola più utilizzata (circa 4 donne su 10 ne hanno ricevuto almeno  una dose), seguita dall’acido acetilsalicilico, usato per la prevenzione cardiovascolare
  • Il 50% degli over 65 ha ricevuto farmaci antibiotici, arrivando ad oltre il 60% negli uomini con  età superiore agli 85 anni
  • Le donne hanno una maggiore prevalenza d’uso di antidepressivi (19,3% vs 10,6% negli uomini) e di farmaci per la terapia del dolore (17,1% vs 11,5%)
  •  Nei pazienti in trattamento con farmaci per la demenza si segnala l’importante carico di farmaci psicotropi (antidepressivi, antipsicotici, antiParkinson e antiepilettici), spesso prescritti in modo inappropriato per il controllo di disturbi psicotici e comportamentali
  • Sono stati valutati diversi tipi di associazioni di farmaci potenzialmente responsabili di  interazioni farmacologiche anche severe, o potenzialmente inappropriati in questa popolazione per rapporto rischio/beneficio sfavorevole; ad esempio l’uso concomitante di due o più farmaci che aumentano il rischio di sanguinamento gastrointestinale è stato osservato nel 6,6% della popolazione con una più alta prevalenza al Sud rispetto al Centro e al Nord del Paese e in aumento al crescere dell’età. Valori di prevalenza d’uso pari al 9,5%, che risultano maggiori al Sud e nella popolazione femminile, sono stati riscontrati anche per i farmaci la cui assunzione contemporanea aumenta il rischio di insufficienza renale
  • Nel 2020, per effetto della pandemia da Covid19, nella popolazione over 65 si è registrato rispetto  al 2019 un decremento del consumo degli antibiotici e dei Fans, attribuibile alla riduzione della trasmissione di patologie infettive delle alte e basse vie respiratorie
  • La categoria degli anticoagulanti è quella che ha subito il maggiore incremento, plausibilmente attribuibile all’aumento delle prescrizioni per eventi tromboembolici correlati al Covid19
  • Le nuove prescrizioni hanno subito una contrazione maggiore nelle fasce di età più giovani (in particolare 6569 anni), probabilmente perché è in queste fasce di età che più comunemente vengono formulate nuove diagnosi di malattie croniche e intrapresi nuovi  trattamenti farmacologici. Il decremento maggiore in termini di prevalenza di utilizzo,  invece, si osserva nelle fasce di età molto avanzate. Non si può escludere che questo dato  sia influenzato dall’elevata mortalità legata al Covid19 osservata nella fascia di età degli  ultraottantenni.

 

L’uso dei farmaci nella popolazione anziana in Italia – Rapporto nazionale 2019

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