Falsi positivi, D’Ambrosio: “Sanzioni più severe per chi mette a rischio la salute”

Falsi positivi, D’Ambrosio: “Sanzioni più severe per chi mette a rischio la salute”

Roma, 27 gennaio – Anche la Procura di Bari, secondo quanto riferito da un lancio dell’agenzia Ansa, sulla base di alcune segnalazioni diffuse anche via social, avrebbe aperto un’indagine conoscitiva, al momento senza indagati e senza ipotesi di reato, su possibili fenomeni illegali di falsi tamponi positivi effettuati in farmacia per certificare la positività e ottenere il super green pass evitando il vaccino. Il sospetto, scrive l’agenzia,“è che alcune farmacie compiacenti di Bari e provincia certifichino falsamente l’esito positivo di tamponi antigenici così da inserire i pazienti nell’elenco di coloro che hanno contratto il Covid. A distanza di una settimana, poi, accerterebbero la negativizzazione con un tampone di controllo, così consentendo di ottenere la certificazione verde rafforzata da avvenuta guarigione senza doversi sottoporre a vaccinazione”.

Sulla vicenda si è subito espresso il presidente dell’Ordine dei Farmacisti Bari e Bat, Luigi d’Ambrosio Lettieri (nella foto), per portare un contributo di chiarezza ed evitare che l’apprezzata e lodevole “attività investigativa delle autorità competenti di polizia giudiziaria impegnate a smascherare gli autori di atti criminali” possa diventare occasione pretesto per  danneggiare  l’immagine della farmacia e della professione farmaceutica.

D’Ambrosio esclude infatti che gli atti illegali (peraltro al momento ancora presunti) legati al rilascio di tamponi positivi “farlocchi” veda coinvolte farmacie compiacenti. “In base alle vigenti disposizioni” ricorda il presidente dell’Ordine barese “oggi le farmacie eseguono il tampone antigenico acquisendo solo la tessera sanitaria del richiedente”  e le regole attualmente in vigore non escludono che un soggetto positivo al Covid-19 “si rechi in farmacia o in un laboratorio autorizzato e si sottoponga alla esecuzione del tampone esibendo illecitamente la tessera sanitaria di persone già risultate positive. In questo modo viene certificata l’infezione e si ottiene, dopo dieci giorni e tampone positivo, un green pass da guarigione, evitando così la vaccinazione”.

Bisogna dunque intervenire su queste regole, operando una stretta. Per evitare ogni forma di illecito e abuso occorrerebbero, a nostro avviso, due sole misure” , afferma D’Ambrosio: “l’introduzione immediata dell’obbligo di accertamento dell’identità del soggetto che si sottopone al tampone e l’introduzione di aggravanti che consentano di irrogare sanzioni più severe a carico di irresponsabili mascalzoni che mettono a rischio la salute pubblica”.

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