Polemiche su accordo Ffp2, Assofarm: “Stefano Feltri sbaglia tutto”

Polemiche su accordo Ffp2, Assofarm: “Stefano Feltri sbaglia tutto”

Roma, 5 gennaio – Arriva la prima, secca risposta all’editoriale che Stefano Feltri, direttore del quotidiano Domani edito da Carlo De Benedetti, ha dedicato all’accordo farmacie-struttura commissariale sul prezzo calmierato delle mascherine Ffp2 (il nostro giornale ne ha riferito qui).

Il prezzo calmierato delle mascherine Ffp2 non certifica la supremazia della politica sulle logiche dell’economia” questa la conclusione di Feltri, che sostanzialmente distilla e restituisce il senso dell’intero pezzo “ma la sua sottomissione a quelle delle corporazioni titolari di rendite di posizione (e voti)”.

Alla valutazione e alle considerazioni tranchant del giornalista (nel cui curriculum spiccano i dieci anni trascorsi a Il Fatto quotidiano, dove è stato responsabile dell’economia e quindi vicedirettore), ha subito risposto Assofarm, l’associazione delle farmacie pubbliche presieduta da Venanzio Gizzi (nella foto), una delle tre sigle di categoria firmatarie dell’accordo sul prezzo delle Ffp2. Che non ha esitato a imbracciare uno spadone  per replicare a tono a Feltri, subito “gratificato” di tre aggettivi-fendente: disinformato, ideologizzato, offensivo.

Tale è da ritenere, secondo Assofarm, chi – riferendosi all’accordo sul prezzo calmierato delle Ffp2 – lo paragona a “una fenomenale campagna di comunicazione che finora ha avuto il solo risultato di far pensare agli italiani che la farmacia sia il posto dove comprare le mascherine al prezzo più basso possibile (non è vero) grazie a un intervento per legge (al momento privo di effetti)”, travisando il significato dell’operazione e liquidandola come “pubblicità ingannevole”, con risparmi per i cittadini “tutti da dimostrare” e invece evidenti benefici per le farmacie “che avranno un ulteriore afflusso di clientela”.

Per la sigla delle farmacie pubbliche,  parlare di pubblicità ingannevole “è incomprensibile. Nessuno ha mai detto che l’iniziativa in questione avrebbe prodotto il prezzo più basso sul mercato. Il senso ultimo del progetto risiede invece nel rendere disponibili presso circa 20.000 presidi territoriali mascherine Ffp2 ad altissima protezione e tracciabilità a un prezzo di circa la metà rispetto a quello precedente l’entrata in vigore dell’accordo. Ad un ottimo prezzo si garantisce così massima sicurezza e facile reperibilità ai cittadini”.

Per Assofarm, poi, è “grossolanamente sbagliato credere che tale operazione procuri nuova clientela alle farmacie. Semmai rischia di essere il contrario”. A dimostrarlo, argomenta l’associazione, c’è l’esperienza dei tamponi: “La loro somministrazione ha distratto i farmacisti da attività più remunerative e la presenza di file di persone in attesa dei test ha spesso scoraggiato le persone ad entrare nelle farmacie. Se Stefano Feltri fosse più informato sul nostro settore saprebbe che l’attività strettamente commerciale della farmacia è un fronte non primario per il nostro settore.

Viene respinta con forza anche un’altra accusa di Feltri, quella di “bassa efficienza delle farmacie e alto potere di mercato dovuto al fatto che il settore è organizzato in monopoli locali garantiti”. Un’accusa che Assofarm bolla come frutto di un pregiudizio ideologico.La pianta organica e l’esclusiva distributiva dei farmaci con ricetta sono elementi che garantiscono l’accesso al farmaco anche ai nostri concittadini che vivono in aree isolate e tutelano il sistema da derive commerciali presenti in altri paesi che hanno abbracciato logiche puramente ‘efficientiste’ – scrive al riguardo la sigla delle farmacie pubbliche. “Ancora una volta suggeriamo al direttore di Domani di studiare meglio alcuni dati del nostro settore: dal costante calo di redditività delle farmacie (in barba all’accusa di monopolismo) al costante e altissimo gradimento dei cittadini”.

Per le farmacie comunali italiane, dunque, interpretare la partecipazione a un appello del Commissario all’emergenza come una piccola mossa opportunistica è a dire poco un  atto gravemente offensivo: “Il sostegno ricevuto da diverse associazioni di consumatori e il fatto che diversi farmacisti abbiano sollevato dubbi sulla ‘convenienza’ dell’operazione, testimoniano come dietro di essa non ci siano calcoli di alcun tipo ma l’ennesima presa di responsabilità civile e sanitaria delle farmacie private e pubbliche del nostro Paese”.

“La storia delle farmacie italiane non è priva di ombre, come del resto il loro presente ha più di un vizio” conclude Assofarm. “Non è però sopportabile assistere a certi sguardi pregiudiziali che mortificano la proattività, le competenze sanitarie e manageriali, lo spirito di servizio e i sacrifici fatti da farmacie e farmacisti lungo tutta la crisi pandemica”.

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