Palù: “Covid, vaccini restano arma principale, ma è arrivato il tempo di aggiornarli”

Palù: “Covid, vaccini restano arma principale, ma è arrivato il tempo di aggiornarli”

Risultato immagine per giorgio palù virologoRoma, 11 gennaio – “I vaccini restano l’arma principale per evitare la malattia, specie se adottati su base universale. I farmaci antivirali efficaci ci consentiranno di fronteggiare al meglio il Covid 19 e di rendere endemico il Sars Cov2. Con le tecnologie a nostra disposizione prevedo un futuro caratterizzato da composti aggiornati sulle varianti che preoccupano, uno scudo molto forte, somministrabili a scadenza stagionale non ravvicinata”.

Queste le dichiarazioni rese dal presidente dell’Aifa Giorgio Palù (nella foto) in un’intervista al Corriere della Sera. Secondo il presidente dell’Agenzia regolatoria, che – da professore ordinario di Microbiologia e Virologia qual è – conosce in profondità la materia, i vaccini vanno però aggiornati, perché  “il virus che circola da almeno due anni è notevolmente mutato rispetto al ceppo originario di Wuhan contro il quale sono stati costruiti tutti i prodotti finora autorizzati”.

Analizzando l’attuale situazione epidemiologica,  il professore, che è anche membro del Comitato tecnico scientifico, ricorda il ruolo fondamentale del completamento del ciclo vaccinale con la terza dose per ridurre fortemente il rischio di ricovero in ospedale e morte a causa del Covid 19 e – intervenendo sulla diffusione sempre maggiore di Omicron e sulle ultime varianti emerse – afferma di ritenere difficile che ne compaia una più contagiosa: “È possibile che il virus accumuli altre mutazioni in uno dei suoi 29 geni. In Francia è stata identificata una variante importata dal Camerum di cui conosciamo ancora poco.”

“Di solito un virus se acquisisce un vantaggio ne perde un altro” spiega Palù. “Esempio: se affina infettività e capacità di eludere il sistema immunitario non potrebbe essere anche più letale, pena l’estinzione. È difficile pensare a ceppi con infettività più spinta di Omicron che è stata finora la più contagiosa, tempo di incubazione 2-3 giorni”.

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