Sifo, la sezione Asc Infettivologia con Aifa contro le fake news su azitromicina

Sifo, la sezione Asc Infettivologia con Aifa contro le fake news su azitromicina

Roma, 24 gennaio – Il problema è noto e tutt’altro che risolto: a rendere ancora più devastanti le conseguenze prodotte dalla pandemia Covid 19 ha purtroppo fornito un contributo determinante (se non addirittura decisivo) l’infodemia che l’ha accompagnata, ovvero l’eccessiva proliferazione di informazioni il più delle volte di dubbia affidabilità o del tutto false,  che hanno drammaticamente gettato in confusione un’opinione pubblica già frastornata di suo di fronte a un nemico nuovo e del tutto sconosciuto.

L’infodemia, così come del resto l’emergenza pandemica, purtroppo ancora continua, favorita soprattutto dall’orizzontalità della comunicazione sul web, senza risparmiare nessuno dei temi legati all’infezione da Sars CoV 2. Da tempo, ad esempio, i “disinformatori” in servizio permanente effettivo si  occupano anche delle cure domiciliari anti Covid,  come sempre inquinando i pozzi. Esemplare, al riguardo, il caso  dell’azitromicina, sul quale è dovuta intervenire nei giorni scorsi l’Aifa per fare giustizia delle molte fake news all’origine di un impiego del farmaco a dire poco discutibile nell’ambito delle terapie contro Covid 19.

Per affiancare Aifa nel contrasto all’infodemia in merito all’uso di azitromicina come anti Covid è scesa in campo anche la Sifo, con la sua sezione Asc Infettivologia, coordinata da Francesca Vivaldi, farmacista dirigente del Dipartimento del Farmaco dell’Asl Toscana Nord Ovest di  Massa Carrara.

La sezione della Società dei farmacisti ospedalieri si sta adoperando per diffondere corrette informazioni sull’antibiotico, ricordando che l’azitromicina ha un’attività antibatterica riconosciuta e documentata in molteplici studi e trova impiego in diverse  infezioni, non solo quelle del tratto respiratorio, ma anche in otiti ed in infezioni della cute e tessuti molli.

In una primissima fase della pandemia era stata evidenziata una probabile attività in vitro dell’azitromicina nei confronti del virus Sars CoV 2, ma il dato era stato subito smentito  “da un cospicuo numero di  studi in vivo che hanno dimostrato una mancanza di efficacia di quest’ultima nei confronti del virus e un aumento dell’incidenza degli effetti avversi  potenzialmente letali”.

L’azitromicina infatti, pur essendo un antibiotico in commercio in Italia da più di 30 anni, presenta un profilo di sicurezza non adatto a tutti. Tra i principali rischi correlati all’uso improprio, anche la Sifo ricorda l’insufficienza epatica grave e alterazioni del ritmo del cuore lievi, ma in alcuni casi anche fatali.

“Inoltre in un’epoca in cui i batteri stanno eludendo l’azione dei più tradizionali antibiotici, proprio come l’azitromicina, un’allarmante realtà è l’aumento di infezioni antibiotico-resistenti, aggravate da un utilizzo improprio degli antibiotici” si legge in una nota firmata dalla Asc Infettivologia di Sifo. “Questi, in particolare se usati in eccesso e senza motivo, possono alterare il microbiota intestinale e causare ricadute importanti sulla salute per lungo tempo”.

La Sifo ricorda quindi che, da marzo 2020 ad oggi, i passi compiuti dalla scienza sono rassicuranti: “Si è imparato a riconoscere il virus e combatterlo precocemente” scrive l’Asc Infettivologia. “In Italia, come nel resto d’Europa, sono rimborsate terapie orali e infusionali in grado di contrastarlo nelle varie fasi dell’infezione senza dover ricorrere a terapie improprie”.

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