Contenzioso-tamponi rinviato alla Consulta, il commento delle parafarmacie

Contenzioso-tamponi rinviato alla Consulta, il commento delle parafarmacie

Roma, 13 gennaio – “Dispiace che in una situazione di sofferenza generalizzata per la pandemia, costretti ad assistere alle lunghe file davanti alle farmacie per fare un semplice tampone, si debba ricorrere ai tribunali per una questione che una politica meno infiltrata da interessi corporativi avrebbe potuto risolvere in modo più semplice e veloce”.

Così Fnpi,  Mnlf e Culpi concludono il comunicato stampa congiunto diramato per commentare la notizia – pubblicata il 12 gennaio in anteprima dal nostro giornale – della  sentenza  n. 07/2022 pubblicata l’11 gennaio scorso con la quale il Tar Marche  ha rinviato alla Corte Costituzionale il ricorso delle parafarmacie marchigiane contro la decisione della giunta regionale di sospendere, dopo un mese dall’avvio, la delibera che concedeva agli esercizi di vicinato abilitati alla vendita di farmaci con la presenza obbligatoria del farmacista la facoltà di eseguire tamponi antigenici rapidi per la rilevazione di Covid 19.

Dopo aver definito kafkiana una situazione nella quale, in presenza di una pandemia mondiale, si deve arrivare alla Suprema Corte per decidere se farmacisti laureati e abilitati possano o non possano fare i tamponi per rilevare nuovi positivi a Covid 19 in strutture diverse dalle farmacie, il comunicato entra nel merito della sentenza per evidenziare  che ciò che è davvero rilevante “è quanto scrive lo stesso Tribunale rimandando la questione alla Corte Costituzionale, ovvero che esiste una ‘questione di legittimità Costituzionale’ della legge che riservava alle sole farmacie la possibilità di effettuare i tamponi (dell’art. 1, commi 418 e 419, della L. 30 dicembre 2020, n. 178) rispetto agli art. 3 e 41 della Costituzione, ovvero quelli che richiamano ai principi della pari dignità e uguaglianza di tutti i cittadini e quelli sulla libertà d’impresa”.

“Questo e solo questo”  sottolineano Fnpi, Mnlf e Culpi “sarà il quesito a cui la Corte Costituzionale dovrà rispondere”.

 

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