Gimbe, in Italia 5 mln ancora senza vaccino, va lasciato obbligo di mascherine al chiuso

Gimbe, in Italia 5 mln ancora senza vaccino, va lasciato obbligo di mascherine al chiuso

Roma, 25 febbraio – Dopo la recrudescenza della prima parte dell’inverno, continuano fortunatamente a scendere i numeri di Covid: secondo i dati rilevati nell’ultima settimana dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, i nuovi casi di infezione da Sars-Cov-2 scendono del 20,6%, percentuale non troppo diversa da quella relativa al calo dei tamponi (meno 19,6%). Risultano stabilmente in calo anche i ricoveri in area medica (-16,2%), in terapia intensiva (-19,9%) e i decessi (-15,8%).

Nella settimana dal 16 al 22 febbraio, il monitoraggio di Gimbe registra una riduzione dei nuovi casi di 90mila unità, con una incidenza superiore ai 500 casi per 100.000 abitanti in 72 province. Negli ultimi 7 giorni sono 59mila i nuovi vaccinati con un “crollo” negli over 50 (-44%) e nella fascia 5-11 (-57,1%).

Sul fronte della campagna vaccinale, Gimbe evidenzia come ormai l’85,4% della popolazione abbia ricevuto almeno una dose e l’83% completato il ciclo vaccinale. Ma, sottolinea la Fondazione, ci sono ancora  4,9 milioni persone, vaccinabili subito, senza nemmeno una dose e 2,17 milioni di guariti, protetti solo temporaneamente.

Per quanto riguarda, invece, il tasso di copertura delle terze dosi, sempre Gimbe rileva che si è giunti all’84,9% ma “con nette differenze regionali”. “L’efficacia di tre dosi di vaccino nei confronti della malattia severa rimane elevata” si legge ancora nel rapporto, che precisa che “per un nuovo richiamo per la popolazione generale sono necessarie ulteriori evidenze scientifiche oltre che l’autorizzazione delle autorità regolatorie”.  Pur approvando la proposta di estenderela quarta dose alle persone immunodepresse, insomma, i gli esperti della Fondazione sottolineano come  a oggi non ci sono evidenze scientifiche per raccomandarla, o meno, nella popolazione generale.

Partendo dai dati settimanali, Gimbe lancia al governo l’invito a non procedere all’abolizione di mascherine al chiuso e di non arrivare ad eliminare l’isolamento dei positivi. “La quarta ondata è in piena fase discendente, con evidente riduzione della pressione ospedaliera e dei decessi”  ha spiegato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta (nella foto).  “ Tuttavia, 50mila nuovi casi al giorno, tasso di positività dei tamponi al 10% e quasi 1,3 milioni di casi attualmente positivi dimostrano che la circolazione del virus è ancora piuttosto elevata. In altri termini, se i dati consentono di guardare avanti con ragionevole ottimismo, non è accettabile ‘approfittare’ della fine dello stato di emergenza per confondere le carte in tavola: discesa della quarta ondata non significa circolazione endemica del virus né, tantomeno, fine della pandemia”.

“Tali accezioni, infatti – sottolinea Cartabellotta – rappresentano distorsioni della realtà che disorientano la popolazione e rischiano di legittimare decisioni azzardate. Indipendentemente dal termine dello stato di emergenza, al momento è impossibile abolire misure di sanità pubblica come mascherine al chiuso e isolamento dei positivi, indispensabili per consentire la completa riapertura di tutte le attività”. C’è inoltre da pensare gà al prossimo autunno-inverno: “Se è ragionevolmente certa una tregua nei prossimi mesi, questo tempo prezioso deve essere sfruttato al meglio per un’adeguata programmazione. Perché”  conclude il presidente Gimbe “con il nuovo inverno il risveglio dal ‘sogno collettivo’ potrebbe essere molto brusco”.

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