Aderenza terapeutica, per migliorarla nasce il progetto europeo Beamer

Aderenza terapeutica, per migliorarla nasce il progetto europeo Beamer

Roma, 23 novembre –Innovative Medicines Initiative (Imi),  il progetto lanciato nel 2007 dalla Commissione europea in collaborazione con Efipia, la European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations, annuncia il lancio di un progetto promettente che mira a migliorare l’aderenza ai farmaci del paziente, la cui mancanza (non aderenza) è associata a esiti negativi per il paziente e a costi significativi.

Guidato da Pfizer e da Merck KGaA (azienda tedesca da non confondere con la statunitense Merck Sharp & Dhome) e gestito dall’Università di Porto, il progetto quinquennale denominato BEhavioral and Adherence Model for Improvement quality, health outcomes and cost-efficiency of healthcaRe (in sigla Beamer) riunisce 28 partner europei del mondo accademico, delle associazioni di pazienti e dell’industria per comprendere meglio i fattori che influenzano l’aderenza del paziente e, a sua volta, sviluppare un modello indipendente che possa aiutare gli operatori sanitari a sviluppare soluzioni  sostenibili in termini di  costi-efficacia che migliorino i tassi di aderenza e soddisfino le esigenze dei pazienti.

L’Organizzazione mondiale della sanità definisce come aderenza terapeutica il grado in cui il paziente segue le raccomandazioni del medico riguardanti le dosi, i tempi e la frequenza dell’assunzione del farmaco per l’intera durata della terapia. La mancata aderenza del paziente al trattamento prescritto rappresenta un problema sanitario di enorme rilevanza: per comprenderne l’impatto, basti considerare che contribuisce a 200.000 morti premature in Europa ogni anno e produce un onere economico molto pesante sul sistema sanitario. La mancata aderenza ai trattamenti, secondo le stime, produce infatti costi pari a circa 125.000.000.000 di euro per ricoveri, cure di emergenza e visite ambulatoriali ogni anno che potrebbero essere evitati.

Nonostante la ricerca esistente sull’aderenza ai farmaci specifici per la malattia, ci sono poche e informazioni su come migliorare l’aderenza per l’assistenza sanitaria. Sotto questa luce, Beamer mira ad acquisire una comprensione completa di quei fattori che influenzano l’aderenza del paziente, indipendentemente dall’area terapeutica, e progettare soluzioni efficaci che potrebbero portare ad avere un impatto ampio e coerente all’interno di un contesto reale.

Per raggiungere questi obiettivi, il progetto creerà un modello generalizzato dei fattori significativi che influenzano il comportamento non aderente, fondato sulla teoria comportamentale. Lo sviluppo di un modello di questo tipo consentirà al team del progetto di definire il problema della non aderenza e di sviluppare e implementare strumenti e soluzioni convenienti che colpiscano direttamente le cause della non aderenza. Questi strumenti e soluzioni forniranno una guida agli stakeholder del settore sanitario, contribuiranno a migliorare gli outcome per i pazienti e a ridurre i costi del sistema sanitario. Sebbene sia indipendente da un tipo specifico di malattia, il modello è pensato per essere personalizzabile con input specifici di malattia, per aumentare il suo potere di previsione e ottimizzare le strategie di supporto al paziente.

Questo grado di flessibilità potrà consentire al modello di essere ampiamente applicabile e reattivo ai cambiamenti in corso nelle varie popolazioni. “L’adesione alla terapia è un problema di Visualizza immagine di originesalute pubblica poiché il 50% dei pazienti non assume i farmaci come prescritto” afferma Elísio Costa, capo progetto Beamer e coordinatore di Porto4Ageing presso l’Università di Porto (nella foto). “Questo può determinare un impatto significativo sulla qualità della loro vita e sugli outcome di salute (compresa la morte prematura), oltre a incidere sui costi dell’assistenza sanitaria”.

“Per superare questa sfida, dobbiamo comprendere meglio i fattori sottostanti che causano questo fenomeno e lavorare a stretto contatto con i pazienti e gli operatori sanitari, che saranno i principali beneficiari delle soluzioni proposte dal progetto Beamer” aggiunge Claire Everitt, responsabile farmaceutico del progetto, alla guida dell’Engineering Team  di Pfizer, che si definisce  “incredibilmente entusiasta” del potenziale di Beamer per migliorare l’aderenza ai farmaci tra i pazienti con molte condizioni diverse e di da tutti i ceti sociali. “Gli impatti positivi dello sviluppo e della diagnosi di farmaci di successo sono notevolmente ridotti se i pazienti non seguono il loro regime di trattamento prescritto. Ci auguriamo che questo progetto fornisca gli strumenti per aiutare l’industria, i medici e i sistemi sanitari a migliorare i tassi di aderenza ai farmaci identificando e affrontando le esigenze dei pazienti».

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