Falsi positivi, stop ai tamponi in 50 esercizi. I Nas: “Da farmacie massima collaborazione”

Falsi positivi, stop ai tamponi in 50 esercizi. I Nas: “Da farmacie massima collaborazione”

Roma, 24 gennaio – Fabio Ciciliano, membro del Cts (nella foto),  aveva anticipato due settimane fa, in un’intervista al Corriere della Sera puntualmente segnalata dal nostro giornale, la fioritura di tentativi di aggirare le norme sul green pass da parte dei no vax più irriducibili, grazie alle criticità conseguenti alla semplificazione dell’impianto normativo sulla diagnostica dei casi Risultato immagine per Fabio Ciciliano polizia di stato protezione civile ctspositivi. Le nuove norme, facilitando da un lato la gestione complessiva degli isolamenti (basta la positività al semplice tampone antigenico), dall’altro consentono infatti di eludere uno dei più importanti sistemi di vigilanza sull’epidemia: è sufficiente registrare in piattaforma tamponi surrettiziamente positivi per ottenere il rilascio del green pass successivo all’esecuzione di un secondo tampone negativo.

“Comportamenti rischiosi per la popolazione, disonesti e sanzionabili penalmente”, osservava Ciciliano, sottolineando anche le possibili gravi ripercussioni su “chi richiede prestazioni irregolari”, con uno specifico e inevitabile riferimento anche ai farmacisti,  in ragione dell’altissimo numero dei tamponi effettuati  dalle migliaia di farmacie aderenti al servizio di rilevazione del contagio da Sars CoV 2 .

La segnalazione di Ciciliano – che nella sua intervista di due settimane fa aveva lasciato ampiamente intendere che erano in corso controlli serrati nelle farmacie e nei laboratori di analisi soprattutto nelle Regioni del Nord per stroncare eventuali comportamenti illegali – ha trovato una puntuale  conferma, secondo quanto rivela un articolo pubblicato ieri dal quotidiano la Repubblica, che riferisce della sospensione – a seguito degli accertamenti dei Nas – di una cinquantina di “punti tampone” per l’inserimento di esiti fasulli dei tamponi nella piattaforma  del ministero della Salute.

Semplice il meccanismo della pericolosa truffa:  una persona positiva si reca più volte in diverse farmacie per sottoporsi ai test, ma lo fa con tessere sanitarie diverse, che appartengono ad altre persone sane. In questo modo il suo tampone positivo diventa lo strumento grazie al quale le persone sane, ma non vaccinate, risultano contagiate. Sottoponendosi quindi a un test successivo, che ovviamente dà esito negativo, risultano così guarite, ottenendo il green pass da guarito valido sei mesi.

Il sistema truffaldino dei falsi positivi è stato lanciato via Telegram da attivisti no vax e no green pass e portato avanti all’insaputa dei farmacisti che, riscontrando la positività del tampone del soggetto che si presenta per il test, registrano l’esito sulla tessera sanitaria esibita, di cui (e questo è il problema) in molte occasioni per accelerare il servizio e smaltire le code non viene controllata l’identità. La truffa dei falsi positivi in farmacia è venuta a galla dopo alcuni controlli. Così è cominciata una campagna di verifiche nelle farmacie e nei laboratori di analisi del nord, spiega la Repubblica, con gli esiti prima riferiti.

Non esistono ancora stime attendibili e men che meno bilanci del fenomeno, del quale dunque si ignora al momento diffusione e portata. I primi controlli a campione dei Nas sono stati disposti dal comando tutela sanità di Milano, dalla Lombardia poi si sono estesi alla Liguria. Così i militari da alcuni giorni controllano i documenti di identità e i codici fiscali di chi si presenta a fare il tampone. Controlli anche in Alto Adige, dove sono state sospese 31 delle tremila postazioni per l’inserimento dei risultati dei tamponi, col sospetto che siano stati registrati “falsi positivi”.

Sulla truffa dei falsi positivi “sono in corso controlli dei Nas in tutto il nord Italia su farmacie e punti tamponi, che sono tenuti a controllare l’identità delle persone che si sottopongono al test, essendo un trattamento sanitario che si conclude con un referto” ha confermato al giornale Radio Rai il comandante del Gruppo Tutela della salute dei carabinieri di Milano, Salvatore Pignatelli.  Sono 11 le squadre dei Nas impegnate, ha spiegato Pignatelli, con lo scopo primario di verificare che l’identità delle persone tamponate venga accertata con tessera sanitaria ma anche con documento di identità. “Abbiamo constatato che a volte per questioni di rapidità non veniva riscontrata l’identità della persona” ha spiegato il comandante “e questo si prestava ad abusi: c’era chi si presentava con la tessera sanitaria di altri. Tra gli abusi possibili quello di sottoporre a tampone persone positive con più tessere sanitarie in diverse farmacie, per far emettere Green pass a nome di soggetti non immunizzati”.

Pignatelli spiega però che c’è stata la massima collaborazione da parte delle farmacie: “I punti tampone bloccati sono pochi, e non per ragioni dovute alla truffa dei falsi positivi”.

Episodi truffaldini con il meccanismo dei falsi positivi sono stati riscontrati anche in Veneto, dove è stato sospeso il servizio in una farmacia di Martellago, mentre i Nas di Cremona hanno sequestrato 250 tamponi rapidi, antigenici e molecolari, del valore di 3mila euro senza l’autorizzazione dell’Ats di Pavia, e il titolare del laboratorio di Siziano (Pavia) è stato denunciato.

 

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