Sars CoV 2, ricerca italiana scopre la “porta d’ingresso” nelle cellule umane

Sars CoV 2, ricerca italiana scopre la “porta d’ingresso” nelle cellule umane

Roma, 25 novembre – La nuova tecnologia – tutta italiana – per bloccare Sars CoV 2 e le sue varianti è brevettata e rappresenta una “terza via” contro l’infezione, diversa dai vaccini e dagli anticorpi monoclonali. Ora si tratta solo (anche se non è certo un dettaglio) di applicare e mettere a frutto la scoperta attraverso la messa a punto di un nuovo farmaco, per il quale ci vorranno un paio d’anni.

Arrivano buone notizie dalla ricerca italiana: la collaborazione fra tre team di Università di Milano, Scuola Superiore Sant’Anna e Istituto italiano di Tecnologia (Iit), guidati rispettivamente dahttps://i1.rgstatic.net/ii/profile.image/272561527324705-1441995140744_Q512/Angelo-Reggiani.jpgl docente di farmacologia Paolo Ciana, dal docente di anestesiologia Vincenzo Lionetti e dal farmacologo Angelo Reggiani (nella foto), responsabile dello studio, ha infatti prodotto una tecnologia che si candida a essere un’altra arma contro il virus, diversa da quelle finora utilizzate.

I gruppi di ricerca dei tre istituti, spostando il focus dei loro studi dalle cellule del virus a quelle umane, si sono concentrati infatti sulla “porta d’ingresso” (il recettore Ace2) usata dal Sars CoV 2 e dalle sue varianti per entrare nel nostro organismo, cpn lìobiettivo di capire come sbarrare questa entrata. Il punto di partenza della ricerca ha riguardato l’analisi di filamenti di acidi nucleici noti come aptameri: al momento la ricerca italiana ha scoperto due aptameri anti K353. Uno di questi aptameri si lega al recettore Ace2 ostacolando una delle “chiavi” molecolari del virus. Quindi, il virus non riuscirebbe ad entrare se la serratura fosse occupata da questo filamento di acido nucleico che blocca l’entrata della chiave.

Il nostro approccio porta una novità significativa al paradigma terapeutico” scrivono i ricercatori nello studio pubblicato sulla rivista Pharmacological Research.Protegge infatti la cellula bersaglio del virus invece di concentrarsi sul virus“.

“Grazie a questo studio – osservano gli autori dello studio – sarà adesso possibile sviluppare un nuovo approccio terapeutico di precisione per prevenire l’infezione da Covid-19 in forma grave, senza stimolare il sistema immunitario o avere effetti collaterali importanti correlati ai più famosi farmaci costituiti da anticorpi monoclonali o altre proteine terapeutiche. In questo senso, infatti, le potenziali tossicità degli acidi nucleici come farmaci sono di gran lunga inferiori rispetto ad altri farmaci innovativi come gli anticorpi monoclonali o altre proteine terapeutiche“ scrivono ancora gli autori dello studio.

La scoperta,  molto significativa e tutta italiana, è potenzialmente in grado di produrre benefici straordinari nel percorso di contrasto a Covid.

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