Sinasfa: “Ccnl, i rurali ancora penalizzati, ridicolo il compenso per nuovo livello Q2”

Sinasfa: “Ccnl, i rurali ancora penalizzati, ridicolo il compenso per nuovo livello Q2”

Visualizza immagine di origineRoma, 14 ottobre – Continua l’opposizione attiva di Sinasfa, il Sindacato dei farmacisti non titolari presieduto da Francesco Imperadrice (nella foto), ai contenuti (ritenuti del tutto inadeguati, per usare un eufemismo) del nuovo Ccnl dei dipendenti delle farmacie, che dopo il sì (scontato) dell’assemblea nazionale di Federfarma si avvia con passo lungo e disteso verso la firma definitiva.

A tre giorni appena dal lancio dell’ultima iniziativa di protesta e mobilitazione – ovvero il duplice invito ai farmacisti collaboratori di non frequentare i corsi per “abilitarsi” alla somministrazione del vaccino antiflu (per la quale, a differenza del  vaccino Covid, il nuovo Ccnl non prevede nessuno specifico compenso aggiuntivo) e di tagliare il finanziamento dell’ente bilaterale costituito da Federfarma e sindacati come strumento per lo studio, l’organizzazione ed il coordinamento delle iniziative adottate dalle parti in materia di mercato del lavoro, formazione ed aggiornamento professionale e sviluppo dei servizi per  gli utenti della farmacia”, chiedendo espressamente via Pec al datore di lavoro di eliminare l’apposita trattenuta effettuata sulla busta paga dei dipendenti –  la sigla autonoma dei non titolari torna a rivolgersi ai colleghi, pubblicando le tabelle economiche del nuovo contratto.

“I colleghi delle rurali continueranno ad essere penalizzati pur svolgendo la stessa professione in condizioni spesso più disagiate”  commenta Sinasfa in una nota pubblicata ieri sul suo sito,  per poi tornare ad esprimersi su quella che i sindacati confederali considerano una importante conquista del nuovo Ccnl, ovvero l’introduzione della figura Q2, riferita al farmacista che abbia competenze tecnico-professionali aggiuntive e che gestisca in autonomia almeno un servizio oppure sia responsabile del coordinamento dei servizi.

“La nostra opinione è che Q2 sarà il collega che si dedicherà alla farmacia dei servizi” si legge nella nota “e quindi colui che probabilmente avrà il compito di fare tamponi e vaccini. Una riflessione non possiamo non farla, il Q2 percepirà per questo 70 euro lordi in più al mese, praticamente circa quanto percepisce un operatore sanitario in un ora-un ora e mezza somministrando vaccini”. Il sottotesto, per chi non lo leggesse, è che non può essere salutata come un passo in avanti l’introduzione di un nuovo livello che sembra in realtà più funzionale alle necessità contingenti dei titolari (quella, appunto, di sfruttare” l’onda di tamponi e vaccini) che non rispondente alla necessità di espandere il percorso di carriera dei collaboratori, vista l’esiguità del compenso.

“Anche se il Ccnl è stato ormai firmato, questa non deve essere la fine ma l’inizio di un percorso di rivalsa dei farmacisti collaboratori” prosegue la nota. “Ormai anche i colleghi più giovani hanno capito l’andazzo che c’è in questa categoria, e se non cambiamo radicalmente le cose, tra otto o nove anni quando presumibilmente sarà firmato il nuovo contratto faremo esattamente lo stesso percorso aspettandoci che qualcosa possa migliorare per poi subire probabilmente una nuova delusione”.

“Nulla vieta che la prossima volta potrebbero confermare nessuna ‘una tantum’ e fare ulteriori tagli di diritti” conclude Sinasfa “come è successo in questo rinnovo dove i nuovi colleghi si troveranno a maturare una parte dei permessi retribuiti solo dal settimo anno”.

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