Report Iss: “Ricoveri in terapia intensiva e morte, no vax rischia 26 volte di più”

Report Iss: “Ricoveri in terapia intensiva e morte, no vax rischia 26 volte di più”

Roma, 10 gennaio – I numeri dicono tutto quel che c’è da dire, e sono di una chiarezza esemplare: per i non vaccinati il rischio di ricovero in terapia intensiva per Covid è 25,7 volte più alto rispetto a quello che si calcola fra i vaccinati con booster, Analogamente,  il rischio di morte è 26,2 volte più alto rispetto a chi ha fatto le tre dosi. Sono i dati più eloquenti dati che emergono dall’ultimo aggiornamento del report esteso dell’Istituto superiore di sanità (Iss) sull’epidemia di Covid in Italia, anche se è ragionevole presumere che la loro evidenza non riuscirà a far cambiare idea ai no vax irriducibili e conclamati, che continuano a ritenere il vaccino più pericoloso e mortale della malattia.

In ogni caso, le differenze del rischio risultano ancora più ampieo se si considera la fascia degli over 80: “Calcolando il tasso di ospedalizzazione (nella fascia 80+) nel periodo 19 novembre-19 dicembre per i non vaccinati (712,7 ricoveri per 100.000) si evidenzia come questo sia circa 9 volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (80,7 ricoveri per 100.000) e circa quarantadue volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (17,0 ricoveri per 100.000)”  scrive infatti  l’Iss. “Nello stesso periodo (nella fascia 80+) il tasso di ricoveri in terapia intensiva dei non vaccinati è circa tredici volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo entro 120 giorni e circa 48 volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster. Analizzando il tasso di decesso (nella fascia 80+), nel periodo 12 novembre-12 dicembre nei non vaccinati è circa nove volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo entro i 120 giorni e 74 volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster”.

Il tasso di ricovero in terapia intensiva è di “23,1 per 100mila per i non vaccinati” e crolla a 0,9 ogni 100mila per i vaccinati con booster. Nel report viene riportato anche il tasso di ricovero in terapia intensiva per i vaccinati da più di 120 giorni – pari a 1,5 ogni 100mila – dato che scende a uno ogni 100mila per i vaccinati da meno di 120 giorni.

Secondo quanto si legge nell’aggiornamento del report esteso dell’Iss, i numeri sono vicini al milione di contagi in due settimane in Italia: durante il periodo 20 dicembre 2021 – 2 gennaio 2022 sono stati segnalati 934.886 nuovi casi, di cui 721 deceduti.

Dal 24 agosto 2021 al 5 gennaio 2022, sono stati “segnalati 36.082 casi di reinfezioni” da Sars CoV 2ovid, “pari al 2% del totale dei casi notificati. Nell’ultima settimana si osserva un aumento della percentuale di reinfezioni che sale al 3,1% del totale dei casi segnalati rispetto al 2,4% della settimana precedente”. Gli esperti dell’Iss spiegano anche che “la probabilità di contrarre una reinfezione risulta più elevata nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con almeno una dose e negli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione”.

“I dati riportati si riferiscono principalmente alla circolazione della variante Delta” puntualizza il report.  Ma “fino al 13 dicembre ogni settimana le reinfezioni rappresentavano circa l’1% del totale dei casi notificati. Nelle ultime due settimane, sebbene il dato sia ancora in fase di consolidamento, si osserva un aumento della percentuale di reinfezioni che sale dal 2,4% della settimana precedente al 3,1% nell’ultima settimana. Questo incremento è verosimilmente attribuibile all’incremento della circolazione della variante Omicron in Italia”.

Un recente studio pubblicato nel Regno Unito dall’Imperial College ha per esempio “evidenziato come la circolazione della variante Omicron sia associata a un rischio relativo di reinfezione di 5,41 volte superiore rispetto alla variante Delta”.

Un dato preoccupante (ance per gli effetti sulla funzionalità di un sistema sanitario di nuovo sotto pressione) è quello relativo all’aumento da due settimane della percentuale di casi tra operatori sanitari rispetto al resto della popolazione. “A seguito dell’inizio della somministrazione delle dosi booster, si era osservata una diminuzione della percentuale dei casi” si legge al riguardo nell’aggiornamento “ma nelle ultime due settimane si è registrato un forte aumento del numero di casi segnalati tra i sanitari (9.759 contro 3.436 della settimana precedente), e la percentuale di casi sul totale dei casi riportati risulta in aumento dall’1,8% della settimana precedente al 2,1%”.

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