La previsione dell’Oms: “La variante Omicron colpirà mezza Europa in due mesi”

La previsione dell’Oms: “La variante Omicron colpirà mezza Europa in due mesi”

Roma, 12 gennaio – Al ritmo attuale dei contagi, da qui a due mesi oltre il 50% degli europei sarà contagiato dalla variante Omicron del Covid. La previsione arriva dal direttore dell’Oms Europa Visualizza immagine di origineHans Kluge (nella foto) in un briefing sull’andamento della pandemia del Vecchio Continente.

La variante Omicron, insomma, galoppa e continuerà a contagiare. L’Organizzazione mondiale della sanità calcola che, all’attuale tasso di trasmissione, più del cinquanta per cento della popolazione europea avrà contratto la variante nelle prossime 6-8 settimane. La previsione si basa su un calcolo effettuato dall’Institute for Health Metrics and Evaluations, dell’Università di Washington.

“I dati raccolti nelle ultime settimane confermano che Omicron è altamente trasmissibile perché le sue mutazioni gli consentono di aderire più facilmente alle cellule umane e può contagiare anche coloro che sono stati già contagiati o vaccinati” ha affermato Kluge. Il dato positivo è che più della metà di chi viene contagiato è praticamente asintomatico e che gli alti tassi di vaccinazione stanno abbattendo letalità e anche ospedalizzazioni rispetto alle ondate precedenti. Ma la velocità di diffusione dei contagi è davvero impressionante, tanto da far prevedere all’agenzia sanitaria dell’Onu che i sistemi sanitari saranno comunque sottoposti a una grandissima  pressione nelle prossime settimane.

È opportuno ricordare che, per l’Oms, la Regione europea comprende la Russia europea e le ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale. Ebbene, dei 53 Paesi della Regione, 50 hanno già registrato la variante che sta rapidamente diventando dominante in Europa occidentale e ora si sta diffondendo nei Balcani. Sono oltre sette milioni i nuovi casi di Covid-19 registrati in tutta la Regione nella prima settimana del 2022, “dato più che raddoppiato in un periodo di due settimane”, osserva l’Oms.

L’ondata dei contagi, che si sta spostando da ovest a est, rischia di sommergere i sistemi sanitari, anche perché molti dei colpiti saranno proprio i medici e i gli altri professionisti sanitari, più esposti al virus, con i conseguenti effetti negativi in termini di assenze dal lavoro negli ospedali.
Kluge ha spezzato una lancia in favore delle scuole, invitando a tenerle aperte: “Devono essere l’ultimo posto a chiudere e il primo a riaprire: lasciare le scuole aperte ha importanti benefici per il benessere mentale, sociale ed educativo dei bambini” ha detto l’alto esponente dell’Oms, indicando la ventilazione e l’uso delle mascherine, sia da parte degli studenti che dei docenti, come chiavi per continuare con le lezioni in presenza.

Per quanto riguarda i vaccini, a giudizio dell’Oms  combattere la pandemia con le dosi di richiamo rischia di essere una strategia con “poche possibilità di essere appropriata o sostenibile“. È ormai evidente che “sono necessari e andrebbero sviluppati vaccini che abbiano un alto impatto sulla prevenzione e sulla trasmissione dell’infezione, oltre che sulla prevenzione di decessi e forma grave della malattia“.

Una posizione che rilancia un convincimento ormai condiviso all’interno della comunità scientifica internazionale (cfr. le recentissime dichiarazioni al riguardo del presidente dell’Aifa Giorgio Palù) e che va in direzione della necessità di un aggiornamento nella composizione dei vaccini affinché continuino  “a fornire il livello di protezione raccomandato dall’Oms contro l’infezione e la malattia causata dalle varianti”.

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