Agenas, Pne 2021: per la pandemia, 1,7 milioni di ricoveri in meno nel 2020

Agenas, Pne 2021: per la pandemia, 1,7 milioni di ricoveri in meno nel 2020

Roma, 17 dicembre – Agenas, l’Agenzia per i servizi sanitari regionali, ha presentato ieri alla presenza del ministro della Salute Roberto Speranza i risultati dell’edizione 2021 del Programma nazionale esiti (Pne), realizzato in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità e il Dipartimento di Epidemiologia della Asl Roma 1, con l’obiettivo di valutare l’efficacia, l’appropriatezza, l’equità di accesso e la sicurezza delle cure garantite dal Servizio sanitario nazionale.

L’edizione 2021 del Programma, elaborata sui dati 2020, risente inevitabilmente dell’impatto della pandemia di Covid 19, che  ha avuto un forte impatto sui servizi ospedalieri, con una riduzione
complessiva dell’ospedalizzazione pari a 1 milione e 700 mila ricoveri in meno rispetto al 2019. La riduzione ha riguardato in misura minore i ricoveri urgenti (-13%), mentre l’impatto è stato più
marcato per i ricoveri ordinari programmati e per i day-hospital (con riduzione di almeno di un quarto dei volumi).
In linea con la congiuntura storica, da quest’anno il Pne ha avviato un vasto programma di rinnovamento e sviluppo, volto a potenziare l’attuale capacità discriminativa nei confronti della qualità assistenziale raggiunta dai servizi, mediante un ampliamento del set di indicatori e l’estensione a nuovi ambiti nosologici finora non coperti dalla valutazione sistematica. In particolare, il Programma 2021 è composto da 184 indicatori (a fronte dei 177 della passata edizione) di cui: 164 sull’assistenza ospedaliera (71 di esito/processo, 78 di volume di attività e 15 di ospedalizzazione); e 20 sull’assistenza territoriale, valutata indirettamente in termini di ospedalizzazione evitabile (14 indicatori), esiti a lungo termine (2) e accessi impropri in pronto soccorso (4).
Gli ambiti clinici considerati sono: cardio e cerebrovascolare, digerente, muscolo-scheletrico, pediatrico, ostetrico e perinatale, respiratorio, oncologico, urogenitale, otorinolaringoiatrico e Visualizza immagine di originemalattie infettive.
I risultati dell’edizione 2021 del Pne” dichiara in una nota il presidente Agenas  Enrico Coscioni (nella foto) attraverso un confronto ampio e particolareggiato dei dati di attività relativi all’anno 2020 con quelli della fase pre-pandemica, offrono un’analisi sulle dinamiche che il Covid -19 ha determinato rispetto all’organizzazione dei servizi. La sistematicità e la capillarità dell’approccio Pne nel valutare comparativamente l’efficacia, l’appropriatezza, l’equità e la sicurezza delle cure garantite dal Servizio sanitario nazionale, devono rappresentare la strada da battere per riprogrammare la sanità del futuro da parte delle Regioni e delle Province autonome”.

In considerazione di questi presupposti, prosegue Coscioni, “l’intento di Agenas è quello di proseguire con le attività di monitoraggio e valutazione in una chiave di maggiore efficienza ed efficacia, facendo emergere e mettendo a sistema le esperienze virtuose, per contribuire alla diffusione delle buone prassi esistenti e orientare il cambiamento”. Per il presidente dell’Agenzia, “le innovazioni introdotte in questa edizione, relativamente alla capacità di tenere conto maggiormente della diversa gravità clinica dei pazienti assistiti, rappresenta Visualizza immagine di origineun ulteriore passo avanti per coinvolgere in un dialogo costruttivo i professionisti clinici in un percorso condiviso e finalizzato ai risultati di salute migliore per tutti i cittadini”.
Il direttore generale Domenico Mantoan (nella foto a destra) sottolinea da parte sua che “attraverso i dati del Pne 2021, Agenas restituisce una fotografia dettagliata dello stato di salute del nostro sistema sanitario, che sembra aver resistito all’impatto della pandemia e che si appresta oggi a ripartire con le nuove sfide poste dal Pnrr. A fronte di una riduzione attesa delle attività in elezione, sembra infatti essersi mantenuta la capacità di risposta rispetto alle patologie tempo-dipendenti”.

A questo proposito, osserva Mantoan, sul fronte della valutazione ospedaliera le novità introdotte nel Programma “consentono di valutare in maniera molto più accurata la tempestività di intervento sia nell’ambito delle patologie cardiovascolari acute che traumatiche. Inoltre, il monitoraggio dell’assistenza è sempre più focalizzato sui professionisti sanitari − a partire dalle nuove variabili integrative del tracciato record Sdo – così da stimare l’impatto dei singoli expertise sugli esiti assistenziali”.

L’edizione 2021 vede la luce ad appena pochi mesi dalla precedente, nell’ottica di un rilancio del Pne che si inserisce all’interno di una politica più vasta volta a fissare l’attenzione e monitorare da vicino e in tempo reale le condizioni e le trasformazioni del sistema dei servizi, anche a seguito dell’esperienza del Covid-19. L’obiettivo è quello di offrire indicazioni utili a governare il cambiamento.

 

♦ Report risultati – PNE 2021

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