D’Amato: “Basta certificati, a chi ha completato i vaccini va semplificata la vita”

D’Amato: “Basta certificati, a chi ha completato i vaccini va semplificata la vita”

Roma, 27 gennaio – “È giunto il momento di semplificare la vita a coloro che hanno completato le vaccinazioni, nel Lazio rappresentano il 63% della popolazione over 12 anni. Questi cittadini, indipendentemente dai luoghi di lavoro, studio, socializzazione, devono essere liberi senza certificazioni e tamponi”.

Ad affermarlo è l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato (nella foto), che ritiene sia ormai tempo di “premiare” chi – con responsabilità e senso civico – ha subito accolto l’appello delle autorità sanitarie assolvendo gli obblighi vaccinali, prima e più necessaria ed efficace arma per contrastare la pandemia.

“In assenza di sintomatologia tutte le attività, comprese quelle scolastiche, devono essere mantenute” sostiene l’assessore. “Oggi le varie circolari ministeriali, soprattutto in ambito scolastico, rendono difficile la vita alle famiglie e valgono le stesse regole sia per coloro che hanno completato il percorso di vaccinazione, che per coloro che non si sono vaccinati, tutto ciò generando procedure amministrative e operative assurde. Bisogna fare la corsa al vaccino non ai tamponi” conclude D’Amato, auspicando che  “il Governo ascolti la voce delle Regioni”.

La posizione di D’Amato è perfettamente in linea con  quella che trovato ampio consenso in seno alle Regioni, i cui presidenti si sono incontrati l’altro ieri a Roma, prima che iniziasse il voto in Parlamento per l’elezione del Presidente della Repubblica, per “mettere a punto richieste forti nei confronti del Governo”.

Per tutti, basta riferire le parole del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, per il quale  “semplificazione delle procedure burocratiche anti-Covid, superamento delle fasce di colori per permettere il più ampio margine di mobilità ai vaccinati, scuola in presenza e una visione della riforma sanitaria”  sono le scelte che possono “consentire alle Regioni di sviluppare una politica adeguata al fabbisogno reale delle nostre comunità, in vista delle opportunità del Recovery fund”.

“Non ha senso colorare di bianco, giallo e arancione le Regioni e mettere in difficoltà la mobilità dei cittadini e le attività produttive, dopo i grandi sacrifici fatti per vaccinarsi” ha aggiunto il presidente toscano. “Bisogna invece distinguere tra chi è vaccinato e chi non lo è. Chi è vaccinato può liberamente circolare. Sarà il green pass, sulla base della legislazione in essere, a fare la differenza e a consentire di accedere ai luoghi. La libertà di movimento deve essere garantita alle persone che si sono vaccinate, a partire dai bambini di 5-11 anni. La richiesta di semplificazione vale, infatti, anche per la scuola”.

Le istanze che arrivano dalle Regioni per “semplificare la vita” ai cittadini in regola con le vaccinazioni arrivano insieme a quella del sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri che, per contro, intervenendo alla trasmissione di La7, Di Martedì, condotta da Giovanni Floris, ha espresso a chiare lettere e senza alcuna possibilità di fraintendimenti l’intenzione di “complicare l’esistenza” ai no vax e ai no green pass:  “Noi per tutelare gli italiani vi renderemo la vita difficile come stiamo facendo perché il non vaccinato e chi non rispetta le regole è pericoloso” ha detto  il sottosegretario rivolgendosi agli interlocutori anti-vaccino e anti-certificati presenti in studio.

 

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