Contagi record, la Francia chiede a farmacie di vaccinare la domenica (e molte dicono no)

Contagi record, la Francia chiede a farmacie di vaccinare la domenica (e molte dicono no)

Roma, 10 dicembre – I farmacisti “che vorranno” potranno restare aperti d’ora in poi tutte le domeniche nei mesi di dicembre e gennaio con l’obiettivo di vaccinare contro il Covid-19 il massimo di persone che si presenteranno: lo ha annunciato ieri mattina il ministro della Salute francese, Olivier Véran (nella foto a destra).Visualizza immagine di origine

“La Francia è uno dei Paesi al mondo che vaccina di più con la dose di richiamo, ieri 650.000 francesi si sono vaccinati” ha detto il ministro su France 2. Ma, ha aggiunto, “bisogna andare più veloci, più forte, è urgente. Moltiplichiamo il numero di centri in cui si può vaccinare: medici in libera professione, farmacisti, medici convenzionati, terapeuti, ostetriche, infermieri, a loro arriveranno questa settimana oltre 4 milioni di dosi di vaccini a mRna”.

La Francia, riferisce sempre l’Ansa,  ha fatto segnare ieri un nuovo record di contagi quotidiani, 72.000 in 24 ore. Un dato davvero preoccupante, “mai registrato dall’inizio della pandemia”, ha detto Véran.

La  “chiamata alle armi” di Vèran a medici, farmacisti e altri operatori si scontra però con un dato di realtà poco propizio, almeno per quanto riguarda le 21000 farmacie d’Oltralpe. Che sono da tempo decisamente sotto pressione: la scorsa settimana  hanno effettuato qualcosa come tre milioni di test antigenici e, mediamente, si trovano a dover gestire un centinaio di telefonate ogni giorno. E difficilmente potranno fare più di quel che fanno, per mancanza di dipendenti e di dosi disponibili.

Risultato immagine per Philippe Besset. Dimensioni: 165 x 170. Fonte: www.opinion-internationale.comOuest France, al  riguardo, riporta le testimonianze e le considerazioni del presidente della Federazione delle unioni farmaceutiche di Francia (Fspf) Philippe Besset (foto a sinistra), che sottolinea il carico di lavoro che già grava sulle farmacie tra campagna vaccinale “ordinaria”, terze dosi e tamponi. “La metà della campagna viene svolta nei centri di vaccinazione e l’altra metà tra gli operatori sanitari privati. Sono i farmacisti che fanno i due terzi, il resto lo fanno i medici e gli infermieri” afferma Besset.

Poi non mancano le situazioni limite, come a Rennes, ad esempio, dove “i centri di vaccinazione hanno impiegato molto tempo per riaprire, quindi la gente cercava slot a tutti i costi: siamo completamente sopraffatti”, è la testimonianza di Damien Puissant, membro del sindacato Uspo, che gestisce una farmacia vicino al centro città. Il personale delle farmacie, insomma, è sovraccarico di lavoro e  molto provato, dopo quasi due anni di pandemia, che ovviamente hanno anche prodotto problemi di salute e contagi anche tra gli stessi farmacisti. “Siamo già ben carichi, devo pensare anche a preservare la mia famiglia e la mia salute” ribadisce Puissant.

Per questo il via libera del ministro Véran all’apertura delle farmacie anche la domenica solo per le vaccinazioni, ovviamente su base volontaria, rischia di non ottenere la risposta sperata: difficilmente l’aumento tariffario riconosciuto ai farmacisti per vaccinare (l’assicurazione sanitaria riconosce 5 euro in più a inoculazione) basterà a motivarli, in una situazione dove le motivazioni sono sempre più difficili da trovare, come dimostra il fatto che nessuno dei farmacisti intervistati da Ouest-France si dichiara disponibile ad accogliere l’invito del ministro.

Difficile peraltro farlo, quando le farmacie sono già aperte sei giorni su sette, dalle 8.30 alle 19.30 e anche oltre. E resta poi la carenza di personale: la Fspf calcola che manchino già 10.000 persone per supportare il “surmenage” dei 120.000 tra farmacisti, assistenti e assistenti di farmacia. “E questo anche se dallo scorso 30 novembre, gli studenti del 4° e 5° anno di farmacia debitamente formati possono eseguire le vaccinazioni, sotto la supervisione di un farmacista di comunità” afferma Besset. Studenti che peraltro, osserva a sua volta  Philippe Ferron, co-presidente dell’Unione dei farmacisti di Ille-et-Vilaine, proprietario di una farmacia a Plerguer,  “non arriveranno mai fino a un paese come il mio: è troppo lontano per loro e sono presi anche dai loro studi”.

La previsione della Fspf è che meno di un quarto dei suoi membri apriranno i loro slot di vaccinazione la domenica, come chiesto dal ministro. In ogni caso, ricorda Besset, chi vorrà aderire alla chiamata di Vèran dovrà ovviamente darne informazione ai cittadini sull’apposito sito santé.fr

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