Thu, 30 Jun 2022
Brianza, farmacista non in regola col vaccino, chiusa l’unica farmacia del paese

Brianza, farmacista non in regola col vaccino, chiusa l’unica farmacia del paese

Roma, 31 dicembre – Le cronache locali restituiscono con una certa frequenza pagine che davvero si preferirebbe non dover mai leggere. Come quella che, giusto a fine anno, arriva da Renate, comune brianzolo dove l’Ats, a seguito di un controllo svolto il 30 dicembre nell’ambito della campagna di controllo di aderenza sull’obbligo vaccinale per gli esercenti le professioni sanitarie, effettuato in collaborazione con i carabinieri della stazione di Besana in Brianza, ha disposto la chiusura temporanea di una farmacia (l’unica attiva nel paese). Il motivo? I militari hanno sorpreso al banco, nel pieno svolgimento della professione, la titolare dell’esercizio, già sospesa dall’Ordine  per non aver assolto completamente all’obbligo vaccinale per la prevenzione dall’infezione da Sars-Cov2.

Constatata la flagranza dei reati (“esercizio abusivo della professione”, alla luce della sospensione dell’Ordine e quindi della mancanza di un requisito fondamentale per esercitarla, e “inosservanza delle norme in materia sanitaria”),  al personale dell’Ats e ai carabinieri non è restato altro che procedere a eseguire la chiusura temporanea della farmacia e a denunciare la titolare in stato di libertà, anche per la mancanza di un direttore con i requisiti previsti (quello “in carica” risulta infatti anch’egli senza vaccino) in grado di vicariare la titolare. La farmacia verrà riaperta quando le irregolarità verranno sanate.

Farmacia chiusa, i titolari mettono nel mirino un pò tutti: da Ats alle autorità fino ai colleghi

A rendere ancor meno commendevole la vicenda è il comportamento mantenuto dal fratello della titolare (anch’egli farmacista): durante i controlli di carabinieri e Ats, secondo quanto riportano le cronache,  avrebbe cominciato ad aggredire e offendere i militari presenti ed è stato così denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale.

Il giorno dopo, San Silvestro, sulle serrande abbassate della farmacia sono stati affissi due messaggi (nella foto a lato) per spiegare ai clienti il motivo della chiusura, attribuita dai farmacisti oggetto del provvedimento restrittivo a “un ritardo nella registrazione della seconda dose vaccinale di uno dei titolari”.  Segue l’invito sarcastico a ringraziare l’Ats Brianza e la “nostra solerte autorità costituita, sempre impegnati ad estirpare il male dalla nostra società”, tentativo poco riuscito di addossare i disagi che inevitabilmente la chiusura dell’esercizio comporterà per i 4000 cittadini del paese brianzolo  – e che sono in tutta evidenza imputabili a manchevolezze e inadempienze dei responsabili della farmacia – all’intransigente eccesso di zelo dei carabinieri e del personale dell’Ats nel far rispettare le norme varate dallo Stato a garanzia della salute dei cittadini.

L’attacco più velenoso e risentito, però, è quello rivolto ai “colleghi del comune contiguo per la velocità con cui hanno chiamato la stampa fornendo una serie ridicola di falsità di cui avranno modo di rendere conto nelle sedi predisposte. Siamo felici per loro che finalmente vedranno qualcheduno entrare nel loro esercizio”.

Ora, in attesa che le “sedi predisposte” stabiliscano la verità dei fatti e accertino le responsabilità, appare abbastanza chiaro – alla luce degli elementi di conoscenza resi noti e anche a voler mettere in conto gli imprevisti e gli impedimenti che possono aver ostacolato il percorso vaccinale dei due farmacisti –  che il loro comportamento (quali e quanti siano i motivi che potranno essere addotti per giustificarlo)  va contro le norme di legge: la vaccinazione gratuita per la prevenzione dell’infezione da Sars-CoV-2, ai sensi  del decreto legge n.44/21 varato nove mesi va e successivamente modificato e integrato, costituisce requisito essenziale per l’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati, tra i quali rientrano  “gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario”, così come evidenziate/i dal ministero della Salute nel proprio sito istituzionale, sulla base di varie leggi. 

Tra le “professioni sanitarie”, accanto a  medici chirurghi, odontoiatri, veterinari, biologi, fisici, chimici, psicologi, infermieri, ostetriche eccetera, è incontestabilmente compresa anche la professione del farmacista. Chiunque la svolga, dunque, deve essere in regola con le vaccinazioni anti-Covid.  E questo, come direbbe Forrest Gump, è tutto ciò che c’è da dire su questa faccenda.

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