In vigore l’obbligo di super green pass, i no vax già all’opera per aggirarlo

In vigore l’obbligo di super green pass, i no vax già all’opera per aggirarlo

Roma, 11 gennaio – L’obbligo di green pass rafforzato entrato in vigore ieri, 10 gennaio, ha di fatto introdotto una sorta di “light lockdown” per chi non possiede il certificato, che (almeno fino al 31 marzo prossimo) non potrà accedere a piscine e palestre,  praticare sport di squadra al chiuso, ma anche visitare musei e mostre o concedersi qualche ora di relax nei centri benessere al chiuso e nei centri termali, eccezion fatta per i livelli essenziali di assistenza e attività riabilitative o terapeutiche.

Il super certificato  verde sarà anche necessario per guadagnare l’accesso nei parchi tematici e di divertimento, nei centri culturali, sociali e ricreativi al chiuso (esclusi i centri educativi per l’infanzia) e nelle sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò. Per ciò che riguarda, invece, le strutture residenziali, socio-assistenziali, socio-sanitarie e gli hospice, i visitatori fino al 31 marzo potranno entrare esclusivamente muniti di green pass rafforzato e tampone rapido o molecolare negativo, purché sia stato effettuato nelle 48 ore precedenti l’accesso, oppure se si sono sottoposti alla vaccinazione con terza dose.

Le misure restrittive – accompagnate dalle sanzioni previste per il loro mancato rispetto – hanno fatto fiorire i tentativi di aggirare le norme di chi è irriducibilmente contrario alla vaccinazione. Il Risultato immagine per Fabio Ciciliano polizia di stato protezione civile ctsnostro giornale ha già riferito ieri della denuncia del componente della Cts Fabio Ciciliano (nella foto), in un’intervista al Corriere della Sera ripresa da numerose altre testate, in ordine alle criticità conseguenti alla semplificazione dell’impianto normativo sulla diagnostica dei casi positivi. Le nuove norme,  se da un lato facilitano la gestione complessiva degli isolamenti (basta la positività al semplice tampone antigenico),- dall’altro possono infatti aprire a potenziali criticità, già registrate in alcune città, dovute al tentativo di corruzione di no-vax su farmacisti compiacenti.  Per eludere uno dei più importanti sistemi di vigilanza sull’epidemia, ha affermato Ciciliano, “basta registrare in piattaforma tamponi surrettiziamente positivi al fine del rilascio del green pass successivo all’esecuzione di un secondo tampone negativo. Comportamenti rischiosi per la popolazione, disonesti e sanzionabili penalmente con gravi ripercussioni sui farmacisti compiacenti e su chi richiede prestazioni irregolari”.

Ma ci sono altri fronti su cui, secondo quanto riferiscono le cronache, i no vax si ingegnano per beffare l’obbligo del super certificato verde: è di ieri la notizia dell’esecuzione, da parte della Polizia di Stato, di 50 ordinanze di custodia cautelare in numerose province per reati connessi all’indebito rilascio del green pass. I reati contestati dalla procura di Ancona sono quelli di corruzione, falso ideologico e peculato commessi in concorso da altrettanti indagati. In carcere sono finiti un infermiere professionale addetto alle vaccinazioni in un centro vaccinale di Ancona. Ai domiciliari quattro soggetti ritenuti intermediari nel rilascio indebito dei certificati. Per 45 persone, riferisce l’Ansa, è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza e dell’obbligo di presentazione alla polizia.

 

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