Ministero della Salute, sanitari guariti ma non vaccinati non possono tornare a lavoro

Ministero della Salute, sanitari guariti ma non vaccinati non possono tornare a lavoro

Roma, 22 febbraio – I professionisti sanitari non vaccinati, sospesi e guariti dal Covid, non possono tornare al lavoro: serve il vaccino. A chiarirlo è una circolare del ministero della Salute, in risposta ai dubbi espressi al riguardo dalla Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), ai quali la nota del ministero risponde che  la guarigione da Covid-19 di medici e operatori sanitari, secondo la normativa vigente, “non è circostanza idonea a legittimare la revoca della sospensione” dal lavoro avvenuto per non aver assolto all’obbligo di vaccinazione. Dunque “non è elemento determinante” per l’Ordine professionale di appartenenza che deve invece “accertare lo stato di avvenuta vaccinazione del professionista”.

Fnomceo si era rivolta al ministero in merito ai dati dei sanitari vaccinati/non vaccinati nelle giornate del 7 del 14 febbraio, rilevato dalla piattaforma nazionale-Dg, in cui erano stati inseriti in un primo momento anche i dati sulle guarigioni dei professionisti. E questo – si legge nella stessa circolare – aveva creato “disorientamento”. Il ministero ha risposto che “la sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell’interessato all’Ordine del completamento del ciclo vaccinale primario e, per i professionisti che hanno completato il ciclo vaccinale primario, della somministrazione della dose di richiamo”. 

La misura vale ovviamente  anche per i farmacisti e la Fofi, con una circolare, ha subito informato tutti gli Ordini che “la Direzione generale dei sistemi informatici, su indicazione dell’Ufficio di Gabinetto, ha comunicato che, a partire dalla prossima interrogazione (alle h. 3:00 del 22.2.2022), la Piattaforma nazionale-DGC – lo strumento attraverso il quale gli Ordini territoriali, ai sensi del comma 3 del predetto articolo 4 del D.L. 44/2021, eseguono la verifica dell’adempimento dell’obbligo vaccinale dei propri iscritti – non considererà più, ai fini dell’assolvimento dell’obbligo vaccinale, i certificati di guarigione (informazione che era stata presa in considerazione dallo scorso 7 febbraio)”.

La Federazione professionale segnala pertanto che. presumibilmente,  nella giornata di oggi perverranno dalla Piattaforma prima citata “numerose segnalazioni di farmacisti (guariti e non vaccinati) con “STATO NON VALIDO”, a seguito delle quali gli Ordini, nel rispetto della normativa vigente, dovranno inviare agli iscritti la lettera di ‘Invito ad adempiere’ chiedendo di produrre, nel termine massimo di 5 giorni dalla ricezione della comunicazione, la documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione oppure l’attestazione relativa all’omissione o al differimento della stessa, ovvero la presentazione della richiesta di vaccinazione, da eseguirsi entro un termine non superiore a venti giorni dalla ricezione dell’invito, ovvero la documentazione comprovante l’insussistenza dei presupposti per l’obbligo vaccinale”.

 
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