Assoram: “Aumento costi materie prime, a rischio la logistica farmaceutica”

Assoram: “Aumento costi materie prime, a rischio la logistica farmaceutica”

Roma, 7 dicembre – Allarme rosso per la supply chain farmaceutica, che in un momento già estremamente delicato per l’emergenza pandemica è messa in seria difficoltà  dai costi crescenti di trasporti, energia, materie prime e servizi. A denunciare pubblicamente il problema con una nota diffusa alla stampa è Assoram, l’associazione nazionale che rappresenta oltre 120 aziende della distribuzione di farmaci e prodotti della salute.

Nel 2021 la logistica ha ripreso a marciare, come dimostrano i dati dell’Osservatorio Contract Logistic del Politecnico di Milano. Il settore ha raggiunto un fatturato di 86 miliardi di euro, in crescita del 3,5% rispetto al 2020. Per avere una panoramica chiara delle condizioni attuali del mercato, però, bisogna prendere in considerazione i rincari in atto. Secondo quanto dichiara l’Osservatorio, nel 2021 sono aumentati i costi dei fattori produttivi: energia (+24%), carburante (+13%) e canoni di locazione (+2%).

L’aumento dei prezzi di beni energetici e di molte commodity mette a rischio la sostenibilità economica della logistica farmaceutica, anello chiave della dispensazione di farmaci e dispositivi medici ai pazienti e attività riconosciuta come essenziale nel corso della pandemia.
“A incidere” spiega il presidente Assoram Pierluigi Petrone (nella foto) “è in particolare l’incremento dei costi dell’energia, considerato che l’attività dei depositari si basa sul mantenimento della temperatura controllata, in primis nei magazzini ma anche sui mezzi di trasporto”.

Proprio il trasporto sta vivendo una situazione paradossale, che vede la penalizzazione di quelle aziende che negli ultimi anni hanno scelto di investire nella transizione ecologica passando ai carburanti green. Il prezzo del metano per autotrazione, infatti, è quasi triplicato fra gennaio e novembre 2021, segnando un aumento del 161%,  mentre il gasolio è cresciuto a un ritmo molto più lento (+22%, secondo i dati di Supply Chain Italy).

“Gli effetti rischiano di ripercuotersi sui costi di vendita dei prodotti” sottolinea Petrone. E, notoriamente, si tratta di prodotti le cui dinamiche sui prezzi sono non di rado anelastiche, come nel caso  dei farmaci rimborsabili, che – ricorda il presidente Assoram “devono muoversi all’interno dei range di prezzi stabiliti dall’Aifa e quindi non possono, comprensibilmente, assorbire l’impatto di questi aumenti”.

Lo scorso 4 novembre Assoram ha scritto alla Presidenza del Consiglio e ai ministeri della Salute, dell’Economia e delle Infrastrutture per ribadire la necessità di un confronto sul tema e segnalare le sofferenze in atto.

Diverse le strade che le istituzioni potrebbero intraprendere, secondo l’associazione: a breve termine potrebbe essere utile un intervento sui costi extra che la logistica health sta sostenendo, ad esempio con forme di detassazione o bonus; nel lungo periodo, però, potrebbe dimostrarsi proficuo supportare il settore attraverso un uso virtuoso delle risorse messe in campo con il Pnrr e sostenere il reshoring delle aziende italiane del pharma.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi