Ravennate, scritte no-vax davanti a farmacie, Fofi scrive a Speranza e Lamorgese

Ravennate, scritte no-vax davanti a farmacie, Fofi scrive a Speranza e Lamorgese

Roma, 14 ottobre – I gruppi no vax – non lo vede soltanto chi per qualche motivo, magari non del tutto confessabile, non vuole vederlo – non hanno molta dimestichezza con le regole della convivenza democratica, dove i diritti che si reclamano pretendono il necessario contrappeso del rispetto dei doveri, senza il quale una società civile smette di essere tale e arretra di secoli, se non di millenni. Con buona pace delle tante e sicuramente ottime persone convinte che i vaccini sono un prodotto del demonio (dimenticandosi di considerare che, se sono vive e in salute, magari lo debbono proprio a un qualche vaccino) è ormai del tutto evidente che dalla galassia no vax, per composita che sia, quel che schizza fuori  con prepotenza e senza lasciar spazio ad altro è un ribellismo nella sostanza violento ed eversivo.

I no vax  non sono, si badi, un fenomeno di oggi: già nella seconda metà dell’800, in Inghilterra, migliaia di cittadini  aderenti alla Anti Vaccination League e alla Anti-Compulsory Vaccination League sfilavano in rumorosi (e talvolta non solo) cortei esibendo cartelli e striscioni, proprio come accade ai nostri giorni: strepitavano contro il buon Edward Jenner, esibivano bare di bambini, innalzavano striscioni e cartelli di protesta dai toni apocalittici. Ma nel Diciannovesimo secolo, e anche dopo, le preoccupazioni di chi rifiutava di vaccinarsi (anche dopo che immunizzarsi contro il vaiolo diventò un obbligo) erano abbastanza comprensibili, perché giustificate e sostenute almeno in parte dal fatto che la vaccinazione – pur con gli immediati ed evidenti benefici prodotti, infinitamente maggiori dei rischi –  era all’epoca (e lo restò per lungo tempo) un’operazione meno sicura di quanto sia oggi.

Nemmeno i progressi della scienza, soprattutto sul terreno della sicurezza,  sono però riusciti nel tempo nell’impresa di ridurre al silenzio i “nemici” dei vaccini, che così sono arrivati vivi e vegeti e molto più incattiviti fino ad oggi. E di cosa siano capaci, saldandosi (consapevolmente o meno: sono comunque responsabili, in un caso e nell’altro) con altre frange protestarie di oscura matrice e ancora più oscuri obiettivi si è avuto modo di vederlo anche in questi giorni.

Le glissement progressif del movimento no vax sul piano inclinato dell’intolleranza e della violenza ha finito per trovare un bersaglio anche nelle farmacie, evidentemente ritenute responsabili di aver giocato e di giocare ancora un ruolo attivo nella gigantesca campagna vaccinale avviata per liberare il Paese dal giogo di Covid 19 (malattia che, per molti no vax, nemmeno esiste, ma è il frutto di un gigantesco complotto mondiale ordito dai poteri forti per fare incassare qualche miliarduzzo alle case farmaceutiche. Ne sono così convinti da non dar peso alle frequenti notizie di cronaca relative alla morte di no vax, ovviamente per Covid, di molti acerrimi nemici del vaccino, nè a quelle di loro “compagni di crociata” che, scampati miracolosamente alla morte in qualche terapia intensiva grazie alla cura di medici che sanno bene che il Covid esiste, scoprono finalmente la luce e la malattia e, facendo vergognosamente ammenda, corrono a vaccinarsi.

Nella notte tra martedì e mercoledì, a Classe, in provincia di Ravenna, i gruppi non vax hanno messo nel mirino la farmacia di Domenico Dal Re, scelta forse non casuale (Dal Re è infatti il presidente dell’Ordine provinciale dei farmacisti), imbrattando il marciapiede antistante con slogan che – anche a voler minimizzare – suonano minacciosi:  “I vaccini uccidono” e “Farmacia nazista”. La firma è di un sedicente movimento no vax “V_V Forza di lotta non violenta per la libertà e i diritti umani”. Le scritte – si apprende dalla stampa locale –  sono analoghe a quelle comparse nelle ultime ore davanti a una scuola di Cervia e a un’altra farmacia, quella di Coccolia, piccola frazione di nemmeno 500 abitanti di Ravenna. I Carabinieri sono  al lavoro per rintracciare i colpevoli attraverso le telecamere di sorveglianza della farmacia.

Il fatto ha suscitato l’immediata e preoccupata reazione della Federazione degli Ordini dei farmacisti, che in una nota diramata ieri ha espresso “piena solidarietà ai colleghi delle farmacie del ravennate che, la scorsa notte, sono state oggetto di gesti intimidatori da parte di sedicenti no vax. È inaudito e molto grave che simili attacchi siano rivolti ai farmacisti che operano nelle farmacie del territorio” scrive ancora la Fofi. “Essi non hanno mai smesso di prodigarsi per rispondere alle richieste dei cittadini, garantendo assistenza e supporto a chiunque varca la soglia di tali presidi ispirando la propria attività ai criteri d alle linee guida della evidenza scientifica”.

Il comunicato conclude con la notizia che il presidente della Federfazione, Andrea Mandelli, ha immediatamente rappresentato al ministro della Salute, Roberto Speranza e alla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, “la propria preoccupazione, chiedendo che venga impedito il ripetersi di questi gesti”.

 

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