Accordo Figliuolo-farmacie su Ffp2 a prezzo calmierato, ecco cosa dice il protocollo

Accordo Figliuolo-farmacie su Ffp2 a prezzo calmierato, ecco cosa dice il protocollo

Roma, 5 gennaio – Il protocollo che  “calmiera” il prezzo  di vendita delle mascherine Ffp2, siglato da ministero della Salute e struttura commissariale per l’emergenza Covid da una parte e Federfarma, Assofarm e FarmacieUnite dall’altra, ha già sollevato molte discussioni fuori e soprattutto all’interno di categoria. L’accordo raggiunto, come riferito ieri dal nostro giornale, fissa in 75 centesimi di euro il prezzo di vendita unitario della mascherina di tipo Ffp2.

Ma il protocollo sottoscritto tra le parti, ovviamente, stabilisce anche i requisiti minimi cui debbono rispondere i citati dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Sono sette e li riportiamo qui di seguito: ♦ conformità alla norma EN 149:2001+A1:2009 o alla norma UNI EN 149:2009 con Classe di protezione FFP2;conformità al Regolamento (UE) 2016/425 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016; ♦ certificazione CE rilasciata da organismo notificato autorizzato, dalla Commissione europea, al rilascio della conformità al Regolamento (UE) 2016/425;valutazione della conformità alla Categoria III, come disciplinato dall’Art. 19 del Regolamento  (UE) 2016/425;essere senza valvola di espirazione, per proteggere anche l’ambiente dall’utilizzatore;recare le istruzioni e le informazioni di cui al punto 1.4 dell’Allegato II del Regolamento (UE) 2016/425; essere monouso, non riutilizzabile (NR).
Come già ricordato in premessa, le farmacie aderenti su base volontaria al protocollo d’intesa si impegnano a praticare un prezzo finale di vendita al pubblico non superiore a € 0,75, iva compresa,  per ciascuna mascherina Ffp2 rispondente alle caratteristiche tecniche appena riepilogate, venduta in confezione singola e integra.
Nel caso di acquisti multipli è però possibile praticare offerte migliorative rispetto al prezzo finale di vendita applicato per il singolo acquisto.
Le farmacie che intendono aderire al protocollo d’intesa dovranno provvedere attraverso la compilazione online su Sistema Tessera sanitaria non appena la procedura sarà disponibile (si presume entro il prossimo 10 gennaio).
L’informazione della citata adesione sarà resa disponibile alla Struttura commissariale per l’emergenza Covid 19, anche ai fini della pubblicazione sul proprio sito internet istituzionale. Il protocollo d’intesa è valido dalla data della sua sottoscrizione e fino al 31 marzo 2022.

Nel protocollo niente è previsto, invece, per quanto riguarda i margini dei grossisti,  questione cui fa però cenno Federfarma nella circolare diffusa ieri agli associati ieri per dare notizia Risultato immagine per marco cossolodell’accordo, nella quale il sindacato dei titolari presieduto da Marco Cossolo (nella foto) informa di aver “già intrapreso i dovuti contatti con le organizzazioni della distribuzione intermedia per garantire alle farmacie un prezzo di acquisto adeguato rispetto al corrispettivo massimo di cessione al pubblico di euro 0,75”.

Nella stessa informativa a Unioni regionali e Associazioni provinciali, Federfarma ha cura di ribadire la necessità della  “piena adesione delle farmacie associate” all’accordo sottoscritto con la struttura commissariale, per confermare, ancora una volta,  sia “l’attenzione che le farmacie stesse rivolgono quotidianamente ai bisogni di salute della cittadinanza” sia “l’alto livello reputazionale di cui attualmente godono”. Un’adesione massiccia. precisa quindi Federfarma, ” favorirebbe i rapporti con le Istituzioni per le prossime iniziative della categoria“.

Il tetto al prezzo dei dispositivi di protezione respiratoria Ffp2 si è reso necessario dopo che (con l’entrata in vigore sotto Natale del cosiddetto “decreto Festività”, contenente anche l’obbligo di utilizzare questa tipologia di mascherina per alcuni specifici settori come cinema, teatri, concerti, musei e mezzi di trasporto pubblici) il loro costo era improvvisamente schizzato verso l’alto, raggiungendo in qualche caso picchi vicini ai tre euro, contro il prezzo medio di vendita di 80 centesimi fino ai giorni immediatamente precedenti il Natale. Inevitabili quanto immediate le denunce delle associazioni dei consumatori, a partire da Codacons, che come suo costume ha subito fatto parlare le carte bollate, presentando un esposto  a 104 procure della Repubblica per il presunto reato di aggiotaggio, con la richiesta di “sanzionare chi (…) ha realizzato speculazioni vendendo le mascherine a prezzi rincarati”.

Alle accuse di speculazione dei giorni scorsi che hanno inevitabilmente coinvolto anche le farmacie aveva subito replicato, tra gli altri, Federfarma Lazio, facendo osservare come il mercato delle mascherine Ffp2 e dei dispositivi di protezione in generale, saturo da tempo, non lasci spazi a rischi speculativi. “Di solito l’aumento del prezzo avviene quando il prodotto inizia a scarseggiare. Ma non è questo il caso. L’obbligo è appena stato introdotto” dichiarava qualche giorno fa a HuffPost il presidente del sindacato dei titolari laziali Eugenio Leopardi (nella foto), spalleggiato dal segretario regionale Giuseppe Palaggi, con l’auspicio (poi subito realizzatosi) di “misure volte a limitare il prezzo della mascherina”.

Fiutato il vento dell’imminente prezzo calmierato c’è chi, come Coop, ha giocato d’anticipo, abbassando i prezzi delle Ffp2 già a partire dal 31 dicembre: “Cinquanta centesimi di euro per ciascuna mascherina Ffp2, per venire incontro al più ampio utilizzo richiesto di questa tipologia di mascherine” ha subito comunicato la sigla della grande distribuzione. “Non è la prima volta che ritocchiamo al ribasso i prezzi di fronte a una emergenza sanitaria, gli obiettivi che ci prefiggiamo sono evitare speculazioni ed offrire soluzioni a vantaggio di tutti”.

L’accordo raggiunto dal commissario Figliuolo con le farmacie ha in ogni caso incontrato il plauso della generalità delle forze politiche, anche se non mancano le voci che cantano fuori dal coro, come quella del capogruppo di Leu  (lo stesso partito del ministro della Salute, sottoscrittore dell’accordo) Federico Fornaro: “È un fatto positivo, ma resta l’amarezza di aver visto ancora una volta speculatori che le vendevano a 2 euro. Ci attendiamo controlli da parte della Guardia di Finanza”.

A giudizio del deputato M5s Giuseppe L’Abbate l’introduzione del prezzo calmierato non basterà invece  a evitare distorsioni di mercato: “Basterebbe che lo Stato si prendesse carico di distribuire le mascherine alle famiglie più deboli e acquistandole attraverso la centrale di acquisto Consip” ha dichiarato il parlamentare pentastellato. “Abbiamo già vissuto questa situazione quando l’ex commissario Arcuri introdusse il prezzo calmierato di 0,50 euro alle chirurgiche. Così facendo le rese rare in quanto indisponibili e, quindi, introvabili per i cittadini”.

 

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