Tar Lazio accoglie ricorso contro circolare ministero su paracetamolo e vigile attesa

Tar Lazio accoglie ricorso contro circolare ministero su paracetamolo e vigile attesa

Roma, 17 gennaio – Il Tar del Lazio, Sezione Terza Quater, ha accolto il ricorso presentato avanzato dal Comitato Cura domiciliare Covid 19 contro il ministero della Salute per l’annullamento, previa sospensiva, della circolare dello steso dicastero “recante ‘Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Sars-Cov-2’ aggiornata al 26 aprile 2021, nella parte in cui, nei primi giorni di malattia da Sars-Cov-2, prevede unicamente una ‘vigilante attesa’ e somministrazione di fans e paracetamolo e nella parte in cui pone indicazioni di non utilizzo di tutti i farmaci generalmente utilizzati dai medici di medicina generale per i pazienti affetti da Covid”.

“Le censurate linee guida, come peraltro ammesso dalla stessa resistente, costituiscono mere esimenti in caso di eventi sfavorevoli” argomenta il Tar. “In disparte la validità giuridica di tali prescrizioni, è onere imprescindibile di ogni sanitario di agire secondo scienza e coscienza, assumendosi la responsabilità circa l’esito della terapia prescritta quale conseguenza della professionalità e del titolo specialistico acquisito. La prescrizione dell’Aifa, come mutuata dal ministero della Salute, contrasta, pertanto, con la richiesta professionalità del medico e con la sua deontologia professione, imponendo, anzi impedendo l’utilizzo di terapie da questi ultimi eventualmente ritenute idonee ed efficaci al contrasto con la malattia Covid 19 come avviene per ogni attività terapeutica”.

Essendo “onere imprescindibile di ogni sanitario di agire secondo scienza e coscienza, assumendosi la responsabilità circa l’esito della terapia prescritta quale conseguenza della professionalità e del titolo specialistico acquisito”, i giudici amministrativi del Lazio osservano che  la prescrizione dell’Aifa, come mutuata dalla circolare del ministero della Salute, “imponendo ai medici puntuali e vincolanti scelte terapeutiche, si pone in contrasto con l’attività professionale così come demandata al medico nei termini indicata dalla scienza e dalla deontologia professionale”… “imponendo, anzi impedendo l’utilizzo di terapie da questi ultimi eventualmente ritenute idonee ed efficaci al contrasto con la malattia Covid-19 come avviene per ogni attività terapeutica”.

Per questi motivi, il Tar Lazio ha accolto il ricorso del Comitato Cura domiciliare Covid 19, annullando appunto la parte più controversa della circolare del ministero che introduce la previsione della  “vigilante attesa” senza l’impiego di altri farmaci ad eccezione del paracetamolo. I medici, dunque, possono ora prescrivere  fin dall’esordio della malattia le cure che, “in scienza e cosceinza”, ritengono necessarie per evitarne il peggioramento.

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