Salute mentale degli adolescenti, le farmacie possono essere le sentinelle sul territorio

Salute mentale degli adolescenti, le farmacie possono essere le sentinelle sul territorio

Roma, 21 ottobre – A lanciare l’allarme aveva già pensato l’Unicef. con la presentazione, a inizio ottobre, del rapporto “La condizione dell’infanzia nel mondo – Nella mia mente: promuovere, tutelare e sostenere la salute mentale dei bambini e dei giovani”, che fa emergere una realtà drammatica: più di un adolescente su sette,tra i 10 e i 19 anni, convive con un disturbo mentale diagnosticato e tra questi 89 milioni sono ragazzi e 77 milioni ragazze. Un disagio che a volte può diventare insopportabile e che porta quasi 46.000 adolescenti ogni anno a togliersi la vita, più di uno ogni 11 minuti.

Più che opportuna, dunque, la decisione della Fondazione Rava N.p.h. Onlus di organizzare e tenere, in collaborazione con Federfarma Lombardia e Fondazione Muralti, un webinar sull’argomento, volto a indagare il ruolo che le farmacie territoriali possono concretamente svolgere per contrastare e arginare il problema sempre più urgente della salute mentale dei minori e degli adolescenti, ulteriormente aggravato dall’impatto devastante della pandemia Covid sulla vita dei ragazzi.

IRisultato immagine per annarosa raccal webinar si è tenuto ieri il 19 ottobre ed è stato aperto da Letizia Moratti, vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia, Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia (nella foto)Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Francesca Rava L’incontro è stato declinato in una sessione istituzionale e una formativa, con l’obiettivo di fornire una formazione specifica per i farmacistche, soprattutto durante la pandemia, sono stati sentinelle del disagio e delle necessità dei cittadini lombardi.

“I giovani rappresentano il nostro futuro e ogni attenzione e investimento su di loro è estremamente prezioso e ha sempre un forte valore preventivo perché contribuisce a orientare la società di domani, a renderla più sana e sicura” ha detto l’assessora Moratti nel suo intervento. aggiungendo chele patologie psichiche non si manifestano in modo improvviso e inaspettato, si stratificano negli anni, sono malattie in qualche modo ‘generose’ perché ci lasciano un lungo tempo in cui è possibile intervenire, cambiare direzione, modificare completamente la storia del giovane e salvargli, spesso, la vita. Il ruolo di ‘sentinelle’ è quindi utilissimo per anticipare gli interventi, per orientare e aiutare le persone a non vergognarsi e chiedere aiuto con fiducia e ottimismo, per diffondere l’idea che il recupero è sempre possibile” ha concluso Moratti, spiegando che  “il ruolo del farmacista è anche quello di normalizzare le esigenze dei cittadini di tutte le età, aiutandoli a eliminare le paure e affrontare le patologie”.

Ricordando che i giovani, privati di tante occasioni di socializzazione, del confronto con i coetanei e della scuola in presenza in una fase fondamentale della loro crescita, sono stati tra coloro che più hanno subito le conseguenze psicologiche della pandemia, la presidente dei titolari lombardi Racca ha voluto ricordare come l’importante ruolo sociale e sanitario svolto dal farmacista di comunità, insieme alla sua vocazione fortemente territoriale, lo porti a essere in contatto con molti adolescenti, che entrano in farmacia per chiedere consigli o aiuto. “Questo lo rende una figura professionale in grado di contribuire, se opportunamente formata, a identificare i ragazzi potenzialmente a rischio o che già vivono una situazione di disagio mentale” ha detto Racca. “L’incontro formativo che, insieme a Fondazione Francesca Rava, abbiamo voluto proporre ai farmacisti lombardi si prefigge di aiutarli ad acquisire le competenze specifiche necessarie a cogliere i segnali di un disagio psicologico, per essere di supporto alle famiglie e indirizzarle correttamente verso i servizi sul territorio”.

Mariavittoria Rava, da parte sua, ha voluto ringraziare caldamente i farmacisti, partner da quasi un decennio del progetto In Farmacia per i bambini” della Fondazione Rava. “”Consideriamo  i farmacisti volontari del cuore, per tutto ciò che hanno fatto per noi e per i bambini in povertà sanitaria in tutti questi anni” ha detto Rava. “Il farmacista c’è sempre stato, vero e proprio presidio essenziale durante l’emergenza Covid-19, punto di riferimento per le famiglie con consigli e risposte puntuali e concrete. Durante l’emergenza sanitaria si è registrata una drammatica escalation di disturbi mentali negli adolescenti, che non può lasciarci indifferenti. E in questo scenario la croce della farmacia è sempre rimasta accesa per i cittadini di tutte le età”. 

Da una recente indagine della Società italiana di Pediatria (Sip) condotta in nove Regioni italiane (Abruzzo, Basilicata, Emilia- Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Umbria), è emerso che durante la pandemia gli accessi al pronto soccorso di minorenni per patologie di interesse neuropsichiatrico hanno registrato un incremento dell’84% rispetto al periodo pre-Covid. In particolare, sono aumentati del 147% gli accessi per “ideazione suicidaria” seguiti da depressione (+115%) e disturbi della condotta alimentare (+78.4%).

Secondo quanto spiegato da Antonella Costantino, direttore di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza al Policlinico di Milano i disturbi neuropsichici dell’età evolutiva e in particolare i disturbi psichiatrici avevano già registrato un aumento rilevante, con un raddoppio delle richieste ai servizi negli ultimi 10 anni e rilevanti difficoltà a garantire le risposte necessarie. “La pandemia e le strategie indispensabili per il suo contenimento non solo hanno aumentato lo stress e il sovraccarico su bambini e ragazzi e sulle loro famiglie, in particolare sulle situazioni più vulnerabili” ha detto la docente “ma in molti casi hanno reso non più praticabili le strategie di tamponamento che venivano messe in atto in precedenza, sia dai singoli che dalla collettività, e portato ad un aumento generalizzato delle richieste, che evidenzia ovunque come l’asimmetria tra domanda e risposta non sia più gestibile”. Nel 2021 l’accesso ai servizi di neuropsichiatria infantile ha subito un notevole aumento, pari a circa il 30%, dato che ha spinto la professoressa a paragonare l’emergenza del disagio psichico dei ragazzi “a una quarta ondata della quale, però, è tuttora difficile capire quanta parte sia effetto diretto della pandemia e quanta sia legata all’aumento già in corso negli anni precedenti e al ritardo nell’accesso”. 

Davide Liccione, psicologo e psicoterapeuta e direttore del MiCal, Milan Institute for Health Care and Advanced Learning, ha spiegato come  l’isolamento e il distanziamento sociale sono state due tra le principali misure sociali di prevenzione dall’infezione Covid-19. In questi ultimi mesi sono state messe a punto diverse proposte di buone prassi sanitarie, socio-sanitarie e psico-sociali per fronteggiare le conseguenze psicologiche dovute alla pandemia. Alcune di queste raccomandazioni sono rivolte agli insegnanti, ai pediatri di base, agli psicologi clinici, ai neuropsichiatri infantili, agli educatori territoriali e agli assistenti sociali”.  Ma anche le farmacie, ha detto Liccione, “possono offrire un importante contributo alla realizzazione di parte di queste buone prassi estendendo agli adolescenti le attività di consulenza, presa in carico e invio che il Servizio attualmente offre ai maggiorenni. Per raggiungere questo obiettivo andrebbero superate alcune criticità legate alla normativa inerente l’accesso ai servizi sanitari da parte dei minorenni. Questo servizio” ha concluso il direttore del MiCal  “ha permesso di far emergere un bisogno inespresso. Il 60% dei cittadini che ha usufruito del servizio ha dichiarato che senza questa opportunità non si sarebbero mai rivolti  a uno specialista”.

Durante la pandemia si è registrata una importante situazione di vulnerabilità degli adolescenti rispetto alla salute mentale” ha spiegato Giovanni Scapagnini, del Dipartimento di Medicina e Scienze della Salute, dell’Università degli Studi del Molise. “L’isolamento, la sedentarietà la scorretta alimentazione hanno aggravato notevolmente la situazione. In questo scenario la nutraceutica può rappresentare una potenziale strategia di supporto” ha affermato il professore, facendo riferimento in particolare ad alcune sostanze fitochimiche, presenti in frutta e verdura, la teanina e gli adattogeni vegetali, e agli omega 3, la cui carenza è stata associata a un maggiore rischio di sviluppo di ansia e depressione negli adolescenti. “In questo senso la figura del farmacista è fondamentale” ha concluso Scapagnini “in quanto suggerisce soluzioni che supportano la fisiologia e le funzioni del cervello, soprattutto in gravi situazioni di rischio come quella che abbiamo appena vissuto e che ha lasciato gravi strascichi per il futuro”.

I lavori sono stati conclusi da Emanuela Ambreck, farmacista e coordinatrice del progetto In Farmacia per i bambini della Fondazione Rava, che ha invitato tutti i farmacisti ad aderire all’edizione 2021 dell’iniziativ, in programma dal 15 al 20 novembre in tutta Italia.

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