I titolari non si vaccinano, l’azienda sanitaria chiude farmacia nel bresciano

I titolari non si vaccinano, l’azienda sanitaria chiude farmacia nel bresciano

Roma, 22 novembre – “Farmacia chiusa forzatamente dall’Ats di Brescia per la nostra volontaria non adesione alla campagna vaccinale”. Questo il cartello esposto sulla porta di ingresso della farmacia di Milzano, paese in provincia di Brescia. I proprietari hanno scelto di non vaccinarsi e sono così stati così costretti a chiudere il loro esercizio – l’unico del paese –  in virtù del decreto legge del primo aprile 2021 che prevede l’obbligo vaccinale “per tutti gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario ivi compresi i farmacisti”. I farmacisti di Milzano non rispondono al telefono.

Per sopperire alla mancanza, il Comune ha già attivato un servizio di consegna a domicilio dei farmaci, che sarà attivo dalle 9 alle 12.30, dal lunedì al venerdì, rivolto alle persone non autosufficienti e alle persone sole che non hanno la possibilità di spostarsi. Per le prenotazioni è stato messo a disposizione un apposito numero telefonico. Per ricevere i farmaci è necessario essere in possesso di prescrizione medica o del codice Nre della ricetta, oltre al codice fiscale. I farmaci verranno consegnati dal personale del municipio, in busta chiusa, direttamente a casa.

La decisione dei farmacisti bresciani – che ovviamente li esporrà anche alle sanzioni dell’Ordine professionale – non ha bisogno di commenti: a quasi due anni dall’esordio della pandemia e alla luce di tutte le evidenze che, in ogni parte del mondo, confermano l’efficacia e la sicurezza dei vaccini, prima e principale arma contro un virus che ha messo in ginocchio l’intero pianeta,  le posizioni no vax risultano francamente incomprensibili, ancor più in chi è (o almeno dovrebbe) essere in possesso di una solida e specifica cultura scientifica.

Ma ormai è sempre più evidente che aveva probabilmente ragione l’immunologo Sergio Abrignani dell’Università Statale di Milano, che è anche componente del Cts, quando – riferendosi ai no vax – sostenne in una trasmissione televisiva che si tratta di persone “con cui è impossibile discutere, perché non hanno dubbi, ma certezze paranoidi”.

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