Pubblicità in farmacia a pillole allo iodio, Ordine Roma apre consiglio di disciplina

Pubblicità in farmacia a pillole allo iodio, Ordine Roma apre consiglio di disciplina

Roma, 18 marzo – Quello riprodotto nella foto qui accanto è il cartello esposto nei giorni scorsi all’ingresso di una farmacia della Capitale. Anche a uno sguardo veloce è subito evidente che la comunicazione veicolata dai responsabili della farmacia è di quelle che non si vorrebbero davvero mai vedere  in un pubblico presidio di salute apprezzato dai cittadini per il suo servizio quotidiano, declinato con alti standard di qualità e professionalità, in scienza e coscienza, a garanzia della salute collettiva.
Eppure è accaduto, proprio nella Capitale, nel cuore pulsante del Paese. La gravissima scivolata del “disinvolto”  collega non ha alcuna possibile spiegazione se non quella – riprovevole – di voler lucrare sulla paura dei cittadini per un possibile disastro, facendo pubblicità a un prodotto che (e non è nemmeno detto) potrebbe forse essere utile soltanto in caso di catastrofe nucleare.  Per contro, il minimo sindacale di conoscenze scientifiche sulla materia basta e avanza per sapere che assumere in autonomia e senza il consiglio del medico compresse di iodio, provocando un eccesso della sostanza nell’organismo,  può provocare effetti collaterali come, per esempio, un aumento di incidenza delle patologie autoimmuni. In particolare, nei soggetti con ipotiroidismo potrebbero esserci conseguenze indesiderate più sensibili.
In altra parole: l’uso incontrollato di questi prodotti, sulla base del principio che “non si sa mai” e sulla spinta di paure degenerate in psicosi, può fare molti e seri danni. Dunque, ai cittadini che li richiedono bisogna sconsigliare e rifiutare l’acquisto, spiegando e facendo capire. Il farmacista romano, voltando le spalle ai suoi doveri professionali, ha scelto invece di promuoverne la vendita.
Scelta immediatamente e unanimemente censurata dalla comunità professionale capitolina: il tam tam sui social e ogni possibile piattaforma di informazione e confronto professionale ribatteva solo le note di una ferma, totale condanna e riprovazione per un comportamento che – oltre tutto – genera un gravissimo danno all’immagine dell’intera professione farmaceutica, che è ben altra da quella dell’avido bottegaio che ha di fatto accreditato il farmacista “atomico”.
L’Ordine di Roma  – senza esitare un solo istante – ha adottato la decisione di sottoporre il direttore della farmacia responsabile dell’iniziativa di cui sopra al Consiglio di disciplina,  proprio in considerazione di quella natura pubblicistica degli Ordini che li obbliga a garantire il perseguimento degli interessi del cittadino e a  vigilare sulla correttezza dell’esercizio professionale.

 

 

 

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