Cosmetica Italia: “Mercato in buona ripresa, a fine 2021 fatturati in crescita del 4%”

Cosmetica Italia: “Mercato in buona ripresa, a fine 2021 fatturati in crescita del 4%”

Roma, 3 novembre – Sul settore cosmetico italiano soffiano venti decisamente più favorevoli, capaci di spingere la barca oltre la crisi e – nonostante i due terribili ultimi anni devastati dall’emergenza pandemica – portarla in acque decisamente meno agitate.   È quanto emerge dall’indagine congiunturale presentata nei giorni scorsi dal Centro Studi di Cosmetica Italia, il punto di riferimento del settore cosmetico nazionale nell’elaborazione e diffusione di informazioni di carattere tecnico-normativo e di indagini di mercato. Dai dati, si profila infatti un recupero dei livelli di fatturato che proietta verso il raggiungimento dei valori pre-crisi già nella seconda parte del 2022 Secondo le previsioni sul secondo semestre 2021, il fatturato complessivo del settore supererà gli 11,7 miliardi di euro con una crescita del 10,4% rispetto al 2020, e la previsione complessiva è quella di una chiusure dell’anno in crescita del 4% rispetto al 2020, per un giro d’affari di 1,9 miliardi di euro.

Le proiezioni tengono conto del ritorno a una nuova normalità e allo spirito di ritrovata fiducia con cui si guarda avanti” commenta in una nota Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia (nella foto). “Il settore cosmetico, da sempre, si distingue per la sua aciclicità e, anche in questo scenario macroeconomico ancora incerto, ha avuto una tenuta migliore rispetto a gran parte dei comparti del manifatturiero, dimostrando una forte capacità di reazione e dando risalto alla positiva risposta dell’industria alle mutate modalità di acquisto e di consumo. Questo cauto ottimismo è avvalorato dalla graduale ripresa dell’andamento produttivo delle imprese cosmetiche, sostenuto a sua volta dal business internazionale“.

La ripresa degli scambi commerciali europei e internazionali e degli spostamenti su scala mondiale permette di prevedere per fine anno un balzo positivo dell’export: +14% per un valore di 4,7 miliardi di euro e una bilancia commerciale che supererà i 2 miliardi di euro.

Le misure di sicurezza a tutela della salute della popolazione e le campagne vaccinali hanno accelerato il progressivo ritorno alle consuete abitudini di vita e di consumo nel nostro Paese: le stime per la fine del 2021 indicano una crescita del mercato interno dell’8,5%, per un valore di 10,6 miliardi di euro.

Esercizi e attività commerciali, aperti stabilmente e non coinvolti in ulteriori lockdown, dopo i primi sei mesi di assestamento hanno beneficiato del nuovo equilibrio con ripercussioni positive su tutti i canali di vendita.

Vento in poppa anche per l’online: le proiezioni di fine 2021 vedono la crescita dell’e-commerce (+29,7%), che copre un valore di 900 milioni di euro. Ma – e questa è una buona notizia – crescono anche le vendite in farmacia (+4,0%),  arrivando a toccare 1,9 miliardi di euro. E cresce, sia pure con incrementi percentualmente minori (+1,5%) ma confermando comunque il ruolo trainante dei consumi di cosmetici, anche la grande distribuzione.

Tutti i canali beneficiano del vento favorevole, anche quelli professionali, messi in ginocchio dai lunghi periodi di chiusura per il lockdown:  i saloni e centri di acconciatura segnano un probante +14,8%, quelli di estetica  del +12,6%,  registrando una stima di chiusura a fine anno rispettivamente di 520 e 190 milioni di euro e recuperando parzialmente le chiusure forzate del 2020.

La ripresa nel 2021 influenza positivamente anche il recupero delle vendite in profumeria (+22,1%, per un valore di oltre 1,8 miliardi), che si avvicina alla quota di distribuzione pre-pandemia.

Le previsioni di fine anno del canale erboristeria (+12,7%) portano ad un valore di chiusura di oltre 370 milioni di euro, confermando l’uscita dai forti condizionamenti che il canale ha subito nel periodo di lockdown con evidenti impatti anche sui tentativi di recupero della clientela.

Conferme anche dalle vendite dirette (+3,7%) che, nelle stime di fine esercizio, portano ad una proiezione di chiusura pari a circa 360 milioni di euro.

Infine, il fatturato del contoterzismo sale ai livelli pre-pandemia, toccando a fine 2021 i 2 miliardi di euro (+20,0%), sostenuto dalla ripresa della domanda estera, tradizionale volano della crescita per i produttori terzisti italiani.

A conferma della capacità reattiva collettiva, dalle nostre rilevazioni emerge che ben un operatore su due prevede che un pieno recupero dagli effetti dell’emergenza sanitaria si completerà nel corso del prossimo anno”  evidenzia Gian Andrea Positano, responsabile del Centro Studi di Cosmetica Italia. “Avvalora questa considerazione lo scenario macroeconomico in corso. Aumento del Pil, recupero delle dinamiche industriali, rinnovata propensione al consumo: sono tutti indicatori che stanno emergendo dall’analisi dell’industria e del mercato e che parlano di una ripresa già in atto. Le aziende” conclude Positano “stanno cavalcando la cosiddetta nuova normalità con la capacità innata di reagire e, contestualmente, investire in nuovi prodotti e nuovi strumenti di ingaggio con i consumatori“.

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