Tamponi, nuova indagine di Altroconsumo in farmacia: “Criticità in alleggerimento”

Tamponi, nuova indagine di Altroconsumo in farmacia: “Criticità in alleggerimento”

Roma, 20 gennaio – A tre settimane dal precedente monitoraggio, Altroconsumo ha condotto una nuova indagine sull’erogazione del servizio di tamponi rapidi antigenici in farmacia. La storica sigla consumerista ha ricontattato le 115 farmacie sentite a dicembre per verificare se e cosa sia cambiato rispetto alla disponibilità dei tamponi e ai tempi di attesa per eseguire il test. La nuova indagine sembra aver confermato i risultati registrati poco prima di Natale: code e tempi d’attesa ancora troppo lunghi soprattutto al Nord,  anche se le farmacie sembrano essere oggi meno sotto pressione di allora. E – altro segnale di alleggerimento delle criticità –  i tamponi “fai da te”  sono tornati a comparire  nelle farmacie, negli store online e nei supermercati.

L’assalto alle farmacie per il tampone delle festività natalizie, secondo le nuove evidenze raccolte da Altroconsumo, si è (relativamente) attenuato, con ogni probabilità anche per il venir meno della necessità impellente di un tampone a tutti i costi per onorare i tradizionali pranzi, cene e riunioni di famiglia di Natale. Il ritorno a una domanda più “fisiologica”, quella dettata dalla richiesta del tampone rapido solo per uscire da quarantena e isolamento, per andare a lavorare e per ottenere il green pass base, ha sensibilmente ridotto il numero di cittadini che praticamente cingevano d’assedio le farmacie aderenti al servizio di “tamponamento”.  Ma alcune criticità rimangono, secondo quanto rileva Altroconsumo:  le disponibilità per fare un tampone in tempi rapidi continuano a scarseggiare, soprattutto al Nord, rimangono necessarie le prenotazioni (in poco meno di sette farmacie su dieci), mentre – come già detto prima – si registra una schiarito sul fronte dei tamponi fai da te, che prima di Natale erano letteralmente introvabili in ogni angolo del Paese e oggi sono nuovamente disponibili in farmacia, nei supermercati e anche online.

Come a suo tempo riferito dal nostro giornale, tra il 22 e il 23 dicembre scorso, proprio a ridosso delle cene di vigilia, Altroconsumo aveva contattato 117 farmacie in 10 Regioni per chiedere quanto occorresse aspettare per un tampone rapido antigenico e, in alternativa, se fosse disponibile il tampone rapido fai da de.

Per quest’ultimo erano stati contattati anche 20 supermercati distribuiti nel territorio italiano, scoprendo che era di fatto introvabile ovunque lo si cercasse. Per il tampone rapido, è stato rilevato che le farmacie erano per lo più sotto pressione, con tempi di attesa medi di 3 o 4 giorni, ma con punte anche di due settimane nelle Regioni del Nord.

Tre settimane dopo, tra il 10 e il 13 gennaio, nelle stesse 10 Regioni (Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia, Campania e Sicilia) sono state ricontattate 115 delle farmacie che hanno aderito all’accordo per l’esecuzione dei tamponi rapidi a pagamento, per vedere (con un’inchiesta anonima) se, passate le feste, la situazione fosse migliorata. Nelle stesse farmacie sono stati anche chiesti prezzi e disponibilità delle mascherine Ffp2 a prezzo calmierato.

Per quanto riguarda i tamponi, sono  aumentate le farmacie che non richiedono la prenotazione e che rispondono al telefono più facilmente. Continuano però a esserci code e tempi di attesa lunghi soprattutto in Lombardia, Toscana e Piemonte, Rispetto a Natale (quando il 26% delle farmacie – ovvero una su quattro – non rispondeva affatto al telefono per l’eccessivo carico di lavoro) la situazione continua a essere critica ma in apprezzabile miglioramento (a non rispondere è meno di un quinto degli esercizi, il 18%). Oggi quindi le farmacie continuano ad avere tanto lavoro e faticano a rispondere al telefono (la chiara risposta fornita agli anonimi rilevatori di Altroconsumo, tagliando corto,  è  stata che la farmacia era piena), anche se la situazione sembra essere leggermente più gestibile.

Occorre però ancora prenotare per fare il tampone, nel 69% dei casi (a Natale era il 77%), mentre in poco meno di un terzo dei casi (il 31%) l’accesso è libero. Confermata anche la tendenza delle farmacie,  rilevata già prima delle feste, a gestire le prenotazioni online, (nche attraverso WhatsApp)

I tempi di attesa, in caso di prenotazione, variano:  nel 64% dei casi si riesce ad avere un appuntamento entro due o tre giorni ma in moltissimi casi il posto è disponibile anche in giornata. Facendo però un focus sulle singole Regioni, in Lombardia, Piemonte e Toscana mediamente si aspettano più di quattro giorni prima di avere un appuntamento per il tampone; nulla a che vedere con le due settimane di attesa che erano state rilevate in alcuni casi nella survey di tre settimane fa. In Veneto, Campania e Sicilia l’attesa è minima: praticamente si può fare il tampone il giorno stesso o al più tardi il giorno successivo. Nelle altre Regioni analizzate l’attesa va dal giorno e mezzo della Liguria a quasi tre giorni e mezzo di attesa media in Emilia Romagna.

I tamponi “fai da te£  stanno vivendo un momento di forte richiesta grazie alla loro affidabilità, soprattutto in presenza di sintomi, nello stabilire se ci si è ammalati di Covid o si ha una normale forma influenzale. Tuttavia,Altroconsumo ricorda che questi strumenti di autodiagnosi non hanno alcun valore di certificazione proprio per l’impossibilità di tracciarne i risultati. Oggi si comprano in farmacia, nei negozi online (come quelli delle farmacie ma anche sullo stesso Amazon) e nei supermercati. Inizialmente sono comparsi sul mercato quelli nasali (con il bastoncino) e più di recenti si sono affacciati quelli salivari (più adatti per persone sensibili e bambini).

Nell’indagine prezzi, oltre a chiedere i tamponi fai da te nelle 115 farmacie contattate, Altroconsumo ha anche aggiunto il mondo dell’online con 40 siti di farmacie, parafarmacie, articoli sanitari, ma anche su Amazon e in 28 supermercati.  Questi gli esiti della rilevazione: in farmacia, prima di Natale solo un terzo delle farmacie aveva i tamponi fai a te. La metà li aveva esauriti, gli altri non li avevano in assortimento. Oggi invece i tamponi sembrano tornati: il 90% delle farmacie dichiara di averli. Sono per lo più tamponi nasali (presenti nel 88% delle farmacie), mentre i salivari si trovano solo in una farmacia su tre. Di tamponi fai da te ce ne sono di diverse marche, ma in pochi casi le farmacie hanno saputo indicarla al telefono (con la farmacia piena, spiega Altroconsumo, “non sempre avevano il tampone sottomano”). Quelli che hanno risposto alla domanda, hanno indicato soprattutto la marca Hotgen. Per quanto riguarda i prezzi, i tamponi nasali costano in media 10,50 euro, mentre quelli salivari costano in media 9,90 euro.

Su Amazon e online,  i tamponi si trovano soprattutto nei siti di farmacie e parafarmacie, che spesso hanno diverse marche disponibili. I tamponi nasali costano in media 7,20 euro, con una forchetta che va da 3,27 a 11,35 euro. La marca più diffusa è sempre Hotgen, insieme a Boson, Alltest, Genrui e Flowflex. I tamponi salivari, invece, sono meno diffusi: costano in media 6,40 euro e le marche più diffuse sono Juschek e Alltest.

Nei supermercati,  prima di Natale i tamponi fai da te erano praticamente introvabili. Oggi i tamponi nasali sono presenti in quasi due terzi (63%) degli esercizi contattati. Nella grande distribuzione i prezzi variano da 3,90 a 7,99 euro (in media costano 5,60 euro).

Dalla rilevazione di Altroconsumo risulta infine che le mascherine Ffp2 costano di più online che negli esercizi “fisici”. Il 93% delle farmacie di comunità applica il prezzo calmierato di 75 centesimi. Nei supermercati si scende anche fino a 50 centesimi a mascherina. Online il costo in media è invece di circa un euro a pezzo: aggiungendo le spese di spedizione e l’attesa non è una soluzione conveniente.

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